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giovedì, ottobre 25, 2012

Il prof. Zichichi inaugura l'anno accademico di Teologia a Bari

Il prof. Zichichi
Elena De Nora. Ieri mattina, si è svolta, nella suggestiva cornice del centro storico di Bari, l’inaugurazione dell’anno accademico 2012-13 della Facoltà Teologica Pugliese.

La cerimonia si è articolata in due momenti salienti: il primo nella Cattedrale di Bari, con la solenne Messa celebrata dall’arcivescovo S.E. Mons. Francesco Cacucci, il secondo nella splendida Basilica di S. Nicola, con la relazione del Preside, don Angelo Panzetta, e la conferenza del prof. Antonino Zichichi.

La Chiesa era gremita di cittadini, oltre che di esponenti del clero pugliese, studenti e insegnanti dell’Università.

Dopo l’esibizione del coro dei seminaristi molfettesi, Mons. Cacucci ha rivolto un breve saluto, con parole pacate e dense di significato. Quindi il preside, rev. Panzetta ha elencato i dati relativi al percorso svolto durante i primi sette anni di attività dell’Istituzione ed esposto progetti e iniziative che hanno visto l’impegno di tutti i sostenitori e gli operatori della Facoltà.

Finalmente il prof. Zichichi, giunto direttamente da Ginevra, dove presiede il CERN, ha parlato dei più grandi temi che hanno appassionato gli scienziati negli ultimi 400 anni, da quando Galileo Galilei, il padre della fisica, ha enunciato il suo metodo sperimentale e manifestato la sua fede in “Colui che ha fatto il mondo”. Ha spiegato che, per poter procedere nel cammino della conoscenza della natura, è necessario continuare, con umiltà, ad interrogare il Sommo Creatore. Infatti, tutte le scoperte finora accertate non erano, e non potevano essere, previste dagli scienziati, sono state casuali.

Nella sua rapida carrellata il prof. Zichichi ha ricordato l’invarianza delle equazioni di Maxwell, la stretta connessione tra spazio e tempo e l’importanza dell’energia nucleare, legata ad eventi nefasti, ma fondamentale per il futuro dell’umanità. Non ha tralasciato un pensiero al Beato Giovanni Paolo II, che ha messo sullo stesso piano la scienza e la fede, elementi fondamentali per la vita dell’uomo, a testimonianza che fra esse non vi è alcun conflitto.

Il pubblico ha apprezzato molto le parole del celebre fisico, che riesce a trasferire ed a semplificare, soprattutto per i meno competenti, le nozioni rigorose della matematica e della fisica. Il racconto delle sue esperienze e dei suoi incontri arricchiscono i suoi discorsi di aneddoti che rendono più partecipi gli ascoltatori. Gli applausi calorosi sono stati piuttosto prolungati.

A chiusura della cerimonia il coro ha intonato una nuova melodia.

giovedì, luglio 05, 2012

Chi è Higgs? E cos'è il bosone?

di Elena De Nora. Oggi tutti i giornali portano una notizia che ha un aspetto sensazionale dando per scontato che tutti sappiano che cos’è il bosone di Higgs e si compiacciano della nuova rilevazione effettuata a Ginevra. Anche per chi ha studiato attentamente la fisica, si fa davvero fatica a capire tutto quello che viene riportato dai media riferendosi al bosone.

In realtà bisogna fare due considerazioni fondamentali:
la fisica si propone di capire come si svolgono i fenomeni creando dei modelli che riescano a portare gli stessi risultati che si osservano in natura. Per avere conferma della validità di questi modelli è necessaria la prova sperimentale. Come si è detto in altri contesti, è il metodo sperimentale, introdotto e teorizzato da Galileo Galilei, che ci permette di riprodurre i fenomeni e ci dà piena certezza della validità delle nostre idee.

Dopo l’enunciazione della teoria della relatività , anch’essa nata a tavolino con procedimenti matematici su intuizione del genio di Einstein, dimostrata sperimentalmente parecchi anni dopo con un esperimento che non si proponeva neanche di provare la sua validità ed eseguito da Michelson-Morley, si è potuto ipotizzare, grazie all’equivalenza fra massa ed energia, che esistessero altre particelle, oltre i fotoni, che interagendo tra loro potessero dare origine a nuove particelle o sprigionassero energia.

Si sono create così delle teorie e dei modelli, non dimostrabili facilmente, che spiegassero i comportamenti degli oggetti sottoposti alle forze presenti in natura: gravitazionale, elettrica, magnetica e nucleare. La differenza è che mentre Newton poteva osservare la mela che cade dall’albero, noi non possiamo facilmente vedere le interazioni fra le particelle.
Per quanto riguarda la fisica nucleare, si è ipotizzata la presenza di 12 particelle elementari, aventi diverse caratteristiche intrinseche, ognuna relativa al suo comportamento in campo gravitazionale, elettrico, magnetico, alla rotazione su se stessa (spin), ecc...

Queste particelle nel tempo hanno avuto un ruolo sempre più importante perché si è capito che sono presenti in tutto l’universo ed in ogni elemento che compone l’universo, dalle galassie agli esseri viventi. Perciò spiegarci cosa avviene a livello microscopico, infinitamente piccolo, ci serve a capire cosa esiste a livello macroscopico e come si è creato l’infinitamente grande. Di qui la notizia così sensazionale.

Il bosone è una particella che interagisce in modo debole, non ha carica elettrica e non ha spin, si indica con il simbolo H°. Come i fotoni trasferiscono energia alle particelle, così si pensa che i bosoni possano essere i responsabili di una caratteristica importante: la massa.

La teoria più accreditata sul comportamento delle particelle elementari dell'Universo è chiamata Modello Standard e prevede appunto la presenza del bosone.

Il fisico Peter Higgs nel 1964 ha formulato l’ipotesi dell’esistenza di uno spazio, detto appunto campo di Higgs, in cui è possibile che i bosoni svolgano il loro ruolo fondamentale.
Per cercare la particella è necessario che fasci di protoni si scontrino ad altissima velocità, dando origine ad altre particelle fra cui i bosoni, individuati in base al range di energia previsto.

Il CERN di Ginevra ha effettuato più volte gli esperimenti e ieri ha dichiarato di aver finalmente scoperto il bosone di Higgs. La notizia serve a convalidare la teoria del Modello Standard, che diversamente andrebbe rivisto.

Come sempre bisogna aspettare che si consolidi la convinzione nel mondo scientifico della validità di queste esperienze che ci aiutano a capire meglio di cosa è costituito l’Universo e come si è creato, ma non chiamiamola 'PARTICELLA DI DIO'!