Bari: meeting mondiale dei giovani al secondo giorno
BARI - Si è conclusa da poco la seconda, intensa, giornata di lavori al meeting mondiale dei giovani, ospitato dalla città di Bari.Una sessione quella di oggi, che è servita ai 1500 delegati di oltre 160 paesi per conoscersi e per iniziare a prendere dimestichezza con le diverse istanze, idee e opinioni sul futuro del pianeta. Sullo sfondo delle molteplicità c'è stato un unico comune denominatore: la forte richiesta di rinnovamento. Rinnovamento a tutti i livelli: politico, economico, sociale e partecipativo. Quest'ultimo tema è stato forse quello più sentito e seguito dai ragazzi, che avvertono, oggi più che mai, l'esigenza di dire la loro e di far pesare la propria freschezza e distanza dalle usuali logiche che informano la politica mondiale. Quella che emerge dalle discussioni è una profonda disaffezione al vecchio modo di fare politica, stantio e inconcludente, dei partiti classici, alla quale fa da contraltare un sempre maggiore attivismo dei giovani nelle realtà locali. Il concetto di base è quello di permeare le comunità locali della cultura e delle istanze che animano il movimento globale, che si contrappone allo sfruttamento indiscriminato dei territori, al deserto dell'uniformità culturale e al montante inattivismo della società civile.
Per quanto riguarda il tema della partecipazione dei giovani ai processi decisionali pratici, sono stati molti gli esperimenti portati alla luce dei delegati, e quasi tutti hanno riguardato amministrazioni locali che hanno sentito l'esigenza di coinvolgere i propri giovani in scelte sempre più concrete. E da questo punto di vista sono davvero molte le esperienze che arrivano dall'Italia. Non più solo chiacchiere, dunque. I giovani sentono l'esigenza di far pesare sul mondo la loro "inesperienza" creativa, che un giorno diventerà l'esperienza rinnovatrice che cambierà il pianeta. Fino a quel momento staremo a vedere. Con la speranza che i politici, ormai ultranavigati, aprano gli occhi sull'enorme ricchezza che rappresentano i ragazzi di tutto il mondo, troppo spesso messi in naftalina.
Per quanto riguarda il tema della partecipazione dei giovani ai processi decisionali pratici, sono stati molti gli esperimenti portati alla luce dei delegati, e quasi tutti hanno riguardato amministrazioni locali che hanno sentito l'esigenza di coinvolgere i propri giovani in scelte sempre più concrete. E da questo punto di vista sono davvero molte le esperienze che arrivano dall'Italia. Non più solo chiacchiere, dunque. I giovani sentono l'esigenza di far pesare sul mondo la loro "inesperienza" creativa, che un giorno diventerà l'esperienza rinnovatrice che cambierà il pianeta. Fino a quel momento staremo a vedere. Con la speranza che i politici, ormai ultranavigati, aprano gli occhi sull'enorme ricchezza che rappresentano i ragazzi di tutto il mondo, troppo spesso messi in naftalina.
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