Barletta, Don Luigi Merola, spiega la Camorra e i cancri della società
di Nicola Ricchitelli. Il coraggio si mostra attraverso ogni parola detta, quello stesso coraggio che nel corso degli anni lo ha portato ad essere vincitore di tante battaglie in un campo così ostico, come ha sottolineato il sindaco Nicola Maffei, dove vi scendono pochi combattenti. Napoli, Camorra, boss, quei boss che lui stesso definisce cretini, "il boss è un cretino, perché o viene ucciso o viene arrestato": passa attraverso queste tre parole la storia di Don Luigi Merola, una storia che ha inizio circa dieci anni fa nella parrocchia di S.Giorgio nel quartiere “Forcella” a Napoli. All’incontro tra gli studenti delle scuole e lo stesso Don Luigi erano presenti tra l’altro l’Arcivescovo di Trani – Barletta- Bisceglie e Nazareth, S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Riccardo Losappio (insegnate di religione) e quindi il Vicario generale Don Filippo Salvo e il sacerdote Don Francesco Doronzo, oltre al già citato sindaco Nicola Maffei.
L'INCONTRO - L’incontro con Don Luigi Merola rientra nel ciclo di incontri “Insieme verso”, sui quali lo stesso Riccardo Losappio ha voluto dare qualche cenno: "E' un progetto che non vuole essere esaustivo ma che vuole essere un cantiere e un progetto corale che si vuole alimentare con le sinergie delle associazioni riconosciute in unico orizzonte". È stato definito “Prete anticamorra”, anche se lui ama definirsi pescatore, nonché rappresentante di tutti quei sacerdoti che cosi come lui sono in trincea.
"La chiesa non è solo pedofilia, ma esiste anche una chiesa che vuole camminare al fianco della gente", inizia cosi il suo intervento Don Luigi Merola, un intervento che tocca i momenti più drammatici del suo cammino sacerdotale ma che non risparmia altresì di spronare i giovani: "Ragazzi studiate! Ci sono troppi ciuchi. Se vogliamo innalzare questa società bisogna studiare". Il tono è quello di un ragazzo di strada che sa parlare ai ragazzi, con quell’indistinguibile accento napoletano che nonostante la drammaticità degli argomenti riesce ugualmente a strapparti un sorriso.
"L’Italia ha poche idee e addirittura confuse, un po’ come Donna Prassede dei Promessi Sposi. Il computer ci ha impedito di sviluppare un nostro linguaggio. Non è possibile che noi crediamo nell’amicizia virtuale. Siate padroni della vostra vita, la schiavitù nasce quando nasce l’ignoranza".
Droghe e giovani, un triste connubio per Don Merola: "Non esistono droghe leggere e droghe pesanti, esiste la droga quella che sta uccidendo la vostra generazione, e il politico che la vuole legalizzare dovrebbe cambiare mestiere – aggiunge Don Merola, il quale ne ha pure sulla moda – non seguite la moda, la moda fatela voi".
Inevitabilmente l’intervento di Don Luigi non risparmia la politica e la fa citando appunto una frase di Don Tonino Bello: ”Potere del servizio e non al servizio del potere”.
Ma non c’è solo la società di oggi nell’intervento di Don Luigi Merola, c’è soprattutto Napoli, e per spiegare Napoli Don Luigi coinvolge anche i ragazzi seduti in platea. Si parte da quell'oramai lontano 2000. Per passare all’arrivo a Napoli nel quartiere “Forcella”, dove Don Luigi da buon pescatore inizia a togliere giovani dalla strada; quindi l’incontro ravvicinato con la Camorra, ma non solo: il racconto di Don Luigi Merola passa per l’omicidio di Annalisa Durante assassinata il 24 Marzo del 2007 in un agguato camorristico, "toglietevi dalla testa che la Camorra è nobile. Aprite gli occhi, poiché la forza della camorra è anche il nostro silenzio. Per sconfiggere il cancro della camorra bisogna ricorrere alla chemioterapia. Non esistono miracoli, dobbiamo dare una scossa alla nostra vita. Sono stanco di vedere tanti e troppi tifosi della legalità, e pochi giocatori".
