Il mio impegno per vincere la sfida della Fiera del Levante
di Gianfranco Viesti. La Presidenza della Fiera del Levante è un onore e una grande responsabilità. E’ la nostra Fiera; la Fiera “dei baresi”. E’ una grande istituzione della nostra storia. E’ un patrimonio collettivo, simbolico e concreto, importante. E’ un racconto lungo ottanta anni, dei risultati raggiunti, come delle illusioni e degli errori. Ma la Fiera è anche un ente in grandissima sofferenza. Lo è per le condizioni esterne, complessive: per la fortissima recessione che stiamo attraversando; per le difficoltà persistenti dell’economia italiana; per il disinteresse crescente allo sviluppo e alle politiche per lo sviluppo del Sud; per le difficoltà delle finanze pubbliche a tutti i livelli. Per la trasformazione epocale del ruolo delle fiere in tutta Europa; per il profondo cambiamento nel significato e nell’utilità delle “esposizioni” nell’era di internet. Lo è per le sue condizioni interne. Per il suo status di ente pubblico, ormai unico in Italia; per il suo quadro di relazioni aziendali storicamente complesso e conflittuale; per il livello molto elevato dei suoi costi fissi; per la forte obsolescenza del suo patrimonio immobiliare; per le grandi difficoltà economiche incontrate da tempo e per la connessa situazione reddituale. Chiunque assuma il ruolo di Presidente della Fiera del Levante non può che essere molto preoccupato. Ma al tempo stesso, non può che essere molto determinato.
Il problema della Fiera del Levante non è gestionale. Non si tratta di fare meglio quello che si è sempre fatto. Questo serve senz’altro: è condizione necessaria, ma non sufficiente. Il problema è strategico. Si tratta di ridefinire che cosa è la Fiera; come è organizzata; che cosa fa e può fare.
L’obiettivo è chiaro: modernizzarne e valorizzarne il patrimonio facendone un pezzo vivo della città; esportare verso altre regioni e l’estero servizi (e creare così posti di lavoro); attrarre visitatori, espositori, congressisti, investimenti. Creare la massima ricaduta possibile sull’economia regionale. Favorire le nostre imprese.
Ho accettato perché penso che vi siano possibilità. Un percorso arduo, da compiere anche in un tempo relativamente breve (di mesi, non di anni), ma possibile. Un percorso che, se riuscirà almeno in parte, produrrà una “Fiera” molto diversa da come noi oggi la conosciamo. Certamente, un percorso che andrà studiato e prog ressivamente realizzato assieme non solo all’interno dell’Ente, non solo con i Soci (Comune, Provincia, Camera di Commercio), ma anche con le imprese e i cittadini, i veri “proprietari” della Fiera. Con lavoro tecnico e professionale; ma anche con conoscenza e discussione pubblica, diffusa. A partire da una riflessione, che offrirò nel giro di un mese prima nelle sedi istituzionali proprie e ai Soci, e poi all’intera opinione pubblica, su che cosa è davvero la Fiera del Levante oggi, su quel che può diventare, sulle scelte che ci sono da fare.
Non ho accettato perché sono certo di farcela. In questo caso, il successo non viene solo con l’impegno e dalle decisioni di singoli, ma viene, se viene, da un’azione collettiva, dell’intera comunità. Da questo punto di vista, sarà un’interes - sante sfida, oltre che personale, collettiva. Ho accettato perché sono determinato a provare. Ci saranno molti ostacoli. Una cosa è certa: non starò fermo a guardarli, cercherò in tutti i modi di superarli. Se si riveleranno invalicabili, non potrò che trarne le conseguenze: non accompagnerò mai la Fiera verso un – purtroppo possibile – declino definitivo. Una strada diversa è possibile. Per imboccarla, serve chiarezza, realismo e senso di responsabilità (da parte di tutti) sulla situazione attuale; coraggio e determinazione sui passi da fare. Da lunedì si inizia.
Presidente della Fiera del levante
(tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno")
Il problema della Fiera del Levante non è gestionale. Non si tratta di fare meglio quello che si è sempre fatto. Questo serve senz’altro: è condizione necessaria, ma non sufficiente. Il problema è strategico. Si tratta di ridefinire che cosa è la Fiera; come è organizzata; che cosa fa e può fare.
L’obiettivo è chiaro: modernizzarne e valorizzarne il patrimonio facendone un pezzo vivo della città; esportare verso altre regioni e l’estero servizi (e creare così posti di lavoro); attrarre visitatori, espositori, congressisti, investimenti. Creare la massima ricaduta possibile sull’economia regionale. Favorire le nostre imprese.
Ho accettato perché penso che vi siano possibilità. Un percorso arduo, da compiere anche in un tempo relativamente breve (di mesi, non di anni), ma possibile. Un percorso che, se riuscirà almeno in parte, produrrà una “Fiera” molto diversa da come noi oggi la conosciamo. Certamente, un percorso che andrà studiato e prog ressivamente realizzato assieme non solo all’interno dell’Ente, non solo con i Soci (Comune, Provincia, Camera di Commercio), ma anche con le imprese e i cittadini, i veri “proprietari” della Fiera. Con lavoro tecnico e professionale; ma anche con conoscenza e discussione pubblica, diffusa. A partire da una riflessione, che offrirò nel giro di un mese prima nelle sedi istituzionali proprie e ai Soci, e poi all’intera opinione pubblica, su che cosa è davvero la Fiera del Levante oggi, su quel che può diventare, sulle scelte che ci sono da fare.
Non ho accettato perché sono certo di farcela. In questo caso, il successo non viene solo con l’impegno e dalle decisioni di singoli, ma viene, se viene, da un’azione collettiva, dell’intera comunità. Da questo punto di vista, sarà un’interes - sante sfida, oltre che personale, collettiva. Ho accettato perché sono determinato a provare. Ci saranno molti ostacoli. Una cosa è certa: non starò fermo a guardarli, cercherò in tutti i modi di superarli. Se si riveleranno invalicabili, non potrò che trarne le conseguenze: non accompagnerò mai la Fiera verso un – purtroppo possibile – declino definitivo. Una strada diversa è possibile. Per imboccarla, serve chiarezza, realismo e senso di responsabilità (da parte di tutti) sulla situazione attuale; coraggio e determinazione sui passi da fare. Da lunedì si inizia.
Presidente della Fiera del levante
(tratto da "La Gazzetta del Mezzogiorno")