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sabato, marzo 25, 2017

Confartigianato, continuano a calare i prestiti alle aziende salentine

LECCE - Il credit crunch non allenta la morsa in provincia di Lecce. Continuano a calare, infatti, i prestiti alle aziende salentine. In appena un anno si sono persi ben 112 milioni 974mila euro a favore del sistema produttivo e commerciale della sola provincia di Lecce.

A fine dicembre 2015, l’ammontare dei finanziamenti era di 3.090.834.000, mentre al 31 dicembre 2016 è stato di 2.977.860.000. Pari ad un tasso negativo del 3,7 per cento. E’ quanto denuncia Corrado Brigante, presidente della Cooperativa di garanzia «L’Artigiana», per il quale «banche e confidi dovrebbero superare l’atteggiamento di contrapposizione che ne ha caratterizzato l’azione durante tutta la fase di crisi e ristabilire un clima di collaborazione, riscoprendo il legame storico che le unisce, fondato sulla condivisione di interessi e obiettivi comuni. Insieme dovrebbero perseguire l’obiettivo di fare leva sui fattori della ripresa per contribuire a rilanciare lo sviluppo economico del nostro territorio».

Ed invece «proprio alcuni degli istituti di credito, che - per obblighi statutari, come le Popolari e le Bcc - dovrebbero sostenere le aziende, reinvestendo gli utili conseguiti nel territorio di appartenenza, non lo fanno se non in parte.

Per questo, aggiunge il presidente, «il sistema del credito e quello della garanzia dovrebbero operare congiuntamente per creare valore a favore delle imprese di minori dimensioni, riconoscendo il peso centrale delle micro e piccole aziende nella struttura produttiva italiana e valorizzandone il contributo fondamentale per la crescita dei nostri territori. L’evoluzione che sta segnando il sistema dei confidi, anche alla luce delle profonde riforme normative in via di attuazione, pone le premesse per tornare a considerare queste strutture come interlocutori qualificati del sistema bancario e capaci di prospettare soluzioni a supporto delle imprese minori».

Secondo Brigante, «i confidi racchiudono valori fondamentali quali la prossimità al territorio e la conoscenza diretta e approfondita delle imprese. Non posso che riaffermare con forza e convinzione che quei valori fondanti di mutualità e vicinanza alle esigenze delle imprese, che hanno da sempre caratterizzato l’operato dei confidi, debbano rimanere sempre ben saldi».

venerdì, marzo 24, 2017

Irap, aziende pugliesi pagano in media 3.102 euro

BARI – Le aziende pugliesi pagano, in media, 3.102 euro per l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). Il valore della produzione netta delle imprese ammonta a 16,2 miliardi. E’ quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati del Dipartimento delle Finanze.

In particolare, nel 2015, sono state presentante, per via telematica, ben 289.291 dichiarazioni Irap da parte di persone fisiche, società, enti che esercitano attività commerciali; persone fisiche, società semplici e quelle ad esse equiparate che esercitano attività di lavoro autonomo; produttori agricoli; enti privati non commerciali; amministrazioni pubbliche.

Rispetto all’anno precedente, sono state presentate 3.860 dichiarazioni in meno, registrando così un decremento dell’1,3 per cento (erano 293.151 nel 2014). Dalle dichiarazioni è possibile dedurre il valore della produzione che si attesta a 16,2 miliardi di euro (contro i 16,7 dell’anno precedente).

In dettaglio, le imprese in contabilità ordinaria e semplificata sono 212.426 e hanno dichiarato 15,9 miliardi. La media è di 74.877 euro (contro i 72.801 di prima); cioè il 2,9 per cento in più rispetto all’anno precedente.

Le imprese in regime forfetario sono 2.361 e hanno dichiarato 15,2 milioni. La media è di 6.438 euro.

I produttori agricoli soggetti all’Irap sono 43.528 e hanno dichiarato poco più di un miliardo. La media è di 24.244 euro (contro i 25.597 di prima). In questo caso, si registra una flessione del 5,3 per cento rispetto all’anno prima.

Gli esercenti di arti e professioni sono 26.089 e hanno dichiarato, anche loro, poco più di un miliardo. La media è di 38.583 euro (contro i 39.578 di prima). La flessione è del 2,5 per cento.

Le attività non commerciali ed istituzionali sono 2.097 e hanno dichiarato 4,3 miliardi. La media è di circa due milioni di euro per contribuente (contro 1,8 milioni dell’anno prima). L’incremento è del 10,2 per cento.

