Rientro sanitario, Fitto a Vendola: non fare il Masaniello
BARI. In risposta alle dichiarazioni odierne del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale, Raffaele Fitto, è partito dall'aggettivo "ipocrita" che "(secondo Wikipedia) definisce una persona che afferma una determinata idea e poi si comporta in una maniera contraddittoria ad essa. Nella vicenda del Piano di Rientro della Regione Puglia l'aggettivo non è certamente riferibile a me", ha risposto Fitto. "Ad altri non so - ha spiegato il ministro. Il presidente Vendola dimostra di continuare a preferire al dialogo la rissa, forse perchè così riesce a trasformare la falsità in realtà e viceversa. Io sto ai fatti e ai documenti: dopo una serie di incontri con la Regione Puglia ed i ministeri interessati il presidente Vendola è venuto presso il mio Ministero a firmare il Piano di Rientro; ci siamo stretti la mano dinanzi a fotografi e telecamere mentre lui esprimeva pubblicamente giudizi estremamente positivi sui termini dell'accordo che lo invito a riascoltare. O ha cambiato idea, oppure, tornato in Puglia, ha deciso di reindossare i panni del Masaniello. Le due parti in commedia non possono convivere - ha ricordato ancora Fitto - la Corte Costituzionale (non io o il Governo nazionale) ha già bocciato alcune Leggi pugliesi in materia, dimostrando che le forzature legislative operate dalla Regione Puglia, non vanno nell'interesse dei lavoratori ma servono solo a strumentalizzarli, esasperandoli e creando illusioni. Invito il presidente Vendola ad attendere con serenità il responso della Corte Costituzionale sulle internalizzazioni, non immaginando che, se dovesse essere contrario alla Regione, vorrà parlare anche in questo caso di vendette politiche. Il ruolo di un presidente di Regione che voglia davvero risolvere il problema e fare l'interesse dei lavoratori, non è certo quello di arringare le folle ed aizzare i lavoratori, ma quello di seguire canali istituzionali di dialogo e ragione, nel rispetto delle Leggi dello Stato e delle sentenze della Corte Costituzionale - ha concluso il ministro Fitto - quindi, in qualsiasi senso dovesse decidere la Consulta, sarebbe auspicabile bandire le risse, sederci intorno ad un tavolo con i sindacati e, ciascuno per le proprie competenze, individuare insieme il percorso migliore, e legittimo, per garantire un futuro, e non solo un'illusione, a questi lavoratori?".
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