Scuola, Vendola a studenti: 'Il sogno di M.L. King continui a vivere nel vostro futuro'

BRINDISI – “Il sogno della convivenza si fonda sull’idea che la diversità non è una minaccia, ma un arricchimento e che l’incontro tra le culture, tra i popoli, tra le fedi e tra gli esseri umani è un incontro che non può assumere la forma della guerra, del conflitto militare. Può, invece, diventare uno stimolo continuo per tutti, per allargare i propri orizzonti. Non abbiamo che da perdere le nostre catene, quelle dei pregiudizi e delle nostre pigrizie culturali”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola incontrando questa mattina gli studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “G. Giorgi” di Brindisi. L’incontro sul tema “I have a dream – Il sogno della convivenza” si è svolto nell’Aula Magna della scuola, in occasione del 50° Anniversario dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace a M. L. King. All’evento erano presenti Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Yahya Pallavicini, Imam e Vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana e Giancarlo Piccinni, Presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”.

“La scuola di Brindisi – ha spiegato Vendola – si fa promotrice non solo di un evento, ma di un percorso in cui tanti protagonisti di lingue, culture e cosmogonie possano ritrovarsi per far capire che non c’è inimicizia, ma anzi, l’inimicizia è una sovrastruttura politica che ha impedito agli esseri umani di riconoscersi gli uni con gli altri”.

Oltre duecentocinquanta ragazzi hanno accolto i relatori del convegno con canti e letture tratte dagli scritti di M. L. King e di Don Tonino Bello.

“Noi viviamo, purtroppo, un tempo maledetto – ha continuato il Presidente della Regione Puglia – in cui vediamo contrapporsi l’industria della guerra e l’artigianato del terrore; ed è un connubio inquietante tra il peggio di un mondo arcaico e il peggio di un mondo moderno. Assistiamo allo sgozzamento rituale di un infedele o di un reporter, di un testimone o di un volontario. Siamo nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’orrore. Questa è una novità dei tempi nostri, perché nella storia, i grandi macellai hanno provato poi a nascondere le tracce dei propri crimini. Noi viviamo un’epoca in cui l’orrore diventa lo strumento del proselitismo”.

Tuttavia, secondo Vendola “dovremmo riflettere sul fatto che l’orrore non si combatte con la guerra. La guerra non scaccia la violenza. Dovremmo fermare il mappamondo e fare una riflessione su cosa è accaduto negli ultimi trent’anni e su come si possa e si debba costruire una prospettiva in cui la parola “pace” non è la parola delle omelie domenicali, ma è la parola che è al centro dell’agenda della politica e dei governi”.

“Il “sogno” nella vita pubblica – ha concluso il Presidente Vendola – non è la trasfigurazione della realtà, ma è la prefigurazione di una realtà che non è ancora nata. Senza quel grido di Martin Luther King “I Have a Dream”, il mondo non sarebbe cambiato. Nelson Mandela è diventato Presidente del Sudafrica, ma è stato incarcerato per decenni e la sua organizzazione politica, che oggi è riconosciuta in tutto il mondo, era considerata dal governo degli Stati Uniti d’America un’associazione terroristica. Vorrei che non dimenticassimo che senza la dimensione del sogno, inteso come prefigurazione di un altro mondo, noi non potremmo pensare di cambiare la realtà. Sono i sognatori ad occhi aperti, coloro che come diceva don Tonino Bello, fanno i sogni diurni, quelli che cambiano il cammino dell’umanità”.



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