La base imponibile totale, esclusi gli enti pubblici locali, è di 11 miliardi. L’imposta netta versata dalle imprese pugliesi, esclusi gli enti pubblici locali, è di 495,3 milioni, risultante da 159.719 modelli Irap (le altre dichiarazioni riportano un saldo negativo e, dunque, considerato pari a zero).

«L’elaborazione del nostro Centro Studi regionale – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – ci consente di fare il punto su un’imposta da sempre particolarmente controversa e contestata dalle imprese, poiché calcolata al lordo dei costi sostenuti per il personale.

Bisogna dire che negli ultimi anni la situazione è migliorata: sono state infatti previste misure di progressivo alleggerimento, con l’incremento delle fattispecie di deducibilità.

Ciò nondimeno – spiega Sgherza – la pressione fiscale nel nostro Paese è ancora lontana da parametri di normalità ed anzi continua a rappresentare, specie per gli artigiani e le piccole imprese, uno dei principali ostacoli verso una ripresa stabile. In tantissimi casi è proprio il peso delle imposte a determinare il precipitare di aziende a cui basterebbe davvero un piccolo aiuto per tornare in carreggiata.

Ecco perché non possiamo che guardare con una certa invidia alla  Liguria, dove nel 2016 la Regione ha addirittura deciso l’esenzione quinquennale dal pagamento dell’IRAP per tutte le nuove attività produttive nate durante l’anno.

Sarebbe bello poter contare su scelte così coraggiose anche nella nostra Regione, magari non solo con riferimento alle startup, ma anche alle tante imprese che ancora oggi versano in condizioni di particolare difficoltà. Siamo certi che misure simili costituirebbero una poderosa iniezione di fiducia  anche per chi ha intenzione di investire nel nostro territorio».

lunedì, marzo 13, 2017

Successo della Puglia alla ITB di Berlino 2017

BERLINO - “I turisti stranieri sono aumentati anche nel 2016 facendo salire  di  circa due punti percentuali il tasso di internazionalizzazione del turismo pugliese. D’altronde la convenzione della Regione Puglia con Rayanair, una  delle spinte  determinanti alla crescita dell’incoming straniero, conferma i voli low cost fino al 2019. Non solo. Con Aeroporti di Puglia abbiamo realizzato accordi per  nuove rotte, anche con altre compagnie, per Madrid, Norimberga, Preveza, Monaco, Vienna, Londra e Lugano.

Questi sono dati  di fatto positivi di partenza. Adesso dobbiamo fare in modo di crescere ancora ed anche di consolidare il flusso di turisti stranieri in modo che si fidelizzino e ritornino in Puglia. Per questo con il Piano Strategico Puglia 365 stiamo investendo sulla promozione ma anche e soprattutto sulla qualità dell’accoglienza, lavorando insieme agli operatori turistici – ha dichiarato l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, soddisfatta del bilancio positivo della partecipazione della Puglia alla Fiera Internazionale di Berlino, una delle più importanti fiere internazionali del turismo, con oltre diecimila espositori da oltre 180 Paesi e oltre 114 mila visitatori, che ha chiuso i battenti ieri.  - Il mercato tedesco è uno dei più importanti per l’incoming  straniero in Puglia e quindi non potevamo mancare alla ITB  di Berlino che è stata ancora una volta un’occasione per incontrare partner commerciali e per fare affari, ma anche  una occasione di contatto diretto con i tanti viaggiatori internazionali che visitano una Fiera che consente di scoprire il mondo nel giro di poche ore, e naturalmente di scoprire anche la Puglia. A Berlino è emersa una forte domanda della Puglia attiva, autentica e di adventure travel, per i quali la destinazione Puglia si sta collocando tra le prime destinazioni italiane, insieme alla Toscana”.

Le aziende pugliesi presenti allo stand di Pugliapromozione a Berlino hanno potuto incontrare i top buyer del turismo, nonché blogger Travel, per proporre la propria offerta e i propri servizi. Un'operazione strategica e' stata quella di presentare l'aggregazione di imprese. In tutto hanno partecipato 51 operatori pugliesi a Itb, ma 17 postazioni allo stand Puglia sono state condivise da strutture ricettive e tour operator Incoming. L'integrazione di servizi e' risultata ancora vincente in un contesto internazionale di alto profilo.

