Immigrazione: chiedono pizzo a badanti georgiane, 3 arresti a Brindisi

BRINDISI. Avrebbero estorto denaro alle badanti georgiane che avevano fatto arrivare in Puglia e alle quali avevano dato lavoro: per questo sono stati arrestati dai carabinieri tre pregiudicati. I tre - Giovanni De Bari, di 44 anni, di Oria, sua moglie, la 46enne georgiana Lia Chkheidze, e Marcello Guidone, di 34, di Oria, - devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata a favorire l'ingresso e il soggiorno illegale di immigrati clandestini.

LE INDAGINI - Tutto e' nato dalla denuncia prodotta da due ragazze georgiane nell'agosto del 2009 nella quale si racconta di come avevano raggiunto la citta' di Oria grazie all'organizzazione ed erano state anche impiegate come badanti presso famiglie della zona, non solo di Oria. I militari hanno dimostrato l'esistenza di una vera e propria associazione a delinquere finalizzata, oltre che all'ingresso ed al soggiorno nel territorio italiano di cittadini extracomunitari non in regola con la legge, anche ad estorcere denaro alle povere donne che via via venivano impiegate come badanti o come braccianti agricole. Parte dello stipendio infatti veniva versato a due degli arrestati, marito e moglie, che lo pretendevano anche attraverso minacce ed aggressioni. La compagine criminosa si preoccupava anche di trovare gli alloggi per i cittadini extracomunitari.

L'INCHIESTA - L'inchiesta e' stata denominata 'Georgia'. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci. De Bari comandava ma con la moglie Chkhedze si erano distribuiti perfettamente i compiti. Guidone fungeva soprattutto da intermediario per la ricerca di lavori presso le aziende agricole.
Le cittadine straniere, dai Paesi di origine, contattavano la donna la quale prometteva un lavoro sicuro come badante di persone anziane o in aziende agricole. De Bari e Guidone si prodigavano nel reperire alloggio e lavoro.

COMPENSI SUI 3-400 EURO - Il primo chiedeva un compenso per il reperimento dei lavori, la cui somma variava a seconda dell'entita' dello stipendio, con una percentuale fissa del 50%, oscillante tra 300 e 400 euro, a parte il rimborso della prima accoglienza che doveva essere rimborsato con altre mensilita'. La dazione di denaro che veniva effettuata dalle cittadine georgiane in favore di De Bari era una prassi consolidata in quanto gia' nei luoghi d'origine sapevano che in un certo senso dovevano sdebitarsi per il reperimento dei lavori.