"Vogliamo l'assunzione". 60 precari in protesta sul tetto della Asl di Lecce
LECCE. Per circa due ore sono stati sul tetto a protestare i lavoratori precari dell'Asl di Lecce che dal 7 dicembre scorso occupano una sala della Asl. Chiedono che non sia fermato il processo di internalizzazione, avviato dalla Regione Puglia: la trasformazione in dipendenti di societa' interne alle Asl di coloro che ora prestano servizi sanitari con convenzioni esterne.L'internalizzazione - avviata dalla Regione in primavera - e' stata bloccata perche' fermare le assunzioni era una delle condizioni poste dal governo per approvare il piano regionale di rientro dal deficit sanitario.
La legge regionale riguardante l’internalizzazione è stata impugnata dal governo dinanzi alla Corte costituzionale perchè le assunzioni verrebbero fatte senza concorso pubblico. Il blocco varrà dunque sino alla decisione della Corte Costituzionale, prevista per febbraio prossimo.
Oltre ai lavoratori, all'incirca una sessantina, c'era la nutrita presenza di diversi infermieri precari, tra cui coloro che attendono la scadenza imminente del proprio contratto semestrale senza sapere però quale sarà il loro destino.
IL SINDACATO: MERITANO UNA RISPOSTA - "Nonostante la richiesta inviata alle parti politiche e ai ministri, al presidente del Consiglio, al presidente Vendola, al prefetto di Lecce, non si è mosso ancora nulla e non è stato convocato neppure un tavolo prefettizio - dichiara Gianni Palazzo, segretario Usb-Rdb, ma soprattutto questo Paese funziona a due velocità: per qualcuno le sentenze si applicano in attesa della pronuncia della Corte costituzionale, mentre questi lavoratori sono costretti a fermarsi e ad aspettare il giudizio di febbraio".
Nessun accenno alla loro condizione nel documento consegnato alle autorità dai sindacati, in cui si richiede la modifica del piano di rientro per la parte che riguarda le internalizzazioni, "ma ne preparemo al più presto un altro perché anche gli infermieri meritano di ricevere risposte riguardo il loro futuro - assicura Palazzo - e ci dovrebbero anche spiegare come intendono far funzionare la sanità senza personale medico, a causa del blocco del turn over imposto, ancora una volta, dal Governo nazionale".
"Temo che l'esasperazione dei lavoratori stia andando un po’ oltre e ho avuto notizia che alcune ditte non stanno pagando loro neppure la tredicesima - sottolinea Dario Cagnazzo, segretario provinciale Fsi -; è necessario che il prefetto intervenga immediatamente convocando un tavolo tecnico, vista la disponibilità manifestata da tutte le parti politiche di risolvere insieme questa situazione".
La protesta a Lecce è stata fatta da una sessantina di lavoratori, uomini e donne, saliti sul tetto nonostante il freddo di questi giorni. L’internalizzazione a Lecce riguarderebbe 680 lavoratori, circa 5mila in tutta la Puglia.
La legge regionale riguardante l’internalizzazione è stata impugnata dal governo dinanzi alla Corte costituzionale perchè le assunzioni verrebbero fatte senza concorso pubblico. Il blocco varrà dunque sino alla decisione della Corte Costituzionale, prevista per febbraio prossimo.
Oltre ai lavoratori, all'incirca una sessantina, c'era la nutrita presenza di diversi infermieri precari, tra cui coloro che attendono la scadenza imminente del proprio contratto semestrale senza sapere però quale sarà il loro destino.
IL SINDACATO: MERITANO UNA RISPOSTA - "Nonostante la richiesta inviata alle parti politiche e ai ministri, al presidente del Consiglio, al presidente Vendola, al prefetto di Lecce, non si è mosso ancora nulla e non è stato convocato neppure un tavolo prefettizio - dichiara Gianni Palazzo, segretario Usb-Rdb, ma soprattutto questo Paese funziona a due velocità: per qualcuno le sentenze si applicano in attesa della pronuncia della Corte costituzionale, mentre questi lavoratori sono costretti a fermarsi e ad aspettare il giudizio di febbraio".
Nessun accenno alla loro condizione nel documento consegnato alle autorità dai sindacati, in cui si richiede la modifica del piano di rientro per la parte che riguarda le internalizzazioni, "ma ne preparemo al più presto un altro perché anche gli infermieri meritano di ricevere risposte riguardo il loro futuro - assicura Palazzo - e ci dovrebbero anche spiegare come intendono far funzionare la sanità senza personale medico, a causa del blocco del turn over imposto, ancora una volta, dal Governo nazionale".
"Temo che l'esasperazione dei lavoratori stia andando un po’ oltre e ho avuto notizia che alcune ditte non stanno pagando loro neppure la tredicesima - sottolinea Dario Cagnazzo, segretario provinciale Fsi -; è necessario che il prefetto intervenga immediatamente convocando un tavolo tecnico, vista la disponibilità manifestata da tutte le parti politiche di risolvere insieme questa situazione".
La protesta a Lecce è stata fatta da una sessantina di lavoratori, uomini e donne, saliti sul tetto nonostante il freddo di questi giorni. L’internalizzazione a Lecce riguarderebbe 680 lavoratori, circa 5mila in tutta la Puglia.
