Bari, concussione e corruzione al porto: 6 arresti
BARI - Tre militari della Guardia di Finanza, tre funzionari dell'Agenzia delle Dogane, tutti in servizio al porto di Bari, uno spedizioniere doganale e un autotrasportatore albanese residente nel nord Italia sono stati raggiunti da altrettante ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari eseguite dagli uomini delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale del capoluogo pugliese.Per un secondo spedizioniere doganale e' scattata la misura dell'interdizione dall'esercizio dell'attivita' per la durata di due mesi. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della repubblica. Le accuse sono di concussione, corruzione, falso idelogico commesso da pubblico ufficiale e millantato credito. Le indagini, avviate a ottobre del 2006, sono state svolte anche utilizzando numerose intercettazioni telefoniche e ambientali.
In particolare, le indagini si sono concentrate sulle procedure doganali relative alle merci e alle persone in transito attraverso i varchi doganali portuali, dirette o provenienti dai paesi extracomunitari dell'area balcanica, soprattutto Albania e Montenegro. Il sistema illecito scoperto e' stato realizzato autonomamente da un lato dai funzionari doganali nella circoscrizione doganale di Bari, con l'attiva partecipazione degli spedizionieri operanti nell'area portuale, dall'altro dagli appartenenti alla Guardia di Finanza.
Le condotte illecite consistevano nell'omettere i controlli da effettuare sulle merci in entrata o in uscita dal territorio nazionale oppure nell'omettere di rilevare le irregolarita' formali o sostanziali, riscontrate nel corso degli accertamenti sulle merci o sulla documentazione obbligatoria di accompagnamento. Il tutto, a fronte di pagamenti, in favore dei pubblici ufficiali, di somme di denaro o di altre utilita', volti a sbloccare questa o quella operazione doganale oppure a velocizzarla ai danni di altri operatori economici che non si sottoponevano al sistema.
Le dazioni venivano effettuate talvolta direttamente a cura dell'operatore economico interessato all'operazione (era il caso di autotrasportatori che dovevano imbarcare per l'estero merci ubicate sui loro mezzi, altre volte tramite spedizionieri doganali compiacenti, i quali da profondi conoscitori del contesto portuale decidevano quando fosse il momento giusto per avvicinare e corrompere questo o quel pubblico funzionario). .
Tags:
CRONACA