Dagli incontri avuti in questi giorni di fiera, con partner istituzionali e operatori del trade oltre che con compagnie aeree come Air Dolomiti - strategica per il collegamento diretto con la Puglia – è emersa inoltre,  l’esigenza di sviluppare in maniera congiunta azioni di co-marketing ed educational tour per approfondire la conoscenza del territorio.

giovedì, marzo 09, 2017

Bce, Draghi: "rischi economia restano ma meno pronunciati"

FRANCOFORTE - La Bce ha lasciato invariati i tassi d'interesse: il tasso principale rimane fermo al minimo storico dello 0,00%, quello sui depositi bancari a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. Lo comunica la Bce.

Permangono nell'Eurozona rischi al ribasso sull'economia, anche se sono meno pronunciati rispetto al passato. A dichiararlo il presidente della Bce, Mario Draghi. L'ipotesi che Draghi escludesse di citare rischi al ribasso era attesa da alcuni economisti.

La ripresa "sembra guadagnare spinta" e l'inflazione nominale "è di nuovo aumentata in larga misura per i prezzi energetici e alimentari", ma - ha detto ancora Draghi - "l'inflazione di base continua ad essere debole".

La Bce riduce a 60 miliardi al mese il ritmo degli acquisti di titoli da aprile a dicembre, dagli attuali 80 miliardi di euro. Lo ha annunciato la Bce stessa nell'ambito dell'aggiornamento delle politiche del Quantitative Easing.

L'Eurotower prevede di mantenere i livelli dei tassi di interesse al livello attuale o più basso per un periodo prolungato e anche oltre l'orizzonte temporale del quantitative easing che al momento è atteso concludersi a dicembre.

mercoledì, marzo 08, 2017

Fisco, arriva flat tax Paperoni: punta ad attirare stranieri ricchi

Il Fisco italiano punta ad attirare nel paese gli stranieri ricchi. Da oggi chi ha da molti anni una residenza estera e si sposta in Italia può scegliere di attivare la "flat tax sui Paperoni", una tassa fissa da 100.000 euro l'anno. La norma è operativa da oggi con le istruzioni e una apposita check list messe a punto dall'Agenzia delle Entrate. La novità, secondo alcune stime, potrebbe interessare subito un migliaio di soggetti e punta a fare concorrenza a Paesi come Spagna e Gb (ora interessata dalla Brexit) che così hanno attratto emiri, calciatori, cantanti.

L'agevolazione, prevista dalla ultima Legge di Bilancio, riguarderà solo chi è residente all'estero da almeno 9 periodi d'imposta negli ultimi 10 anni ed è facilmente attivabile: punta quindi agli stranieri e tiene fuori coloro che in questi anni si sono trasferiti dall'Italia all'estero. La convenienza, ovviamente, c'è soprattutto per coloro che hanno grossi patrimoni e redditi. Ma anche per chi ha famiglie numerose con guadagni a molti zeri: insieme al contribuente-Paperone infatti potranno beneficiare del fisco-forfait anche i familiari, pagando un ulteriore 'gettone' al fisco da 25.000 euro. Ad annunciare l'arrivo della nuova normativa è un comunicato dell'Agenzia delle Entrate che parla del nuovo regime sostitutivo sui redditi all'estero. ''L'opzione, introdotta con la Legge di bilancio 2017, prevede il pagamento di un'imposta forfettaria di 100mila euro per ciascun periodo d'imposta per cui viene esercitata - spiega l'Agenzia guidata da Rossella Orlandi - al fine di attrarre ed incentivare il trasferimento della residenza nel nostro Paese degli High net worth individual, ossia delle persone con un alto patrimonio.

Con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate e' stato anche approvato il modello di check list da allegare all'istanza di interpello che consente una valutazione preventiva dell'amministrazione finanziaria sull'ammissibilità al regime di favore''. Aderire al forfait per Paperoni sarà facile. Basta barrare l'apposita casella nella dichiarazione dei redditi. Ma per chi vuole avere certezze di rientrare nei criteri previsti può utilizzare la check list delle Entrate anche per presentare una specifica istanza preventiva di interpello alla Direzione Centrale Accertamento dell'Agenzia delle Entrate. La richiesta - spiega il comunicato delle Entrate - può essere consegnata a mano, tramite raccomandata con avviso di ricevimento oppure telematicamente, utilizzando la posta elettronica certificata. Nell'istanza il contribuente, oltre ai dati anagrafici, dovrà indicare lo ''status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a nove periodi di imposta nel corso dei dieci precedenti l'inizio di validità dell'opzione'', ''la giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l'ultima residenza fiscale prima dell'esercizio di validità dell'opzione'' e ''gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell'applicazione dell'imposta sostitutiva''.

