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mercoledì, febbraio 22, 2017

Ue all'Italia, manovra entro aprile o procedura

ROMA - Nuovo monito all'Italia della commissione europea. Nel caso in cui il governo Gentiloni non attuerà "in modo credibile" le misure per la correzione dei conti pubblici "di almeno lo 0,2% del pil" entro il mese di aprile, la Commissione considererà non rispettata la regola del debito, ma la decisione di aprire una "procedura per disavanzi eccessivi" sarà presa "in base alle previsioni di primavera 2017" che di solito vengono pubblicate a maggio. Lo si apprende in una nota della Commissione sull'adozione del 'Rapporto sul debito' adottato dall'esecutivo in base all'art.126.3 del Trattato. E il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan dichiara: ' Il rapporto debito/Pil si è "finalmente stabilizzato ma è interesse nazionale ridurlo con un aggiustamento contenuto del percorso di consolidamento".

"L'Italia presenta eccessivi squilibri", si legge a pagina 25 della Comunicazione della Commissione sul progresso delle riforme strutturali nell'Eurozona approvata oggi. Per il nostro Paese sono indicati l'alto debito, la "protratta debolezza nella dinamica della produttività" in un "contesto di alti Npl e disoccupazione". Nel testo sono riconosciute una serie di "riforme positive" ma si osserva che "l'impulso delle riforme è rallentato dalla metà del 2016".

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Inflazione, a gennaio sale all'1%

L'inflazione nel mese di gennaio è salita all'1%. A renderlo noto l'Istat che ha rivisto al rialzo le stime preliminari, che erano dello 0,9%. L'indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato a gennaio un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1% nei confronti di gennaio 2016, mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre).

Il tasso di incremento annuo registrato a gennaio è il più alto da tre anni e mezzo. Per trovare un valore maggiore, spiegano dall'Istituto di statistica, bisogna tornare ad agosto del 2013, quando era stato dell'1,2%.

"Il rialzo dell'inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità", spiega l'Istat. Si tratta in particolare della netta accelerazione della crescita tendenziale dei beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%). Per questo motivo, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente.

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali. L'inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%.
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lunedì, febbraio 20, 2017

Edilizia, nel 2016 crollano del 60% i bandi pubblici in Puglia

BARI - Crollano i bandi di gara per i lavori pubblici in Puglia: nel 2016 si sono registrati 1.092 bandi per un importo di 668 milioni di euro, con un calo del 36,2% in termini di numero e del 60,5% di importo rispetto al 2015. La Puglia fa meglio solo del Trentino Alto Adige (sceso del 67,3% il valore degli importi) ma molto peggio della media nazionale, che ha registrato un calo del 2,1% nel numero delle gare e del 16,6% negli importi(Fonte: Elaborazione Ance su dati Infoplus).

Alla Puglia un’altra maglia nera insieme a Calabria e Sardegna: sono queste tre le uniche regioni in Italia a non aver pubblicato bandi per lavori pubblici di importo superiore a 100 milioni di euro nel 2016. La dinamica dei lavori pubblici banditi comuni pugliesi non si discosta molto dal dato generale, essendosi registrato nel 2016 un crollo del 59,4% nell’importo degli stessi. Unica consolazione le quattro regioni che hanno fatto ancora peggio della Puglia: Campania (-75,4%), Umbria (-69,7%), Sardegna (- 64,1%) e Basilicata (-63,8%).

