Lodo Alfano, sì della Commissione Affari costituzionali a retroattività. Il Pd: "Ennesimo schiaffo alla giustizia"
di Attilio Carbonara
La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato ieri con 15 voti a favore e 7 contrari l’emendamento al Lodo Alfano proposto dal presidente della stessa Commissione, Carlo Vizzini, al fine di sospendere tutti i procedimenti in corso contro le alte cariche dello Stato, compresi quelli riguardanti fatti precedenti all’elezione.
Il risultato del voto ha prodotto una vera e propria insurrezione da parte di tutti gli esponenti dei partiti di opposizione. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha definito l’emendamento“un mostro giudico”, annunciando l’intenzione di opporsi all’approvazione finale,“facendo barricate, perché è assurdo che si proceda all’assoluzione di un imputato per via parlamentare”.
Sulla stessa linea d’onda la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, la quale ha definito l’approvazione della proposta “l’ennesimo schiaffo alla giustizia, finalizzato a tutelare gli interessi di una sola persona impegnata a cercare una risoluzione ai propri problemi giudiziari”.
Il centrista Pier Ferdinando Casini, pur riconoscendo che la retroattività sia “un errore”, non si è detto disposto ad esprimere voto contrario nel corso della votazione in aula alla Camera. Al contrario, ha provveduto a tranquillizzare le forze del centrodestra, annunciando l’astensione dalla votazione sul ddl.
Opinione diametralmente opposta è stata espressa dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, il quale ha puntato il dito contro il partito Fli del presidente della Camera Gianfranco Fini, reo di aver votato a favore del contestato emendamento, dimostrando una scarsa coerenza rispetto ai programmi annunciati negli ultimi mesi, a conferma del fatto che il ritorno alla legalità sia solo dettato da ragioni di propaganda elettorale, piuttosto che da fattori ideologici.
La risposta dei senatori finiani è arrivata molto presto per voce dell’avv. Giulia Bongiorno, che ha motivato la votazione di oggi dicendo che “si è trattato di una importante decisione volta a salvaguardare le più alte cariche dello Stato, alle quali deve essere sempre consentito un sereno svolgimento delle funzioni”.
La senatrice ha confermato, inoltre, che Fli voterà a favore dell’emendamento di Vizzini anche alla Camera dei Deputati.
La Commissione Affari Costituzionali del Senato, infine, ha riservato pochi minuti alla discussione relativa alla legge elettorale che, di fatto, è stata rinviata alla prossima settimana per una nuova discussione.
La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato ieri con 15 voti a favore e 7 contrari l’emendamento al Lodo Alfano proposto dal presidente della stessa Commissione, Carlo Vizzini, al fine di sospendere tutti i procedimenti in corso contro le alte cariche dello Stato, compresi quelli riguardanti fatti precedenti all’elezione.
Il risultato del voto ha prodotto una vera e propria insurrezione da parte di tutti gli esponenti dei partiti di opposizione. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha definito l’emendamento“un mostro giudico”, annunciando l’intenzione di opporsi all’approvazione finale,“facendo barricate, perché è assurdo che si proceda all’assoluzione di un imputato per via parlamentare”.
Sulla stessa linea d’onda la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, la quale ha definito l’approvazione della proposta “l’ennesimo schiaffo alla giustizia, finalizzato a tutelare gli interessi di una sola persona impegnata a cercare una risoluzione ai propri problemi giudiziari”.
Il centrista Pier Ferdinando Casini, pur riconoscendo che la retroattività sia “un errore”, non si è detto disposto ad esprimere voto contrario nel corso della votazione in aula alla Camera. Al contrario, ha provveduto a tranquillizzare le forze del centrodestra, annunciando l’astensione dalla votazione sul ddl.
Opinione diametralmente opposta è stata espressa dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, il quale ha puntato il dito contro il partito Fli del presidente della Camera Gianfranco Fini, reo di aver votato a favore del contestato emendamento, dimostrando una scarsa coerenza rispetto ai programmi annunciati negli ultimi mesi, a conferma del fatto che il ritorno alla legalità sia solo dettato da ragioni di propaganda elettorale, piuttosto che da fattori ideologici.
La risposta dei senatori finiani è arrivata molto presto per voce dell’avv. Giulia Bongiorno, che ha motivato la votazione di oggi dicendo che “si è trattato di una importante decisione volta a salvaguardare le più alte cariche dello Stato, alle quali deve essere sempre consentito un sereno svolgimento delle funzioni”.
La senatrice ha confermato, inoltre, che Fli voterà a favore dell’emendamento di Vizzini anche alla Camera dei Deputati.
La Commissione Affari Costituzionali del Senato, infine, ha riservato pochi minuti alla discussione relativa alla legge elettorale che, di fatto, è stata rinviata alla prossima settimana per una nuova discussione.
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