Le unghiate sulle pareti per salvarsi
BARI - Unghiate e un'impronta sulla parete. Tracce che sembrano dimostrare la volontà disperata di chiedere aiuto e uscire da quella stanza diventata poi la loro tomba.Ma i segni trovati sul muro di tufo e mattoni sgretolati sono ancora tutti da valutare, la polizia scientifica non si sbilancia. L'impronta di una piccola mano sarebbe riconducibile a quella di una bambino però in questo giallo terrificante di Gravina le certezze sono ancora poche.L'unica è che Ciccio e Tore sono stati trovati cadaveri dopo un anno e mezzo dallo loro scomparsa. Non ci sono elementi sicuri che permettano di capire come siano arrivati giù in quel pozzo. A dare una risposta ci prova l'avvocato della difesa, Angela Aliani che si è recata assieme agli inquirenti nel luogo della morte.«Sono caduti quand'era ancora giorno. Infatti il cadavere di Salvatore era in corrispondenza ad un punto dal quale filtra un po' di luce. Non potevano certo muoversi all'interno se non c'era un minimo di penombra. Comunque, il primo a scivolare giù nel pozzo è stato quasi certamente Ciccio che si è fratturato la gamba sinistra, tant'è che sono stati rinvenuti degli ossicini spezzati. A quel punto il fratello Salvatore ha cercato di soccorrerlo finendo nel pozzo anche lui». La ricostruzione dell' avvocato non è però avvalorata ufficialmente dalla Procura della Repubblica di Bari. Gli inquirenti attendono infatti gli esiti autoptici per dichiarare cosa sia avvenuto all'interno della stanza buia del palazzo antico di Gravina. E soprattutto c'è il pilastro dell'accusa secondo il quale i fratellini sono finit laggiù perchè il padre ve li ha gettati. Una bestialità. Un gesto che nulla ha di umano. Ma per provarlo ci vorrà ancora tempo. Insomma, l'accusa e la difesa hanno evidentemete ragioni diverse per costruire una verità che sarà portata al processo. Secondo l'avvocato Aliani i due fratelli stavano giocando e, per disgrazia, sono stati ingoiati dalla "casa delle cento stanze".«Stavano probabilmente correndo attraversando la parte bassa del palazzo, verso i sotterranei. E' così che sono finiti nel pozzo, infatti è proprio il punto dove si trova un secondo accesso alla cisterna. Una specie di voragine ben più grande della bocca della pozzo che sta in alto, nella terrazza. Quindi i ragazzini non sarebbero caduti da 25 metri di altezza, bensì da 7-8 metri», continua il legale del padre di Ciccio e Tore. «Francesco dopo essere caduto nel cunicolo si è trascinato per mezzo metro, fino a raggiungere un piccolo spazio della stanza adiacente alla cisterna mentre il cadavere di Salvatore era a 15 metri di distanza. Accanto sono state trovate, sopra un davanzale alto un metro e mezzo, le sue scarpe, la t-shirt, il giubbotto verde e una sola scarpa di Ciccio».
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