«La situazione– secondo il presidente ANCE Puglia Gerardo Biancofiore -  rimane difficilissima per tutte le regioni del Sud; l’auspicio è che tutta la classe dirigente, politica e imprenditoriale, sia compatta nel perseguire l’obiettivo e per far sì che dalle parole si possa passare ai fatti. Alle stazioni appaltanti e, in particolare ai Comuni, chiediamo di dare slancio ai primi segnali di ripresa e di lavorare con maggiore celerità per mettere a bando i progetti per cui sono previsti finanziamenti e per cantierizzare le opere quanto prima. È imprescindibile sfruttare qualsiasi genere di opportunità di investimento, utilizzare tutte le risorse disponibili e soprattutto non perdere occasioni utili per attivare la ripresa del settore».
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sabato, febbraio 18, 2017

Brand finance, Ferrari è il simbolo più forte al mondo

La Ferrari si conferma il marchio di auto più forte al mondo. A sostenerlo il rapporto 2017 di Brand Finance sull'auto pubblicato in questi giorni. La società leader nella consulenza strategica e nella valutazione dei marchi assegna invece il primato di brand con il maggior valore al mondo a Toyota.

Il brand Ferrari, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha migliorato la sua posizione di tre punti raggiungendo un punteggio di 91,9 e riconquistando la AAA+ di rating. Al secondo posto nella top ten dei marchi più forti al mondo si trova Porsche, con rating AAA e punteggio 86, seguita da Volkswagen (84,9). Da quando Sergio Marchionne ha assunto il comando di Ferrari - rileva il report - il tetto della produzione è stato portato dalle 7000 vetture dell'era Montezemolo a 9000 e ad aprile è stato aperto un nuovo Ferrari Land a PortAventura in Spagna.

Questo maggiore sfruttamento commerciale del brand ne ha accresciuto il valore del 40% a 6,15 miliardi di dollari. 'Il fatto che Ferrari abbia aumentato il fatturato senza compromettere la forza del brand suggerisce che ha trovato la perfetta formula per sfruttare in modo sostenibile il brand equity e massimizzare il valore per gli azionisti''.

Passando a Toyota, che si conferma il brand che vale di più al mondo, ha incrementato il suo valore del 7% a 46,3 miliardi di dollari. Secondo in classifica è il marchio Bmw (37,1 mld) e terzo Mercedes (35,5 mld). A Volkswagen, che pure ha recentemente superato Toyota come primo produttore mondiale di auto, tocca invece solo il quarto posto, con un valore di 25 miliardi di dollari.
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mercoledì, febbraio 15, 2017

Bankitalia, debito pubblico 2016 sale a 2,2 mld

ROMA - Aumenta ancora il debito pubblico italiano. Al 31 dicembre del 2016 era pari a 2.217,7 miliardi. E' il dato diffuso da Bankitalia nel Supplemento "Finanza pubblica, fabbisogno e debito", in cui si evidenzia un aumento di 45 miliardi rispetto a fine 2015, quando il debito ammontava a 2.172,7 miliardi (132,3 per cento del Pil).

Il dato di dicembre risulta invece in discesa rispetto ai 2.230,9 miliardi registrati a novembre.
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sabato, febbraio 11, 2017

Italia, ceto medio sempre più in difficoltà

MILANO - Cala la fiducia e si accrescono le diseguaglianze territoriali. E' la fotografia a tinte fosche del "Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia", realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio (l'istituto per la ricerca della Cgil), che ha l'obiettivo di misurare lo stato di salute del Paese da uno specifico punto di vista: quello delle disuguaglianze territoriali.

"L'indice generale - in un anno - scende da 100 a 99, con un peggioramento, in particolare nel Nord e nel Centro, e con il Mezzogiorno che continua a essere in grave ritardo rispetto al resto del Paese. Aumentano le disuguaglianze economiche e la concentrazione della ricchezza", si legge nella sintesi del Rapporto.

"Il ceto medio è più fragile, aumentano i poveri e i bassi salari, il lavoro è percepito più instabile e nel complesso è più difficile migliorare le proprie condizioni. Tutto ciò si riflette in un sentimento di diffuso pessimismo sul futuro e in una crescente sfiducia economica".

