Gravina, i genitori dei fratellini rifiutano i funerali a spese del Comune
Ad annunciarlo il legale del padre: ''Non vogliono la loro solidarietà''. Gli amici di Ciccio e Tore: ''Scendere lì sotto era una prova di coraggio''. E un bambino rivela: ''Li ho visti entrare lì. Ma alla polizia non mi hanno dato retta''Bari, 28 feb. - (Adnkronos/Ign) - Le famiglie di Francesco e Salvatore Pappalardi, quella della madre naturale Rosa Carlucci e quella del padre Filippo Pappalardi, avrebbero rifiutato l'offerta del Comune di Gravina di svolgere i funerali dei due fratellini a sue spese. ''Sono sempre stati trattati come persone poco affidabili e ora non vogliono la loro solidarietà'', ha spiegato il legale dell'uomo che chiede di essere scarcerato per poter partecipare alle esequie. Il Comune ha comunque deciso che proclamerà il lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno i funerali dei due fratellini ritrovati morti lunedì scorso in una cisterna sotterranea di un edificio abbandonato, dopo 19 mesi di mistero sulla loro scomparsa. Ovviamente la data delle esequie è difficile stabilirla, perché dipende dal tempo che ci vorrà per la restituzione delle salme da parte dell'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari dove sono state portate per le autopsie. Ieri i medici legali, sia quelli nominati dalla Procura della Repubblica che quello della difesa, hanno detto che i tempi si prevedono lunghi. I risultati degli esami autoptici dovranno essere consegnati entro un mese.Intanto dagli amichetti di Ciccio e Tore, si apprende che ''scendere lì sotto era una prova di coraggio''. I due fratellini "giocavano sempre là dentro. Ci andavamo in gruppo. Nella masseria ci sfidavamo tirando pietre'', raccontano a 'La Stampa' i ragazzini di Gravina. ''Li prendevamo in giro - ricorda Marco che oggi ha 16 anni - perché ci sembravano poco coraggiosi. Perché non scendete mai nella masseria delle cento stanze?" veniva detto a Ciccio e Tore.Anche il ragazzino di 11 anni che lunedì ha salvato Michele, il bambino caduto vicino ai cadaveri dei due fratelli, riferisce che si era calato laggiù "con altri due amici. Eravamo finiti lì perché avevamo visto che c'erano Michele e tre suoi compagni. Loro hanno cominciato a tirarci delle pietre e noi abbiamo risposto. Poi Michele è scappato, è salito su per i gradini e all'improvviso è caduto e s'è messo a gridare". Capelli castano scuri corti, una frangetta sulla fronte, secco e nemmeno troppo piccolo per i suoi 11 anni Marco spiega che sapevano tutti del pozzo e dei rischi che si correvano nella vecchia casa, ma che lo facevano tutti da sempre: "Anche Francesco e Salvatore li ho visti che entravano lì. Ma alla polizia non mi hanno dato retta" riporta ancora il giornale diretto da Giulio Anselmi.
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