Banca d'Italia: la Puglia non è fuori dalla crisi

BARI. La crisi è la spada di Damocle per le giovani generazioni. A denunciarlo è lo studio della Banca d'Italia sull'economia dell'Italia e della Puglia del 2009 che mette in evidenza che lavoratori autonomi, giovani e laureati hanno subito in Puglia gli effetti piu' pesanti della crisi sul fronte occupazionale. Secondo il rapporto, in Puglia gli effetti della crisi sul mercato del lavoro sono stati piu' intensi (-3,8%) rispetto al resto d'Italia e al resto del Mezzogiorno, tanto da riportare i numero di occupati al livello del 2005. Il tasso di disoccupazione e' salito al 12,6%. Mentre è sceso il fatturato dell’agricoltura, con un meno 3,6 per cento, concentrato nella produzione di olive, uva e frumento. Un meno 13 per cento per il fatturato dell’industria, già sceso nel 2008 di un quattro per cento. Risultati in linea con la media nazionale, ma peggiori rispetto al Mezzogiorno.
Crollano anche le esportazioni, con un meno 22,9 per cento, anche se “nel 2010 ci sono stati buoni segnali di ripresa” annuncia Vacca.
Si contrae il settore edilizio, con un meno due per cento in termini reali. Si contrae anche il commercio, solitamente traino per l’intera economia, nel 2009 in flessione di un meno 1,9 per cento, che si aggiunge al meno 1,4 per cento del 2008.
Crolla il settore dei trasporti con il traffico merci nei porti di Puglia che ha registrato un meno 29,7 per cento. Cresce invece il traffico passeggeri con un più 5,7 per cento. Gli investimenti hanno subito i peggiori effetti della crisi, con una contrazione di oltre un terzo, pari al 37 per cento.