In particolare, solo il 31% pensa che la situazione economica dell'Italia migliorerà nei prossimi 12 mesi (era il 44% nel 2015) e se si guarda alla situazione personale appena l'11% si attende un miglioramento (era il 13%). Non va meglio sul fronte del lavoro: solo il 24% pensa che l'occupazione crescerà (era il 31% nel 2015). Una dinamica che segnala, inoltre, un ripiegamento nel privato e un indebolimento della propensione sociale partecipativa. Il Nord, dove è maggiore nel 2016 il calo dell'indice, resta comunque l'area del Paese dove il livello di disuguaglianza economica è inferiore, mentre nel Mezzogiorno, sia per quanto riguarda la distribuzione dei redditi che per quanto riguarda la concentrazione della ricchezza, il livello di iniquità sale moltissimo.

"La fiducia - segnala il Rapporto Fdv Cgil-Tecnè - è uno dei motori più importanti della crescita economica, senza la quale non solo diventa difficile fare progetti di vita, ma anche i consumi e gli investimenti tendono a comprimersi o a dilatarsi in attesa di tempi migliori".
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venerdì, febbraio 10, 2017

Lecce, Confartigianato dice no a ulteriori oneri per le imprese

LECCE – Confartigianato Imprese Lecce è contraria alla proroga dell’applicazione dello split payment - autorizzato, in via transitoria, dalla Commissione europea sino al 31 dicembre 2017 - e alla sua estensione ad altre entità e transazioni inizialmente non incluse in questo regime.
«Con l’applicazione dello split payment - spiega Luigi Derniolo, presidente di Confartigianato Imprese Lecce - le numerose imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica amministrazione, oltre a soffrirne i cronici ritardi di pagamento, si trovano costantemente a credito di Iva e subiscono maggiori costi amministrativi legati agli adempimenti e alle eventuali garanzie richieste in sede di presentazione delle istanze di rimborso».

Secondo il presidente di Confartigianato, «il contrasto all’evasione Iva, nell’ambito dei rapporti con la Pubblica amministrazione, non può avvenire snaturando il funzionamento del tributo e caricando sempre le imprese di nuovi oneri, ma va esercitato attraverso il controllo ed il costante monitoraggio delle fatture elettroniche veicolate attraverso il sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate».

Confartigianato auspica pertanto che, in coerenza con le indicazioni della Commissione Europea, venga rispettato il termine di scadenza del 31 dicembre 2017 e termini l’applicazione di questo strumento rivelatosi vessatorio per le imprese che pagano regolarmente l’Iva.

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mercoledì, febbraio 08, 2017

Spread, apertura a 200 pt

ROMA - Apre stabile sui massimi della vigilia lo spread tra Btp e Bund che segna ancora 200 punti. Il livello, che non veniva raggiunto da febbraio 2014, fu già raggiunto ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,36%.
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martedì, febbraio 07, 2017

Spread Btp/Bund supera 200 pt

Nuovo rialzo dello spread Btp/Bund che ieri era giunto ai 200 punti sui timori della vittoria del Front National di Marine Le Pen alle prossime presidenziali francesi la quale si è presentata con un programma di uscita dall'euro e dall'Unione Europea. Il differenziale segna quindi, nei primissimi minuti di contrattazione, 203 punti contro i 199 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,375%.
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lunedì, febbraio 06, 2017

Draghi replica a Schaeuble: "mai costruiti legami così forti come con euro"

ROMA - Nuove polemiche del ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble, in seguito alle accuse lanciate dall'amministrazione Trump contro l'euro e Berlino. "Quando il presidente della Bce Mario Draghi si lanciò nella politica monetaria espansiva, gli feci presente che questo avrebbe fatto aumentare il surplus commerciale della Germania. All'epoca promisi di non criticare pubblicamente questa linea - ha affermato Schaeuble in una intervista pubblicata questo fine settimana sul Tagespiegel -. Ma non voglio essere criticato io per le conseguenze di questa politica".

E "a rigor di logica, per la posizione competitiva dell'economia tedesca il tasso di cambio dell'euro è troppo basso". Perché appunto, secondo il ministro "la politica monetaria è troppo morbida". Questo in risposta alle pesanti accuse lanciate nei giorni scorsi dal superconsulente al commercio del neo presidente Usa, Peter Navarro, direttore del National Trade Council, che ha definito l'euro un "marco mascherato" e pesantemente sottovalutato, che Berlino avrebbe sfruttato ai danni degli altri paesi europei e degli Usa.

