Fitto rinviato a giudizio per corruzione

BARI - Il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e' stato rinviato a giudizio per i reati di corruzione e illecito finanziamento ai partiti - quando era Presidente della regione Puglia. - in concorso con l'imprenditore ed editore romano (di Libero e del Riformista) Giampaolo Angelucci, anch'egli rinviato oggi a giudizio.

Fitto e' stato invece prosciolto da vari altri reati, tra i quali associazione per delinquere e concussione. Lo ha deciso il gup del tribunale di Bari, Rosa Calia Di Pinto.


Secondo i magistrati della Procura del capoluogo pugliese Roberto Rossi, Renato Nitti e Lorenzo Nicastro in cambio della tangente, Angelucci si sarebbe aggiudicato l'appalto per la gestione di 11 residenze sanitarie assistite. Fitto e' stato prosciolto per associazione a delinquere, concussione e falso (tre episodi). Angelucci e' stato rinviato a giudizio per tutti i reati contestatigli dai pm. L'inizio del processo e' stato fissato per il prossimo 25 febbraio 2010 davanti alla 1° sezione penale in forma collegiale.



''La sentenza del Gup di Bari mi rende finalmente giustizia perché fa crollare completamente l'originario impianto accusatorio nei miei confronti, che oggi si conferma essere stato fin dall'inizio puramente persecutorio - commenta Fitto -. Il Gup ha dichiarato il non luogo a procedere per le accuse piu' gravi e infamanti, quelle di concussione e falso ma, soprattutto, quella di associazione a delinquere. Nel giugno del 2006 i pubblici ministeri arrivarono addirittura a chiedere il mio arresto e qualcuno oso' paragonarmi ad un mafioso''.



''Oggi invece viene chiarito che non esiste l'associazione a delinquere, tutti coloro che hanno chiesto il rito abbreviato sono stati assolti, la gara sull'affidamento delle Rsa e' stata definita regolare, la commissione che la aggiudico' non e' mai stata messa sotto inchiesta - continua - I reati minori che resterebbero a mio carico, riguarderebbero ora una presunta estensione dell'affidamento in gestione di quelle Rsa, estensione che non c'e' mai stata''.



''Resterebbe poi l'accusa di corruzione per la quale lo stesso Gup scrive nel dispositivo odierno che al momento vi e' una insufficienza di elementi di prova che l'accusa dovrebbe eventualmente superare nel corso del processo - aggiunge Fitto - Insomma, dopo otto anni di indagini, 150mila intercettazioni telefoniche, una richiesta di arresto, una spettacolarizzazione senza precedenti, continui tentativi di infangare il mio onore e la mia persona, oggi crolla tutto come un castello di carta e vado a giudizio, a questo punto con assoluta serenita', per reati minori e sulla base di elementi probatori che lo stesso Gup definisce attualmente insufficienti''.



''Cio' dal punto di vista personale mi conforta enormemente e da cittadino italiano mi da' conferma che si puo' e si deve continuare ad avere fiducia nella stragrande maggioranza della Magistratura italiana per sconfessare e isolare quella piccola parte di magistratura militante e politicizzata'', conclude.