Yara: isolate tracce di Dna dell'assassino sul cadavere. Verità o bufala?

di Roberta Calò. Ricompaiono sullo sfondo della scena i genitori della piccola Yara Gambirasio, rinchiusi nel proprio dolore e apparsi nei mesi passati solo per un appello televisivo. I coniugi della famiglia Gambirasio, come definita da Don Corinno “Una famiglia distrutta, chiusa nel dolore”, ora salgono le scale della Procura di Bergamo mano nella mano; lei si nasconde dietro un paio di occhiali neri, lui la protegge dai flash. Il colloquio ha avuto luogo il 9 marzo alle 10.30 nell'ufficio del sostituto procuratore in piazza Dante a Bergamo.
Non sono stati resi i motivi di questa visita; Fulvio e Maura si sono solo lasciati sfuggire un filo di voce: “Vogliamo solo riportarla a casa”.
Nessuna indiscrezione è giunta all’esterno; il pubblico ministero Letizia Ruggeri si è limitata a commentare: “Non li ho convocati io e non ho nulla da dire. Anzi dovreste spiegarmi dove sta l'interesse pubblico nel sapere queste cose. Per avere i risultati ci vorranno settimane”.
Il sindaco di Brembate dal canto suo ha evidenziato come la speranza di vita si sia spenta ma si resta comunque in una situazione di attesa: “Dopo tanta vana attesa durante le ricerche di Yara, ora siamo di nuovo in attesa, questa volta del suo funerale”; le ricerche questa volta non mirano al ritrovamento di un corpo ma all’incipit di un percorso che conduca alla giustizia: “È come stare in sospensione, ma comunque va bene se questo è utile alle indagini. L'importante è che alla fine ci sia una risposta positiva”.
Alla luce di questo sarebbe giusto, come ha affermato anche il criminologo Massimo Picozzi, sgomberare la strada da tutte le “parole in libertà”. L’esperto, poi, si è addentrato nella spiegazione sulle modalità con cui poter delineare il profilo di un killer: “Si parte da tre elementi: l'analisi della vittima, le tracce sulla scena del crimine e il confronto con casi precedenti. Se Yara è stata strangolata si riscontrerà la frattura dell'osso ioide, ma se è stata soffocata, premendole le mani sulla bocca, dopo tutto questo tempo i segni non ci saranno più. Anche il momento della morte sarà difficile da stabilire. Le indicazioni potrà darle il terreno, e non è un caso che la dottoressa Cattaneo si sia mossa con un'équipe di botanici, archeologi ed entomologi. Se Yara avesse sotto le unghie il terriccio del campo di Chignolo, significherebbe che è stata uccisa lì. Altrimenti potrebbe essere stata uccisa in un altro posto e poi trasportata a Chignolo. É importante per questo stabilire se c'è sangue nel terreno, e in che quantità. Se ci sono ferite sul corpo, è fondamentale sapere se sono state provocate da un coltello da cucina o da un coltellino svizzero. Questi particolari cambiano tutto il quadro dell'omicidio”. Conclude la sua spiegazione palesando il suo punto di vista in merito alle dinamiche relative al caso della giovane ginnasta: “Se portano al cantiere, vuol dire che Yara ci è arrivata o è stata scaricata lì”.
Intanto dall’inviato di NewsMediaset Enrico Fedocci giungono indiscrezioni nel corso della trasmissione “Studio Aperto” circa la possibilità di una possibile traccia di Dna isolato sul corpo della piccola Yara; la notizia è stata malamente accolta dal procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni, il quale ha commentato: “Non mi risulta: stiamo lavorando, tutto è possibile”.
Al momento gli unici dati certi restano quelli già noti agli organi di stampa e all’opinione pubblica ribaditi oggi da uno degli investigatori coinvolti nelle indagini: “Nessuna violenza sessuale, ma sulle altre indiscrezioni non c'è nessuna conferma” e da un inquirente: “Stiamo continuando ad ascoltare persone, al momento non c’è nessun indagato”.