La reazione di Schaeuble, come in altre occasioni, mostra tonalità più intransigenti rispetto a quelle della cancelliera Angela Merkel, che tramite il suo portavoce alle accuse americane si era limitata a ricordare che "la Germania è un Paese da sempre a favore di una Banca centrale europea che conduce una politica indipendente".

Il n.1 della Bce Mario Draghi, nel corso di una audizione al Parlamento europeo, ha voluto a sua volta a ricordare le motivazioni delle sue scelte: con l'euro, ha detto, "abbiamo saputo creare legami che hanno resistito alla peggiore crisi economica dai tempi della Secondo Guerra mondiale. E questa era la ragion d'essere del progetto europeo: mantenerci uniti in tempi difficili, quando vi è la forte tentazione di rivoltarsi conto i propri vicini o di cercare soluzioni nazionali".

Draghi ha peraltro ribadito che nel caso di un peggioramento della situazione "il Consiglio direttivo della Bce è preparato a aumentare il programma di acquisti di titoli, in termini di mole e o di durata". In generale, ha aggiunto,"i benefici della nostra politica ne superano chiaramente gli effetti collaterali. E questi ultimi, se necessario, sono gestibili meglio tramite altre politiche".
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venerdì, febbraio 03, 2017

Istat cambia paniere inflazione: entrano preparati vegani, smartwatch

ROMA (Reuters) - L'Istat ha cambiato come ogni anno il paniere di beni per la rilevazione dei prezzi al consumo e tra le novità figurano i preparati vegani e le birre artigianali.

Nel paniere utilizzato per il 2017 ci sono 1.481 prodotti elementari (1.476 nel 2016), raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati, spiega una nota.

In tutto sono 12 i nuovi beni inseriti: preparati di carne da cuocere, i preparati vegetariani e/o vegani, i centrifugati di frutta e/o verdura al bar, la Birra artigianale, gli Smartwatch, i dispositivi da polso per attività sportive, le Soundbar (barre amplificatrici di suoni), l'Action camera, le cartucce a getto d'inchiostro, le asciugatrici, le centrifughe e i servizi assicurativi connessi all'abitazione. Escono invece le videocamere tradizionali sostituite all'action camera).

Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese per la stima dell'inflazione sono circa 706.500, di cui più di 493.000 raccolte sul territorio dagli uffici comunali di statistica e, oltre 137.500 centralmente dall'Istat.

Le restanti 76.000 quotazioni provengono dalla base dati dei prezzi dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico.

Come nel 2016 sono 80 i comuni che contribuiscono alla stima dell'inflazione per il paniere completo; la copertura territoriale dell'indagine è pari all'83,7% in termini di popolazione provinciale.
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giovedì, febbraio 02, 2017

Bce, tassi bassi ancora a lungo

I tassi d'interesse nell'Eurozona resteranno ai livelli attuali, o inferiori, "per un prolungato periodo di tempo" e il quantitative easing, cioè l'acquisto di debito da parte della Bce, continuerà "sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario". A scriverlo la Bce nel Bollettino economico, allontanando i timori di una stretta con l'inflazione nell'Eurozona risalita all'1,8%.

"Di recente l'inflazione complessiva è aumentata, in larga misura sulla scorta di effetti base dei prezzi dell'energia, ma le pressioni sull'inflazione di fondo restano contenute". La Bce nota che l'inflazione al netto di alimentari ed energia, 0,9% a dicembre per l'Eurozona, "non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo". Per la crescita "è atteso un ulteriore consolidamento" ma i rischi "restano orientati al ribasso" secondo l'Eurotower.