Nella parte finale del suo intervento Don Luigi Merola ne ha anche per la famiglia, "ha sostituito la tavola con il fast food", e quindi ancora un invito ai ragazzi, "l’Italia è un paese di scrittori ma di pochi lettori. Ragazzi, siate cittadini, siate protagonisti, cambiate per non morire dentro".
All’intervento di Don Luigi Merola ha quindi fatto seguito l’intervento del sindaco Nicola Maffei e le domande della platea presente.
L'INCONTRO - L’incontro con Don Luigi Merola rientra nel ciclo di incontri “Insieme verso”, sui quali lo stesso Riccardo Losappio ha voluto dare qualche cenno: "E' un progetto che non vuole essere esaustivo ma che vuole essere un cantiere e un progetto corale che si vuole alimentare con le sinergie delle associazioni riconosciute in unico orizzonte". È stato definito “Prete anticamorra”, anche se lui ama definirsi pescatore, nonché rappresentante di tutti quei sacerdoti che cosi come lui sono in trincea.
"La chiesa non è solo pedofilia, ma esiste anche una chiesa che vuole camminare al fianco della gente", inizia cosi il suo intervento Don Luigi Merola, un intervento che tocca i momenti più drammatici del suo cammino sacerdotale ma che non risparmia altresì di spronare i giovani: "Ragazzi studiate! Ci sono troppi ciuchi. Se vogliamo innalzare questa società bisogna studiare". Il tono è quello di un ragazzo di strada che sa parlare ai ragazzi, con quell’indistinguibile accento napoletano che nonostante la drammaticità degli argomenti riesce ugualmente a strapparti un sorriso.
"L’Italia ha poche idee e addirittura confuse, un po’ come Donna Prassede dei Promessi Sposi. Il computer ci ha impedito di sviluppare un nostro linguaggio. Non è possibile che noi crediamo nell’amicizia virtuale. Siate padroni della vostra vita, la schiavitù nasce quando nasce l’ignoranza".
Droghe e giovani, un triste connubio per Don Merola: "Non esistono droghe leggere e droghe pesanti, esiste la droga quella che sta uccidendo la vostra generazione, e il politico che la vuole legalizzare dovrebbe cambiare mestiere – aggiunge Don Merola, il quale ne ha pure sulla moda – non seguite la moda, la moda fatela voi".
Inevitabilmente l’intervento di Don Luigi non risparmia la politica e la fa citando appunto una frase di Don Tonino Bello: ”Potere del servizio e non al servizio del potere”.
Ma non c’è solo la società di oggi nell’intervento di Don Luigi Merola, c’è soprattutto Napoli, e per spiegare Napoli Don Luigi coinvolge anche i ragazzi seduti in platea. Si parte da quell'oramai lontano 2000. Per passare all’arrivo a Napoli nel quartiere “Forcella”, dove Don Luigi da buon pescatore inizia a togliere giovani dalla strada; quindi l’incontro ravvicinato con la Camorra, ma non solo: il racconto di Don Luigi Merola passa per l’omicidio di Annalisa Durante assassinata il 24 Marzo del 2007 in un agguato camorristico, "toglietevi dalla testa che la Camorra è nobile. Aprite gli occhi, poiché la forza della camorra è anche il nostro silenzio. Per sconfiggere il cancro della camorra bisogna ricorrere alla chemioterapia. Non esistono miracoli, dobbiamo dare una scossa alla nostra vita. Sono stanco di vedere tanti e troppi tifosi della legalità, e pochi giocatori".
Nella parte finale del suo intervento Don Luigi Merola ne ha anche per la famiglia, "ha sostituito la tavola con il fast food", e quindi ancora un invito ai ragazzi, "l’Italia è un paese di scrittori ma di pochi lettori. Ragazzi, siate cittadini, siate protagonisti, cambiate per non morire dentro".
All’intervento di Don Luigi Merola ha quindi fatto seguito l’intervento del sindaco Nicola Maffei e le domande della platea presente.
