Taranto, società operante nell'abbigliamento percepisce 2,2 mln di finanziamenti indebiti
TARANTO. Una societa' che opera nel settore del confezionamento di capi di abbigliamento con sede nella zona industriale di Martina Franca, in provincia di Taranto, ha percepito in modo indebito finanziamenti pubblici per 2,2 milioni di euro. E' quanto hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza del capoluogo jonico. L'azienda ha beneficiato di due distinti programmi di investimento per lo sviluppo e l'incremento della propria attivita' imprenditoriale previsti nel Patto territoriale (1,1 milioni di euro) e nel Credito di Imposta per le agevolazioni nelle aree svantaggiate (1,1 milioni).
LE INDAGINI - Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, una parte consistente dei beni immobili, realizzati su una superficie di circa 1.500 metri quadrati grazie a queste agevolazioni finanziarie, sono state indebitamente dismesse e cedute a terzi prima dei termini previsti dai decreti di concessione. I finanzieri hanno, inoltre, accertato la variazione irregolare del Piano di investimenti del patto territoriale e cioe' lo storno arbitrario delle spese, originariamente previste per le opere murarie (interessate anche dal nuovo piano finanziario di cui alla legge 388 del 2000), al capitolo dei macchinari, impianti e attrezzature, nonostante che parte del contributo, pari a oltre 500 mila euro risultasse gia' interamente speso.
E' stato, infine, accertato un importo di 50 mila euro relativo all'emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di una societa' fornitrice con sede a Lecce. Tre persone sono state denunciate all'Autorita' Giudiziaria.
LE INDAGINI - Secondo quanto accertato dalle Fiamme Gialle, una parte consistente dei beni immobili, realizzati su una superficie di circa 1.500 metri quadrati grazie a queste agevolazioni finanziarie, sono state indebitamente dismesse e cedute a terzi prima dei termini previsti dai decreti di concessione. I finanzieri hanno, inoltre, accertato la variazione irregolare del Piano di investimenti del patto territoriale e cioe' lo storno arbitrario delle spese, originariamente previste per le opere murarie (interessate anche dal nuovo piano finanziario di cui alla legge 388 del 2000), al capitolo dei macchinari, impianti e attrezzature, nonostante che parte del contributo, pari a oltre 500 mila euro risultasse gia' interamente speso.
E' stato, infine, accertato un importo di 50 mila euro relativo all'emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di una societa' fornitrice con sede a Lecce. Tre persone sono state denunciate all'Autorita' Giudiziaria.
