Piano per il Lavoro, il Pdl attacca: non produrrà occupazione
BARI. Nel day after della presentazione del Piano per il Lavoro da parte del governatore pugliese Nichi Vendola, maggioranza e opposizione in Consiglio regionale si lanciano senza esclusione di colpi reciproche accuse. Ad innescare la miccia della polemica è il presidente Sel Michele Losappio, che taccia il Pdl pugliese di essersi "spinto in questi giorni molto a largo nel mare aperto e non documentato del populismo e del qualunquismo per polemizzare con Vendola il Pdl pugliese si ritrova oggi senza argomenti e senza zattera di salvataggio"."La Regione - secondo Losappio - ha presentato lo scorso 31 dicembre alla Commissione Europea la certificazione di una spesa di 1.040 milioni di euro, 100 in più dell’obiettivo del N+2 indicato.
E’ dunque evidente a tutti, anche ai ripetenti, che non c’è alcun ritardo nell’uso di quei fondi e che il Piano del Lavoro intende ulteriormente seminare occasioni ed opportunità nel corretto utilizzo degli stessi".
"Quali altre provviste finanziarie dovrebbe utilizzare la Regione per il lavoro se il Governo tiene per se i fondi FAS e CIPE?", s'interroga il presidente Sel.
Ma non tarda ad arrivare, a stretto giro di posta, la replica del Pdl pugliese, per voce del suo vicecapogruppo Massimo Cassano. "Se per efficacia della spesa di Fondi Comunitari per lo sviluppo della Puglia Losappio si riferisce ai 10 milioni di euro tolti ai porti turistici e destinati alla comunicazione e al marketing, o il milione e 300mila euro dato ad Apulia Film Commission per 9 giorni di Festival del cinema, allora ha di nuovo ragione", sostiene Cassano.
"Losappio - incalza Cassano - da uomo di estrema sinistra, dovrebbe spiegare a disoccupati e sindacati perché il Governo regionale continua a sperperare decine di milioni di euro di fondi comunitari per iniziative di autopromozione che non producono lavoro, se non per i soliti consulenti e amici degli amici dei partiti della sinistra, e certo non favoriscono lo sviluppo della Puglia. Stendiamo poi un velo pietoso sull'amore ritrovato tra Vendola e Sindacati: convocati solo su pressante richiesta e dopo che erano stati decisi i tagli della sanità, il bilancio e il piano per il lavoro. Losappio mistifica la realtà, perché se dovesse guardarla in faccia non sarebbe certo piacevole".
Per il capogruppo consiliare de “La Puglia per Vendola”, Angelo Disabato, invece, il Piano per il Lavoro "è una risposta concreta che la Puglia dà alla principale emergenza che la politica deve affrontare oggi in Italia. È un atto - sempre secondo Disabato - di buona politica rivolto a tutte le categorie oggi colpite dalla crisi economica: da quelle maggiormente esposte come i disoccupati, i cassintegrati, i disabili, i giovani, le donne, a quelle qualificate ma che necessitano di poter esprimere, attraverso interventi di sostegno nei settori innovativi, le loro professionalità".
Del tutto negativo è invece il parere del consigliere Mep Giammarco Surico, che considera il Piano "ingessato in una antica, quanto deleterea burocratizzazione degli investimenti, dispersi nei numerosi interventi previsti che metteranno ovviamente in moto una macchina da guerra che avrà pure un costo - sottolinea Surico, - e schiacciato al muro di una logica da economia statalista più che da economia reale, il piano, così come strutturato, rischia, a mio avviso, di bruciare 340 milioni di euro in formazione fuori dal mercato e in interventi che, proprio per la loro caratterizzazione assistenzialista e a breve termine, non consentiranno alle imprese di operare in un circuito virtuoso di aumento della domanda – qualità dell’offerta - aumento dei consumi".
(Vito Ferri)
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