"I rischi al ribasso per le prospettive degli investimenti delle aziende riguardano i fattori geopolitici, ivi comprese le incertezze legate all'uscita del Regno Unito dall'UE e alle politiche commerciali degli Stati Uniti".
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martedì, gennaio 31, 2017

Disoccupazione stabile nel mese di dicembre, ma tra i giovani risale al 40,1%

ROMA - E' al 12% nel mese di dicembre il tasso di disoccupazione, stabile su novembre (dato rivisto al rialzo da 11,9% a 12%) e in rialzo di 0,4 punti su dicembre 2015. E' quanto rileva l'Istat sottolineando che è il livello più alto da giugno 2015 (12,2%). I disoccupati raggiungono quota 3.103.000 con un aumento di 9.000 unità su novembre e di 144.000 unità su dicembre 2015. Ancora in calo gli inattivi tra i 15 e i 64 anni con -15.000 unità su novembre e -478.000 unità su dicembre 2015. Il tasso di inattività è stabile sui minimi storici al 34,8%.

A dicembre gli occupati sono rimasti sostanzialmente invariati su novembre (+1.000 unità) mentre sono cresciuti di 242.000 unità su dicembre 2015 (+1,1%), rileva l'Istat spiegando che gli occupati nel complesso registrati nel mese sulla base dei dati destagionalizzati erano 22.783.000. IL tasso di occupazione è al 57,3%, invariato rispetto a novembre e in aumento di 0,7 punti su dicembre 2015. Sono aumentati i lavoratori dipendenti con +52.000 unità su novembre (soprattutto a termine) mentre gli indipendenti sono diminuiti di 52.000 unità.

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale invece a dicembre superando quota 40%. La quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015.
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domenica, gennaio 29, 2017

Eurostat: cibo in Italia è più caro rispetto a Germania e Belgio

Secondo Eurostat i prezzi medi per cibo, bevande non alcoliche e tabacco in Italia sono più alti del 9% rispetto alla media europea, sono superiori a quelli medi di Germania e Belgio mentre sono in linea con quelli francesi. È quanto emerge nelle statistiche dell'Eurostat appena pubblicate, secondo le quali nell'UE i prezzi più alti per cibo e bevande si pagano in Danimarca (145% rispetto al 100 della media UE a 28) e i più bassi in Polonia (63%).

L'Italia, guardando al solo prezzo del cibo, è dell'11% sopra la media per tutti gli alimenti. Ma lo scarto diventa più alto, del 21% per il gruppo "latte, formaggio e uova" (121). Guardando fuori dall'Ue il Paese europeo più caro per i soli alimenti è la Svizzera, a quota 172 punti.
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venerdì, gennaio 27, 2017

Banca Popolare di Puglia e Basilicata scende 'in campo' con un plafond di 30 mln

BARI - Banca Popolare di Puglia e Basilicata, consapevole delle straordinarie ed eccezionali avversità naturali che da settimane hanno colpito gran parte delle Regioni del Centro Sud Italia, con enormi danni  al patrimonio agricolo e zootecnico, ha deciso di attivare interventi specifici di natura creditizia, con l’applicazione di  tassi e condizioni accessorie preferenziali.

“Abbiamo messo “in campo” - dichiara il Presidente della BPPB, Leonardo Patroni Griffi - un piano di interventi immediati, con l’obiettivo di dare un sostegno concreto alle aziende del settore a salvaguardia dell’attività economica e della continuità operativa”.

“La Banca - aggiunge il Vice Direttore Generale Vicario, Francesco Paolo Acito - ha deciso di stanziare un plafond fino a 30 milioni, riservandosi la possibilità di incrementarlo ove la numerosità delle richieste lo rendesse necessario”.

L’iniziativa è volta a supportare le aziende agricole, clienti e non clienti della Banca, operanti nelle Regioni Puglia, Basilicata, Abruzzo, Campania, Lazio, Molise e Marche, che abbiano registrato danni alle proprie coltivazioni, strutture ed altri fattori della produzione, attraverso la concessione di nuovi finanziamenti o la rinegoziazione di quelli in essere per importo fino a 100.000€ con una istruttoria semplificata che preveda la sola certificazione del danno subito.

