Piano di Rientro: Cassano, Vendola e Fiore chiuderanno anche gli ospedali di Gioia e Grumo?
BARI. Non si placano le polemiche in Consiglio regionale pugliese dopo l'approvazione del Piano di Rientro sanitario. Dopo gli strali di ieri lanciati dal Pd, è il Pdl oggi a suonare la carica. In una nota, il vicecapogruppo vicario del Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano, fa trapelare una certa apprensione riguardo "un'inquietante intervista dell’assessore Fiore che la prevista chiusura dei 18 ospedali decisa dalla Giunta Vendola nel Piano di Rientro è solo un ‘antipasto’ e che altri ospedali dovranno chiudere, da un minimo di 3 ad un massimo di dieci. Apprendiamo anche che fra i prossimo tre ospedali da chiudere ci sono Gioia del Colle e Grumo”.
“Questi due ospedali – aggiunge Cassano - si aggiungerebbero ai 7 già in chiusura nel Barese e, anche in questo caso, si tratta di ospedali di Comuni governati dal centrodestra. Siamo ancora in attesa di capire dall’assessore Fiore e dal Presidente Vendola quale sia la loro idea di sanità, cosa vogliano fare degli ospedali da chiudere e, soprattutto, come intendono governare la sanità nei prossimi anni. L’impressione è quella che non riescano a fare altro che prevedere la chiusura degli ospedali, senza raggiungere il pareggio dei conti, ma anzi come si legge sulla stampa odierna, aumentando il deficit delle Asl; senza garantire ai cittadini servizi sanitari alternativi agli ospedali che chiudono, senza tagliare di un euro gli sprechi.
Chiediamo poi all’assessore - conclude Cassano - di tornare in Commissione Sanità a spiegarci il motivo per cui la Puglia sarebbe costretta ad anticipare il secondo step del Piano di Rientro e perché gli ospedali da chiudere continuano ad aumentare. Desolante poi l’atteggiamento dei colleghi consiglieri del Pd e del resto della maggioranza che in Commissione e in Consiglio votano a favore delle chiusure degli ospedali e degli aumenti di tasse e ticket decisi dalla Giunta Vendola e poi vanno nelle piazze a dire che non sono d’accordo”.
Per il consigliere del Pdl Ignazio Zullo è invece "chiaro che il futuro dell’assistenza sanitaria è nella deospedalizzazione, ma in Puglia il futuro rischia di essere la deprivazione di assistenza e servizi se il Governo regionale non mette mano ad una seria programmazione dei servizi territoriali alternativi. Temiamo – aggiunge Zullo – che l’obiettivo della Giunta sia solo quello di mettere una pezza momentanea alle sue inadempienze per garantirsi il trasferimento dei 500 milioni di euro aggiuntivi del Fondo Sanitario Nazionale subordinati al rispetto del Piano di Rientro. Ma per fare questo non possono essere sempre e solo i cittadini a pagare per gli errori di gestione. Quali servizi sono previsti nei Comuni in cui saranno chiusi gli ospedali? Non è dato saperlo. Si legge e si sente, piuttosto, che altri ospedali saranno chiusi. Non capiamo l’ostinazione con cui la Giunta regionale sta procedendo, scaricata anche dalla sua maggioranza.
“Non capiamo - conclude Zullo - perché non si possa procedere, parallelamente alle chiusure, alla programmazione di servizi alternativi e ad una riforma dei meccanismi di controllo di gestione e di verifica della spesa. Non è possibile abbandonare a se stessi i cittadini pugliesi, privarli degli ospedali che ad oggi sono gli unici servizi sanitari presenti in molti territori e costringerli anche, nel frattempo, a pagare tasse e ticket”. Tempi duri, quindi, per l'assessore Fiore, che dovrà dar una risposta a tutte le ansie dei cittadini pugliesi interessati dai tagli con risposte celeri e plausibili.
(Redazione)
“Questi due ospedali – aggiunge Cassano - si aggiungerebbero ai 7 già in chiusura nel Barese e, anche in questo caso, si tratta di ospedali di Comuni governati dal centrodestra. Siamo ancora in attesa di capire dall’assessore Fiore e dal Presidente Vendola quale sia la loro idea di sanità, cosa vogliano fare degli ospedali da chiudere e, soprattutto, come intendono governare la sanità nei prossimi anni. L’impressione è quella che non riescano a fare altro che prevedere la chiusura degli ospedali, senza raggiungere il pareggio dei conti, ma anzi come si legge sulla stampa odierna, aumentando il deficit delle Asl; senza garantire ai cittadini servizi sanitari alternativi agli ospedali che chiudono, senza tagliare di un euro gli sprechi.
Chiediamo poi all’assessore - conclude Cassano - di tornare in Commissione Sanità a spiegarci il motivo per cui la Puglia sarebbe costretta ad anticipare il secondo step del Piano di Rientro e perché gli ospedali da chiudere continuano ad aumentare. Desolante poi l’atteggiamento dei colleghi consiglieri del Pd e del resto della maggioranza che in Commissione e in Consiglio votano a favore delle chiusure degli ospedali e degli aumenti di tasse e ticket decisi dalla Giunta Vendola e poi vanno nelle piazze a dire che non sono d’accordo”.
Per il consigliere del Pdl Ignazio Zullo è invece "chiaro che il futuro dell’assistenza sanitaria è nella deospedalizzazione, ma in Puglia il futuro rischia di essere la deprivazione di assistenza e servizi se il Governo regionale non mette mano ad una seria programmazione dei servizi territoriali alternativi. Temiamo – aggiunge Zullo – che l’obiettivo della Giunta sia solo quello di mettere una pezza momentanea alle sue inadempienze per garantirsi il trasferimento dei 500 milioni di euro aggiuntivi del Fondo Sanitario Nazionale subordinati al rispetto del Piano di Rientro. Ma per fare questo non possono essere sempre e solo i cittadini a pagare per gli errori di gestione. Quali servizi sono previsti nei Comuni in cui saranno chiusi gli ospedali? Non è dato saperlo. Si legge e si sente, piuttosto, che altri ospedali saranno chiusi. Non capiamo l’ostinazione con cui la Giunta regionale sta procedendo, scaricata anche dalla sua maggioranza.
“Non capiamo - conclude Zullo - perché non si possa procedere, parallelamente alle chiusure, alla programmazione di servizi alternativi e ad una riforma dei meccanismi di controllo di gestione e di verifica della spesa. Non è possibile abbandonare a se stessi i cittadini pugliesi, privarli degli ospedali che ad oggi sono gli unici servizi sanitari presenti in molti territori e costringerli anche, nel frattempo, a pagare tasse e ticket”. Tempi duri, quindi, per l'assessore Fiore, che dovrà dar una risposta a tutte le ansie dei cittadini pugliesi interessati dai tagli con risposte celeri e plausibili.
(Redazione)
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