L'opzione può anche essere estesa - ricorda l'Agenzia delle Entrate - ai familiari in possesso dei requisiti, attraverso una specifica indicazione nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d'imposta in cui il familiare trasferisce la residenza fiscale in Italia o in quella successiva. In questo caso, l'imposta sostitutiva è pari a 25mila euro per ciascuno dei familiari ai quali sono estesi gli effetti della stessa opzione. Le istruzioni delle Entrate spiegano che l'opzione deve essere esercitata entro i termini di presentazione delle dichiarazioni de redditi e la domanda può essere presentata anche se non sono ancora decorsi i termini per radicare la residenza fiscale in Italia. L'opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, mentre gli effetti cessano, in ogni caso, decorsi quindici anni dal primo periodo d'imposta di validità. Il versamento dell'imposta sostitutiva, nella misura di 100mila euro, deve essere effettuato in un'unica soluzione, per ciascun periodo di imposta di efficacia del regime, entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi.

lunedì, marzo 06, 2017

Psa acquista Opel per 1,3 mld VIDEO

Il gruppo automobilistico Peugeot Citroen ha annunciato ufficialmente l'acquisto della tedesca Opel per 1,3 miliardi di euro. Il gruppo diventa quindi il secondo costruttore auto in Europa dietro Volkswagen. Dall'unione fra Psa e Opel nascera' un colosso da 4,3 milioni di veicoli, di cui 3 milioni in Europa, con 2 miliardi di utile grazie - come ha sottolineato il numero uno di Psa Carlos tavares - alla "progressiva convergenza delle piattaforme e dei motori". Un "campione europeo" dell'auto con una radice franco-tedesca.

"L'accordo - ha dichiarato la numero uno di General Motors, Mary Barra - è una vittoria per tutti gli azionisti, un "successo di lungo termine. Insieme saremo più forti" ha continuato. Barra ha resto omaggio alle "auto e le tecnologie straordinarie" di Opel/Vauxhall, "i risultati finanziari sono molto migliorati negli ultimi anni. Ed è chiaro che si tornerà agli utili".

Oltre all'acquisto di Opel e del marchio britannico Vauxhall - che spera far tornare in attivo entro il 2020 - Peugeot-Citroen-Ds, riprenderà insieme alla banca BNP Paribas la filiale finanziaria di GM Europe per 900 milioni di euro.

La divisione europea di Gm è in deficit cronico, con la perdita di 257 milioni di dollari lo scorso anno. In 16 anni, il conto ammonta a 15 milioni di dollari. Psa punta ad un ritorno agli utili di Opel/Vauxhall nei prossimi tre anni, con un "margine operativo del 2% entro il 2020 e del 6% entro il 2026". 

domenica, marzo 05, 2017

IPA CBC Italy-Albania-Montenegro, evento lancio a Bari con Emiliano e Gjosha

BARI - Ha una dotazione finanziaria di oltre 92 milioni di euro il nuovo Programma trilaterale “Interreg IPA CBC Italia-Albania-Montenegro”, co-finanziato dall’Unione Europea attraverso lo Strumento di Assistenza Pre-Adesione (IPA). Di questi, 25 milioni di euro verranno allocati sulla prima Call for Project Proposals, il bando – di prossima pubblicazione – che finanzierà progetti di cooperazione nei tre Paesi coinvolti.

I punti chiave del Programma verranno illustrati nell’Evento di lancio, fissato per il 6 marzo a Bari presso The Nicolaus Hotel (via Cardinale Ciasca 27, ore 9.00/18.30); esso sarà un momento importante di confronto sulle priorità comuni di sviluppo, nonché l’occasione per presentare la prima Call for Proposals.

La giornata si aprirà con i saluti di Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, Nicola Favia, Presidenza del Consiglio dei Ministri – DPC, Klajda Gjosha, Ministro albanese dell’Integrazione Europea, Miodrag Raceta, Ministero degli Affari Europei del Montenegro, Jean-Pierre Halkin, Commissione Europea, DG Politica Urbana e Regionale, Clara Rose, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Di Laura-Frattura, Presidente della Regione Molise.