Diverse le modalità di erogazione e durata, in base alle singole esigenze degli operatori e la natura del danno registrato. Per eventuali necessità che superino l’entità massima indicata, la Banca ha comunque istituito una corsia preferenziale per esaminare tali richieste, al fine di garantire risposte tempestive ed in linea con le problematiche straordinarie che le hanno generate.
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domenica, gennaio 22, 2017

Fiat richiama in Brasile 113mila Punto e Linea: problemi all'asse posteriore

BRASILE - Il gruppo italo americano Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato un richiamo per i modelli Fiat Punto e Linea in Brasile. Sono esattamente 113,512 le unità delle due berline ad essere richiamate. Il richiamo riguarda i modelli realizzati negli anni che vanno dal 2009 al 2012 prodotte tra il 5 Gennaio 2009 e il 15 giugno 2011.

Questi modelli devono fare ritorno in concessionaria da giorno 31 Gennaio 2017 allo scopo di procedere a un’ispezione e, se necessario, alla sostituzione dell’asse posteriore. Secondo il produttore automobilistico italo americano, le unità coinvolte di Fiat Punto e Linea possono avere una crepa sul bordo dell’asse posteriore. Questa situazione può comportare alcuni inconvenienti quali rumore eccessivo, disallineamento del volante e anche difficoltà nello sviluppare la velocità desiderata, e in alcuni casi potrebbe creare contatto tra lo pneumatico e lo scudo di plastica interno dal corpo e, in situazioni estreme, potenziare il rischio del verificarsi di incidenti con eventuali perdite e danni e lesioni agli occupanti del veicolo e dei terzi.

Come riporta anche il sito www.ariquemesonline.com.br, Le unità coinvolte di Fiat Punto hanno numeri di telaio, non sequenziali, tra 9BD11812191065435 e il 9BD118181C1165352. Mentre per quanto riguarda Fiat Linea tra il 9BD11056991505203 e il 9BD11056CC1542284. Il tempo di riparazione stimato è di circa quattro ore e mezzo. Questi tempi però possono variare in base al flusso di servizio in concessionaria. La riparazione viene eseguita in loco. Maggiori informazioni possono essere ottenute tramite il Customer Service Center di Fiat, chiamando il numero 0800 707 1000, o dal sito www.fiat.com.br . Per Fiat Chrysler dunque prosegue una lunga stagione negativa che ne ha penalizzato l'immagine di costruttore votato alla qualità globale.

Infatti, diversi problemi tecnici hanno costretto la casa italo-statunitense a richiamare migliaia di veicoli. Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti” ancora una volta anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate viene tempestivamente informato.

È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari o ai Concessionari FCA Italia, nel caso in cui la propria autovettura corrisponda al modello in questione. L'intervento, consiste nella sostituzione dell'asse posteriore.
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giovedì, gennaio 19, 2017

Bce lascia tassi invariati, "Qe può aumentare se necessario"

La Bce ha lasciato invariati i tassi d'interesse: il tasso principale rimane fermo al minimo storico dello 0,00%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. Lo comunica la Bce.

La Banca centrale europea ha confermato che gli acquisti del piano di Qe procederà al ritmo di 80 miliardi mensili fino a marzo, per poi calare a 60 miliardi da aprile fino a dicembre 2017. L'istituto centrale ha precisato in una nota che il programma di acquisti di titoli potrà essere ampliato in termini di dimensione e durata se le prospettive dovessero peggiorare e che comunque il Qe andrà avanti finchè l'inflazione non marcerà verso il target vicino al 2%.

"Le condizioni dei prestiti per famiglie e imprese continuano a beneficiare" delle misure varate dalla Bce, ha detto il presidente della Bce Mario Draghi al termine del consiglio direttivo. "I rischi alla crescita dell'eurozona - ha evidenziato - sono orientati "verso il ribasso a causa di fattori globali".

Per Draghi vi sono segnali "di una certa ripresa a livello mondiale".

