Yara: l'assassino potrebbe essere una donna

di Roberta Calò. Ancora un’altra ipotesi si affaccia sul caso di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta scomparsa di Brembate Sopra dal 26 Novembre il cui corpo è stato ritrovato solo di recente nella zona di Chignolo d’Isola.
Quella che circola è l’idea che l’assassino potrebbe essere una donna; in realtà sono numerose le illazioni. Nulla di verificato finchè non giungeranno i referti medici dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo e degli studi tecnici di botanica forense che si stanno concentrando sui pollini e sui resti organici raccolti nelle vicinanze e sul corpo della minore.
Le indagini proseguono anche su altri fronti: riparte la sequela degli interrogatori e indiscrezioni non confermate parlano di dieci persone di cui sarebbe disponibile il Dna prelevato a loro insaputa, tramite bicchieri, tazze di caffè o sigarette. La prova non rivestirebbe un valore legale ma potrebbe spalancare le porte a nuove piste sulle dinamiche e sull’autore dell’omicidio.
Intanto la previsione di un funerale che si sarebbe dovuto svolgere a metà di questa settimana, sembra slittare alla settimana prossima. Probabilmente la cerimonia non potrà essere celebrata prima della conclusione degli accertamenti scientifici. In attesa della funzione la cui data resta ancora da stabilire, è stata fissata per sabato una fiaccola commemorativa per la piccola ginnasta: il corteo partirà alle 20:30 dal sagrato della chiesa parrocchiale e attraversa il paese fino a raggiungere via Bedeschi, luogo del ritrovamento.
Commozione e messaggi di solidarietà giungono anche dal mondo dello sport; prima della partita Atalanta Novara i tifosi hanno voluto ricordare Yara e Daniel Busetti, il giovane morto per assideramento nei boschi di Baldissero Canavese. La curva Sud ha mostrato un messaggio: “Tanta è l'angoscia e inutili sono le parole, ciao Yara ciao Daniel”, la curva Nord ne ha mostrato un altro: “Non tutti meritano di vivere, nemmeno la pena di morte può bastare... Ora lasciatela riposare in pace”.
Federica Pallegrini, invece, dopo aver stabilito il primato sui 400 stile libero ha rivolto un pensiero alla povera Yara: "Come si può fare tutto questo a una bambina? Spero che riescano a trovare questo o questi mostri; spero che la giustizia faccia il suo corso e spero fortemente in una pena esemplare. Non dobbiamo lasciare che tutto questo possa accadere di nuovo". I suoi tifosi hanno esposto lo striscione: "Ciao Yara".
Solo insensibili polemiche giungono invece dal mondo della politica. All’attacco della Santanchè, che nei giorni scorsi aveva dichiarato: “Se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell’Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva”, la capogruppo democratica nella commissione giustizia della Camera, Donatella Ferranti, ha risposto: “Il governo dovrebbe richiamare il sottosegretario di Stato Santanchè che ieri ha fatto dichiarazioni gravissime e vergognose contro la procura di Bergamo. Il silenzio dell’esecutivo, specie quello dei ministri Maroni e Alfano, è ancora più grave perché non è tollerabile che un sottosegretario istighi l’odio strumentalizzando i sentimenti di commozione degli italiani su un caso che dovrebbe restare al di fuori dalla competizione politica. Quello della Santanchè è un comportamento istituzionale a dir poco imbarazzante”. Una nota della Procura di Bergamo ha invece affermato: “Crediamo che l'onorevole Santanché di fronte a questo tragico evento abbia perso una buona occasione per restare in silenzio, come ha fatto quest'ufficio dal 26 novembre 2010”.
L’esponente del Pd ha controbattuto: “Rivendico la libertà di critica per un'indagine che si è dimostrata finora inadeguata. Mi sorprende che un alto rappresentante di questa casta voglia zittire un rappresentante del governo, quando i suoi colleghi intervengono quotidianamente e pubblicamente su questioni politiche e legislative che non dovrebbero riguardarli. Adesso mi aspetto che oltre al mio silenzio chieda anche le mie dimissioni”.