A seguire gli interventi di Domenico  Laforgia, Autorità di Gestione del Programma, che traccerà un quadro della cooperazione transfrontaliera e Mauro Novello, coordinatore del Segretariato Congiunto, che fornirà linee guida per la candidatura delle proposte progettuali.

La sessione pomeridiana sarà articolata in tavoli tematici moderati dallo Staff dell’Autorità di Gestione / Segretariato Congiunto, con approfondimenti sui quattro Assi prioritari in tema di competitività delle PMI, turismo e cultura, ambiente e risorse idriche, trasporto sostenibile.

Dare maggior forza alla cooperazione nell'area del basso Adriatico, favorendo uno sviluppo intelligente, inclusivo e sostenibile: questa l’idea guida del Programma Interreg IPA CBC  Italia-Albania-Montenegro. L’Italia partecipa con due regioni: la Puglia - che svolge anche il ruolo di Autorità di Gestione - e il Molise; l’Albania e il Montenegro partecipano con l’intero territorio.

venerdì, febbraio 24, 2017

Sale lo spread, quota 200 pt

ROMA - Il differenziale tra il Btp e il Bund sale a 200 punti base, col rendimento del decennale del Tesoro al 2,20%. Il differenziale per i Bonos spagnoli con i titoli tedeschi è a 154 punti (tasso all'1,74%), mentre la Francia viaggia a quota 76.

mercoledì, febbraio 22, 2017

Ue all'Italia, manovra entro aprile o procedura VIDEO

ROMA - Nuovo monito all'Italia della commissione europea. Nel caso in cui il governo Gentiloni non attuerà "in modo credibile" le misure per la correzione dei conti pubblici "di almeno lo 0,2% del pil" entro il mese di aprile, la Commissione considererà non rispettata la regola del debito, ma la decisione di aprire una "procedura per disavanzi eccessivi" sarà presa "in base alle previsioni di primavera 2017" che di solito vengono pubblicate a maggio. Lo si apprende in una nota della Commissione sull'adozione del 'Rapporto sul debito' adottato dall'esecutivo in base all'art.126.3 del Trattato. E il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan dichiara: ' Il rapporto debito/Pil si è "finalmente stabilizzato ma è interesse nazionale ridurlo con un aggiustamento contenuto del percorso di consolidamento".

"L'Italia presenta eccessivi squilibri", si legge a pagina 25 della Comunicazione della Commissione sul progresso delle riforme strutturali nell'Eurozona approvata oggi. Per il nostro Paese sono indicati l'alto debito, la "protratta debolezza nella dinamica della produttività" in un "contesto di alti Npl e disoccupazione". Nel testo sono riconosciute una serie di "riforme positive" ma si osserva che "l'impulso delle riforme è rallentato dalla metà del 2016".

Inflazione, a gennaio sale all'1%

L'inflazione nel mese di gennaio è salita all'1%. A renderlo noto l'Istat che ha rivisto al rialzo le stime preliminari, che erano dello 0,9%. L'indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato a gennaio un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1% nei confronti di gennaio 2016, mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre).

Il tasso di incremento annuo registrato a gennaio è il più alto da tre anni e mezzo. Per trovare un valore maggiore, spiegano dall'Istituto di statistica, bisogna tornare ad agosto del 2013, quando era stato dell'1,2%.

"Il rialzo dell'inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità", spiega l'Istat. Si tratta in particolare della netta accelerazione della crescita tendenziale dei beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%). Per questo motivo, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente.

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali. L'inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%.

lunedì, febbraio 20, 2017

Edilizia, nel 2016 crollano del 60% i bandi pubblici in Puglia

BARI - Crollano i bandi di gara per i lavori pubblici in Puglia: nel 2016 si sono registrati 1.092 bandi per un importo di 668 milioni di euro, con un calo del 36,2% in termini di numero e del 60,5% di importo rispetto al 2015. La Puglia fa meglio solo del Trentino Alto Adige (sceso del 67,3% il valore degli importi) ma molto peggio della media nazionale, che ha registrato un calo del 2,1% nel numero delle gare e del 16,6% negli importi(Fonte: Elaborazione Ance su dati Infoplus).