"L'inflazione - ha evidenziato Draghi - è aumentata di recente soprattutto per la crescita dei prezzi energetici e si prevede che aumenterà ancora nel breve termine, ma le pressioni sull'inflazione di fondo restano modeste e non si prevede "una tendenza al rialzo convincente".

"E' troppo presto" per commentare gli effetti sull'Eurozona e la politica della Bce dalle conseguenze della Brexit e delle misure del presidente Usa Donald Trump.
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mercoledì, gennaio 18, 2017

Opzioni binarie, come evitare le truffe e i broker poco affidabili

Investire nel settore giusto per non perdere denaro richiede esperienza, intelligenza e un piccolo fortuna. L’errore più grave per un neofita può essere affidare i propri soldi alla persona o al broker sbagliato, partendo già con la prospettiva di andare in passivo. Senza esserne consapevoli, ovviamente. Internet si è spesso rivelato uno strumento molto utile per il campo della finanza, ma non tutti i broker sono affidabili. Chi non riesce a guadagnare con l’economia può spendere le proprie energie per creare sistemi pensati allo scopo di intrappolare gli inesperti poco previdenti. Saper riconoscere le truffe è quindi un passo fondamentale per non rischiare la bancarotta.

A soccorso degli investitori si prodiga la Consob, che stila liste periodiche dei broker autorizzati e poco affidabili. Tra quelli presenti nella blacklist compaiono anche compagnie piuttosto conosciute, come Binary Brokerz ed Evolution Trade. Questi e altri sono stati bollati con il titolo di “truffe commerciali” per mano di vari finanziatori europei. Controllare che il broker a cui state affidando il vostro denaro non sia compreso nella lista non è solo prevenzione, ma è un modo per entrare in maniera positiva nel mercato. Non che questo basti a garantire una resa positiva dell’investimento; per lo meno non si è sicuri al 100% di andare in negativo.

Se l’analisi delle migliori piattaforme di trading può essere un primo approccio, il resto del lavoro spetta all’investitore. Il controllo a questo punto si deve spostare sulle certificazioni del broker e sull’analisi precisa del sito ufficiale, con pochi passaggi semplici ma fondamentali. Il primo passo naturalmente è vedere la licenza, in Italia concessa proprio dalla Consob. Sono affidabili comunque anche il marchio cipriota CySec e il britannico FCA. Una volta superato questo step, il sito ufficiale può fornire informazioni sul livello di manutenzione del sito. Un broker efficiente cura in modo quasi maniacale il proprio sito ufficiale, che si presenta come un biglietto da visita. In certi casi la forma è sostanza, e per i broker il concetto vale eccome.


A questo punto una buona dritta potrebbe essere passare in rassegna le promozioni dei vari broker. Chi promette troppo poco spesso (se non sempre) non mantiene. Perché negli investimenti garantire una certezza di guadagni importanti in poco tempo è una contraddizione assoluta. Chi lo fa ne è consapevole, sperando di attirare nella propria rete chi non riesce a fiutare il pericolo. Il giusto compromesso tra promesse e possibilità di realizzazione è indice di una buona affidabilità. Prima di fiondarsi nell’avventura delle opzioni binarie è però bene fare un giro in rete per vedere le recensioni del broker scelto. È frequente che chi è stato ingannato da un sistema lo scriva su internet, avvisando i futuri investitori per evitare altre truffe. 

La solidarietà tra utenti della rete è uno strumento importante: perché non avvalersene? Gli strumenti a nostra disposizione sono terminati, ma l’applicazione di tutti questi passaggi dovrebbe aver già permesso una scrematura notevole. L’esperienza dell’investimento in opzioni binarie può iniziare, se non sotto i migliori auspici, senza il timore di essere incappati in una frode. Per essere investitori vincenti serve il giusto mix di esperienza, abilità e fortuna. Tutte doti da accompagnarsi a una dose di prudenza nella scelta del broker, il punto di partenza di ognuno.
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martedì, gennaio 17, 2017

Auto, Fca vola con Alfa Romeo, +14,4%

(ANSA)
ROMA - Nel 2016 sono state vendute in Europa 15.131.719 auto, il 6,5% in più del 2015. A dicembre le immatricolazioni nella Ue e nei Paesi Efta (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) sono state 1.193.286, in crescita del 3,2% sullo stesso mese dell'anno precedente. Lo riportano i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei.

