Policlinico degli orrori: Orlando vuole il dossier. Zullo (Pdl): stop al sistema delle accuse
BARI. Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha scritto all'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore, in merito alle preoccupanti notizie su alcuni decessi sospetti e di ripetuti, presunti casi di malasanità occorsi nelle ultime settimane presso il reparto di Neurochirurgia del Policlinico di Bari.
In alcuni casi si teme addirittura che gli interventi chirurgici siano stati eseguiti più volte sugli stessi pazienti per aumentare il numero dei ricoveri, con enormi danni ai pazienti coinvolti. Questo è quanto risulterebbe da un dossier redatto da due anestesisti e un medico del reparto, che avrebbe formato oggetto di successiva informativa ad alcune organizzazioni sindacali.
LA LETTERA - ''Poiche' risulta che l'Assessorato da Lei diretto avrebbe avviato un'indagine interna per approfondire quanto denunciato, anche in relazione alla sospensione del primario gia' disposta in conseguenza di altro procedimento giudiziario che lo riguarda - si legge sulla lettera inviata da Orlando a Fiore - Le chiedo pertanto di trasmettere con la massima sollecitudine una relazione dettagliata, che sara' poi valutata dalla Commissione che presiedo per eventuali ulteriori adempimenti di competenza''.
ZULLO: STOP AL SISTEMA DELLA DELAZIONE - “Dopo il caso Nacchiero, un altro docente Direttore di Clinica viene assoggettato alla gogna mediatica perchè accusato da colleghi, guarda caso anestesisti e forse discepoli del nostro Assessore alla Sanità". E' il commento del consigliere regionale del Pdl, Ignazio Zullo. "Il caso della neurochirurgia - secondo Zullo - dà sempre più forza ai dubbi da me avanzati: si adotta il sistema della delazione per denunciare il proprio primario o collega per farlo sospendere e prenderne il posto. C'è poco da fidarsi delle Commissioni e dei Comitati di verifica nominati dalla direzione Generale sotto l'influenza di Vendola e Fiore. E' ormai diventato ineludibile istituire Organismi Indipendenti di Valutazione magari nominati dal Ministero della Salute per rendere effettivamente giustizia ad operatori e cittadini in Aziende Sanitarie che non hanno saputo avviare attività di risk management".
In alcuni casi si teme addirittura che gli interventi chirurgici siano stati eseguiti più volte sugli stessi pazienti per aumentare il numero dei ricoveri, con enormi danni ai pazienti coinvolti. Questo è quanto risulterebbe da un dossier redatto da due anestesisti e un medico del reparto, che avrebbe formato oggetto di successiva informativa ad alcune organizzazioni sindacali.
LA LETTERA - ''Poiche' risulta che l'Assessorato da Lei diretto avrebbe avviato un'indagine interna per approfondire quanto denunciato, anche in relazione alla sospensione del primario gia' disposta in conseguenza di altro procedimento giudiziario che lo riguarda - si legge sulla lettera inviata da Orlando a Fiore - Le chiedo pertanto di trasmettere con la massima sollecitudine una relazione dettagliata, che sara' poi valutata dalla Commissione che presiedo per eventuali ulteriori adempimenti di competenza''.
ZULLO: STOP AL SISTEMA DELLA DELAZIONE - “Dopo il caso Nacchiero, un altro docente Direttore di Clinica viene assoggettato alla gogna mediatica perchè accusato da colleghi, guarda caso anestesisti e forse discepoli del nostro Assessore alla Sanità". E' il commento del consigliere regionale del Pdl, Ignazio Zullo. "Il caso della neurochirurgia - secondo Zullo - dà sempre più forza ai dubbi da me avanzati: si adotta il sistema della delazione per denunciare il proprio primario o collega per farlo sospendere e prenderne il posto. C'è poco da fidarsi delle Commissioni e dei Comitati di verifica nominati dalla direzione Generale sotto l'influenza di Vendola e Fiore. E' ormai diventato ineludibile istituire Organismi Indipendenti di Valutazione magari nominati dal Ministero della Salute per rendere effettivamente giustizia ad operatori e cittadini in Aziende Sanitarie che non hanno saputo avviare attività di risk management".