Alla Puglia un’altra maglia nera insieme a Calabria e Sardegna: sono queste tre le uniche regioni in Italia a non aver pubblicato bandi per lavori pubblici di importo superiore a 100 milioni di euro nel 2016. La dinamica dei lavori pubblici banditi comuni pugliesi non si discosta molto dal dato generale, essendosi registrato nel 2016 un crollo del 59,4% nell’importo degli stessi. Unica consolazione le quattro regioni che hanno fatto ancora peggio della Puglia: Campania (-75,4%), Umbria (-69,7%), Sardegna (- 64,1%) e Basilicata (-63,8%).

«La situazione– secondo il presidente ANCE Puglia Gerardo Biancofiore -  rimane difficilissima per tutte le regioni del Sud; l’auspicio è che tutta la classe dirigente, politica e imprenditoriale, sia compatta nel perseguire l’obiettivo e per far sì che dalle parole si possa passare ai fatti. Alle stazioni appaltanti e, in particolare ai Comuni, chiediamo di dare slancio ai primi segnali di ripresa e di lavorare con maggiore celerità per mettere a bando i progetti per cui sono previsti finanziamenti e per cantierizzare le opere quanto prima. È imprescindibile sfruttare qualsiasi genere di opportunità di investimento, utilizzare tutte le risorse disponibili e soprattutto non perdere occasioni utili per attivare la ripresa del settore».

sabato, febbraio 18, 2017

Brand finance, Ferrari è il simbolo più forte al mondo

La Ferrari si conferma il marchio di auto più forte al mondo. A sostenerlo il rapporto 2017 di Brand Finance sull'auto pubblicato in questi giorni. La società leader nella consulenza strategica e nella valutazione dei marchi assegna invece il primato di brand con il maggior valore al mondo a Toyota.

Il brand Ferrari, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha migliorato la sua posizione di tre punti raggiungendo un punteggio di 91,9 e riconquistando la AAA+ di rating. Al secondo posto nella top ten dei marchi più forti al mondo si trova Porsche, con rating AAA e punteggio 86, seguita da Volkswagen (84,9). Da quando Sergio Marchionne ha assunto il comando di Ferrari - rileva il report - il tetto della produzione è stato portato dalle 7000 vetture dell'era Montezemolo a 9000 e ad aprile è stato aperto un nuovo Ferrari Land a PortAventura in Spagna.

Questo maggiore sfruttamento commerciale del brand ne ha accresciuto il valore del 40% a 6,15 miliardi di dollari. 'Il fatto che Ferrari abbia aumentato il fatturato senza compromettere la forza del brand suggerisce che ha trovato la perfetta formula per sfruttare in modo sostenibile il brand equity e massimizzare il valore per gli azionisti''.

Passando a Toyota, che si conferma il brand che vale di più al mondo, ha incrementato il suo valore del 7% a 46,3 miliardi di dollari. Secondo in classifica è il marchio Bmw (37,1 mld) e terzo Mercedes (35,5 mld). A Volkswagen, che pure ha recentemente superato Toyota come primo produttore mondiale di auto, tocca invece solo il quarto posto, con un valore di 25 miliardi di dollari.

mercoledì, febbraio 15, 2017

Bankitalia, debito pubblico 2016 sale a 2,2 mld

ROMA - Aumenta ancora il debito pubblico italiano. Al 31 dicembre del 2016 era pari a 2.217,7 miliardi. E' il dato diffuso da Bankitalia nel Supplemento "Finanza pubblica, fabbisogno e debito", in cui si evidenzia un aumento di 45 miliardi rispetto a fine 2015, quando il debito ammontava a 2.172,7 miliardi (132,3 per cento del Pil).

Il dato di dicembre risulta invece in discesa rispetto ai 2.230,9 miliardi registrati a novembre.

sabato, febbraio 11, 2017

Italia, ceto medio sempre più in difficoltà

MILANO - Cala la fiducia e si accrescono le diseguaglianze territoriali. E' la fotografia a tinte fosche del "Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia", realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio (l'istituto per la ricerca della Cgil), che ha l'obiettivo di misurare lo stato di salute del Paese da uno specifico punto di vista: quello delle disuguaglianze territoriali.

"L'indice generale - in un anno - scende da 100 a 99, con un peggioramento, in particolare nel Nord e nel Centro, e con il Mezzogiorno che continua a essere in grave ritardo rispetto al resto del Paese. Aumentano le disuguaglianze economiche e la concentrazione della ricchezza", si legge nella sintesi del Rapporto.