Vola in Europa nel 2016 Fca e chiude con 977.594 immatricolazioni, il 14,4% in più del 2015, un incremento molto maggiore di quello del mercato (+6,5%). In crescita tutti i brand, in particolare Alfa Romeo con +16,4%. La quota del gruppo sale dal 6,2 al 6,7%.

Positivo il trend anche nel mese di dicembre: Fca ha venduto 72.280 auto, con una crescita del 13,4% a fronte di un incremento del mercato del 3,2%.

Ma è il Gruppo Vw a mantenere, nonostante il 'Dieselgate', la leadership in Europa. Il gruppo tedesco nel 2016 ha venuto nei paesi Ue più Efta 3.641.012 auto, con un incremento del 3,3% sul 2015 e una quota del 24,1% a fronte del 24,8% dell'anno precedente. Seguono il Gruppo Renault (1.522.629, +12,1% quota 10,1%) e il Gruppo Psa (1.472.927, -0,5% quota 9,7%).
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lunedì, gennaio 16, 2017

Essilor Luxottica, Del Vecchio: "sogno di una vita", investirò in Italia

MILANO (Reuters) - Con l'integrazione tra Essilor e Luxottica (MI:LUX), Leonardo Del Vecchio realizza "il sogno di una vita" attraverso la creazione di un colosso europeo dell'occhialeria che non intende perdere le sue radici nazionali.
Lo ha detto lo stesso fondatore del gruppo di Agordo parlando agli analisti dell'operazione annunciata questa mattina.

"La Luxottica di oggi, dopo le recenti riorganizzazioni e rifocalizzazioni strategiche, è un'azienda forte in ogni mercato, più semplice, efficiente e veloce nel prendere decisioni. Negli ultimi due anni ho lavorato duramente assieme ai miei collaboratori, anche adottando scelte coraggiose, per preparare l'azienda a cogliere ogni opportunità di crescita e innovazione e in particolare per essere pronta a questo appuntamento", ha dichiarato.

Dall'uscita, dopo dieci anni, dell'AD Andrea Guerra nel 2014, Del Vecchio ha cambiato diverse strutture di governance e vari manager fino ad assumere sempre più direttamente la gestione del gruppo e ritornare ufficialmente a un ruolo esecutivo nel 2016. L'obiettivo, ha più volte dichiarato, era portare una visione strategica innovativa, rapidità di esecuzione e semplicità organizzativa, anche se gli analisti non hanno nascosto in questi anni qualche perplessità

"Ancora una volta dimostriamo la capacità di guardare avanti, oltre i confini consolidati, e indirizzare l'evoluzione del settore a vantaggio dei nostri clienti e di tutti i consumatori", ha detto oggi Del Vecchio che di Luxottica ha circa il 62% e diventerà primo azionista della holding Essilor Luxottica con una quota tra il 31% e il 38% (ma diritti di voto limitati al 31%). "L'accordo con Essilor ci permette di accelerare la realizzazione del nostro modello integrato aggiungendo l'ultima componente alla nostra offerta e facendolo con il meglio disponibile sul mercato, con marchi e prodotti già apprezzati dai nostri clienti".

Infine, una rassicurazione sulla presenza di Luxottica in Italia, anche se l'accordo prevede il delising da Piazza Affari in seguito a un'offerta pubblica di scambio. "Voglio rassicurare fin d'ora che tutte le decisioni sono state prese nell'interesse comune delle due aziende, con l'obiettivo di creare un campione europeo che mantenga forti le sue radici nazionali. Continueremo ad investire in Italia e in Francia sviluppando le nostre eccellenze produttive, così come integreremo e potenzieremo assieme le nostre organizzazioni a livello internazionale".
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