LA RECENSIONE / 2012

di Giuseppe de Feudis Voto: 7
I Maya, una popolazione che visse nel Centro-America “qualche” anno fa, dopo una serie di calcoli basati su credenze popolari e presunte evidenze scientifiche, stabilirono un calendario avente come ultimo giorno il 21 dicembre del 2012la cosiddetta fine dell’esistenza del pianeta Terra.
Sulla base di questi calcoli premonitori Roland Emmerich (“Stargate_”, “Independence Day”, “Godzilla” e “L’alba del giorno dopo”) ha costruito una pellicola all’altezza della sua fama di “finedelmondologo”.
Set per eccellenza è la terra degli States sulla quale si intrecciano varie storie, da quella di uno scrittore di modesta fama (l’ottimo John Cusack) alle prese con la passeggiata settimanale con i suoi figli dopo la separazione dalla moglie (Amanda Peet), a quella di un giovane geologo (Chiwetel Ejiofor) fresco della scoperta di sconvolgenti notizie ambientali, per finire a quella dell’immancabile presidente degli Stati Uniti (Danny Glover, roccioso poliziotto di “Arma Letale”) responsabile della sorte del di molte vite.
A farla da padrona sono sicuramente gli effetti speciali, curati dalla fotografia di Dean Semler, che hanno inchiodato alle poltrone i tanti spettatori presenti colmi di ansia ma anche di un pizzico di déjà-vu.
Il film è ben montato ma non poche volte tende a girare intorno ad un qualcosa di appena raccontato rendendo superflue alcune scene. Per fortuna che esistono gli effetti speciali.