"Il ceto medio è più fragile, aumentano i poveri e i bassi salari, il lavoro è percepito più instabile e nel complesso è più difficile migliorare le proprie condizioni. Tutto ciò si riflette in un sentimento di diffuso pessimismo sul futuro e in una crescente sfiducia economica".

In particolare, solo il 31% pensa che la situazione economica dell'Italia migliorerà nei prossimi 12 mesi (era il 44% nel 2015) e se si guarda alla situazione personale appena l'11% si attende un miglioramento (era il 13%). Non va meglio sul fronte del lavoro: solo il 24% pensa che l'occupazione crescerà (era il 31% nel 2015). Una dinamica che segnala, inoltre, un ripiegamento nel privato e un indebolimento della propensione sociale partecipativa. Il Nord, dove è maggiore nel 2016 il calo dell'indice, resta comunque l'area del Paese dove il livello di disuguaglianza economica è inferiore, mentre nel Mezzogiorno, sia per quanto riguarda la distribuzione dei redditi che per quanto riguarda la concentrazione della ricchezza, il livello di iniquità sale moltissimo.

"La fiducia - segnala il Rapporto Fdv Cgil-Tecnè - è uno dei motori più importanti della crescita economica, senza la quale non solo diventa difficile fare progetti di vita, ma anche i consumi e gli investimenti tendono a comprimersi o a dilatarsi in attesa di tempi migliori".

venerdì, febbraio 10, 2017

Lecce, Confartigianato dice no a ulteriori oneri per le imprese

LECCE – Confartigianato Imprese Lecce è contraria alla proroga dell’applicazione dello split payment - autorizzato, in via transitoria, dalla Commissione europea sino al 31 dicembre 2017 - e alla sua estensione ad altre entità e transazioni inizialmente non incluse in questo regime.
«Con l’applicazione dello split payment - spiega Luigi Derniolo, presidente di Confartigianato Imprese Lecce - le numerose imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica amministrazione, oltre a soffrirne i cronici ritardi di pagamento, si trovano costantemente a credito di Iva e subiscono maggiori costi amministrativi legati agli adempimenti e alle eventuali garanzie richieste in sede di presentazione delle istanze di rimborso».

Secondo il presidente di Confartigianato, «il contrasto all’evasione Iva, nell’ambito dei rapporti con la Pubblica amministrazione, non può avvenire snaturando il funzionamento del tributo e caricando sempre le imprese di nuovi oneri, ma va esercitato attraverso il controllo ed il costante monitoraggio delle fatture elettroniche veicolate attraverso il sistema di interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate».

Confartigianato auspica pertanto che, in coerenza con le indicazioni della Commissione Europea, venga rispettato il termine di scadenza del 31 dicembre 2017 e termini l’applicazione di questo strumento rivelatosi vessatorio per le imprese che pagano regolarmente l’Iva.

mercoledì, febbraio 08, 2017

Spread, apertura a 200 pt

ROMA - Apre stabile sui massimi della vigilia lo spread tra Btp e Bund che segna ancora 200 punti. Il livello, che non veniva raggiunto da febbraio 2014, fu già raggiunto ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,36%.

martedì, febbraio 07, 2017

Spread Btp/Bund supera 200 pt

Nuovo rialzo dello spread Btp/Bund che ieri era giunto ai 200 punti sui timori della vittoria del Front National di Marine Le Pen alle prossime presidenziali francesi la quale si è presentata con un programma di uscita dall'euro e dall'Unione Europea. Il differenziale segna quindi, nei primissimi minuti di contrattazione, 203 punti contro i 199 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano è pari al 2,375%.

lunedì, febbraio 06, 2017

Draghi replica a Schaeuble: "mai costruiti legami così forti come con euro"

ROMA - Nuove polemiche del ministro delle Finanze della Germania, Wolfgang Schaeuble, in seguito alle accuse lanciate dall'amministrazione Trump contro l'euro e Berlino. "Quando il presidente della Bce Mario Draghi si lanciò nella politica monetaria espansiva, gli feci presente che questo avrebbe fatto aumentare il surplus commerciale della Germania. All'epoca promisi di non criticare pubblicamente questa linea - ha affermato Schaeuble in una intervista pubblicata questo fine settimana sul Tagespiegel -. Ma non voglio essere criticato io per le conseguenze di questa politica".

E "a rigor di logica, per la posizione competitiva dell'economia tedesca il tasso di cambio dell'euro è troppo basso". Perché appunto, secondo il ministro "la politica monetaria è troppo morbida". Questo in risposta alle pesanti accuse lanciate nei giorni scorsi dal superconsulente al commercio del neo presidente Usa, Peter Navarro, direttore del National Trade Council, che ha definito l'euro un "marco mascherato" e pesantemente sottovalutato, che Berlino avrebbe sfruttato ai danni degli altri paesi europei e degli Usa.

La reazione di Schaeuble, come in altre occasioni, mostra tonalità più intransigenti rispetto a quelle della cancelliera Angela Merkel, che tramite il suo portavoce alle accuse americane si era limitata a ricordare che "la Germania è un Paese da sempre a favore di una Banca centrale europea che conduce una politica indipendente".

Il n.1 della Bce Mario Draghi, nel corso di una audizione al Parlamento europeo, ha voluto a sua volta a ricordare le motivazioni delle sue scelte: con l'euro, ha detto, "abbiamo saputo creare legami che hanno resistito alla peggiore crisi economica dai tempi della Secondo Guerra mondiale. E questa era la ragion d'essere del progetto europeo: mantenerci uniti in tempi difficili, quando vi è la forte tentazione di rivoltarsi conto i propri vicini o di cercare soluzioni nazionali".

Draghi ha peraltro ribadito che nel caso di un peggioramento della situazione "il Consiglio direttivo della Bce è preparato a aumentare il programma di acquisti di titoli, in termini di mole e o di durata". In generale, ha aggiunto,"i benefici della nostra politica ne superano chiaramente gli effetti collaterali. E questi ultimi, se necessario, sono gestibili meglio tramite altre politiche".

venerdì, febbraio 03, 2017

Istat cambia paniere inflazione: entrano preparati vegani, smartwatch

ROMA (Reuters) - L'Istat ha cambiato come ogni anno il paniere di beni per la rilevazione dei prezzi al consumo e tra le novità figurano i preparati vegani e le birre artigianali.

Nel paniere utilizzato per il 2017 ci sono 1.481 prodotti elementari (1.476 nel 2016), raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati, spiega una nota.

In tutto sono 12 i nuovi beni inseriti: preparati di carne da cuocere, i preparati vegetariani e/o vegani, i centrifugati di frutta e/o verdura al bar, la Birra artigianale, gli Smartwatch, i dispositivi da polso per attività sportive, le Soundbar (barre amplificatrici di suoni), l'Action camera, le cartucce a getto d'inchiostro, le asciugatrici, le centrifughe e i servizi assicurativi connessi all'abitazione. Escono invece le videocamere tradizionali sostituite all'action camera).

Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese per la stima dell'inflazione sono circa 706.500, di cui più di 493.000 raccolte sul territorio dagli uffici comunali di statistica e, oltre 137.500 centralmente dall'Istat.

Le restanti 76.000 quotazioni provengono dalla base dati dei prezzi dei carburanti del ministero dello Sviluppo economico.

Come nel 2016 sono 80 i comuni che contribuiscono alla stima dell'inflazione per il paniere completo; la copertura territoriale dell'indagine è pari all'83,7% in termini di popolazione provinciale.

giovedì, febbraio 02, 2017

Bce, tassi bassi ancora a lungo

I tassi d'interesse nell'Eurozona resteranno ai livelli attuali, o inferiori, "per un prolungato periodo di tempo" e il quantitative easing, cioè l'acquisto di debito da parte della Bce, continuerà "sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario". A scriverlo la Bce nel Bollettino economico, allontanando i timori di una stretta con l'inflazione nell'Eurozona risalita all'1,8%.

"Di recente l'inflazione complessiva è aumentata, in larga misura sulla scorta di effetti base dei prezzi dell'energia, ma le pressioni sull'inflazione di fondo restano contenute". La Bce nota che l'inflazione al netto di alimentari ed energia, 0,9% a dicembre per l'Eurozona, "non ha evidenziato segnali convincenti di una tendenza al rialzo". Per la crescita "è atteso un ulteriore consolidamento" ma i rischi "restano orientati al ribasso" secondo l'Eurotower.

"I rischi al ribasso per le prospettive degli investimenti delle aziende riguardano i fattori geopolitici, ivi comprese le incertezze legate all'uscita del Regno Unito dall'UE e alle politiche commerciali degli Stati Uniti".