Barletta, speciale amministrative 2011: intervista al candidato Adriano Antonucci(Sel)

di Nicola Ricchitelli. Un saluto ad Adriano Antonucci – candidato al consiglio comunale con Sinistra Ecologia e Libertà. Signor Antonucci, quali i motivi di questa sua candidatura? Cosa ha da dare alla città di Barletta e alla politica? Quali le sue esperienze politiche che ha da mettere sul piatto a giustificazione della sua candidatura?

R:«Salve a tutti, vorrei cominciare a rispondere riprendendo quello che è stato il punto di partenza della mia esperienza politica. Seppur sin dalla prima adolescenza la politica mi abbia sempre interessato posso individuare nella mia candidatura alle scorse elezioni provinciali nella lista Sinistra per la BAT l’inizio vero e proprio della mia esperienza di politica attiva. Sinistra per la BAT rappresentava l’embrione, nel nostro territorio di quella che oggi è Sinistra Ecologia e Libertà un progetto, che come tutti sappiamo è incarnato dal presidente della regione Vendola e si propone di racchiudere finalmente tutta la sinistra in un’unica organizzazione. Dopo quella candidatura ho sempre fatto parte del direttivo cittadino di SEL, ho partecipato attivamente alla straordinaria esperienza della Fabbrica di Nichi in occasione delle scorse elezioni regionali, successivamente sono entrato nel direttivo provinciale di SEL, e sempre a livello provinciale ho assunto l’incarico di responsabile della sezione lavoro del partito. Infine nel congresso cittadino del 17 dicembre sono stato investito del ruolo di vice coordinatore di SEL Barletta. Il seguito di questo breve ma intenso percorso non può che essere la candidatura al consiglio comunale. A mio modesto parere è arrivato il momento per noi giovani di metterci in gioco, assumerci il compito di costruire una Barletta migliore, che possa rispondere sempre di più alle esigenze di un’ economia, di una cultura, di un mondo in continua evoluzione. E quale miglior modo di mettersi in gioco se non candidarsi, per poter chiedere ai cittadini la possibilità di mettere in pratica le proprie idee? Io credo in una città che basandosi sull’asse cultura e turismo possa finalmente spiccare il volo verso un futuro florido. Solo seguendo questa linea direttrice si riuscirà ad uscire dalla crisi ed a realizzare i posti di lavoro necessari per evitare che i giovani viaggino con un biglietto di sola andata».

D: Ci riassuma in breve i punti programmatici attraverso i quali Barletta può migliorare.

R:« Il punto cardine da cui la prossima amministrazione deve ripartire per migliorare Barletta è, come accennato nella precedente risposta, senza dubbio il lavoro. La prossima amministrazione deve assumersi il compito di creare stabilità, un intervento da attuare a tal proposito potrebbe essere ad esempio l’introduzione del reddito minimo garantito, che andrebbe realizzato razionalizzando tutti gli interventi di assistenza che il comune già eroga. Tale reddito permetterebbe ai giovani di accedere al mondo del lavoro senza il ricatto costante dei contratti a tempo determinato, ma anche ai pensionati ed ai disoccupati di avere una vita più dignitosa. Tale intervento va certamente collegato alla realizzazione di un polo universitario che andrebbe a rafforzare il legame imprescindibile tra formazione e professionalità. Altro tema fondamentale è quello ambientale, con interventi mirati alla mobilità sostenibile da attuare con il potenziamento dei trasporti pubblici ed un rafforzamento delle aree di parcheggio (si prenda ad esempio il park &ride di Bari) si possono ridurre di moltissimo le emissioni inquinanti. Questo tipo di intervento va senza dubbio collegato ad un controllo delle emissioni delle nostre fabbriche (Timac o cementeria) che ormai sorgono nel centro cittadino. Il tutto farebbere da ulteriore propulsore all’imprescindibile sviluppo turistico culturale per altro ben rappresentato dal progetto FRONTE MARE. Infine è assolutamente necessario riqualificare le periferie dotandole di nuovi servizi e rafforzando quelli già presenti».
D: Incubi quali manifesto selvaggio e compravendita del voto sembrano affiorare anche in questa campagna elettorale. La compravendita del voto è da considerarsi sintomo di mancanza di fiducia nei confronti della politica? Mancanza di cultura o solo malcostume? Come risolverebbe lei la questione del manifesto selvaggio?

R:«Da un po’di anni a questa parte in occasione di qualsiasi campagna elettorale ci troviamo dinanzi a fenomeni deprecabili come la compravendita del voto o l’affissione selvaggia. Volendo fare una riflessione sul primo, mi viene in mente quel che è successo il 14 dicembre in parlamento in occasione del voto di fiducia per il governo Berlusconi che come tutti sappiamo ha prevalso per pochi voti di Deputati (chiamati poi emblematicamente responsabili) che da un momento all’altro, per motivi oscuri si sono ritrovati dall’essere oppositori all’essere sostenitori del governo. Dinanzi a tale spettacolo, io mi chiedo, perché un cittadino dovrebbe farsi scrupoli di vendere il proprio pensiero? Se è già colui che dovrebbe rappresentarlo il primo a farlo? Forse le mie sono parole un po’ dure ma è ciò che credo. Bisognerebbe perciò cominciare a riscoprire il valore del voto, dell’esprimere liberamente il proprio pensiero perché è stata una conquista sofferta ed è costata tante vite nel corso del secolo appena trascorso. Quello del manfiesto selvaggio è un fenomeno per me direttamente collegabile al primo. In un Paese dove ormai le regole sono un optional soprattutto per i più facoltosi, e dove l’affissione selvaggia può essere condonata versando soli 1000 euro, apporre un manifesto su qualsiasi muro viene spontaneo. Che si cominci allora a fissare regole più precise, a punire più duramente i trasgressori perché si comprenda che i muri della città sono l’arredamento della casa di tutti noi e non credo che questi signori imbratterebbero mai i muri delle loro case con dei manifesti».

D:Volendo dare un voto all’amministrazione Maffei, che voto darebbe? Sono più gli obiettivi raggiunti o quelli mancati? Nel caso di vittoria, quali saranno gli elementi di continuità rispetto ai cinque anni appena passati e quali quelli di rottura?

R:«Il giudizio che do all’amministrazione Maffei è senz’altro positivo. Nel primo mandato di governo un’amministrazione deve avere il tempo di progettare e gettare le basi per il secondo mandato che secondo me è una naturale conseguenza di cinque anni di buon operato. Senza dubbio si può affermare che in questi 5 anni Barletta è cresciuta. Si pensi a Palazzo della Marra e le sue mostre che ormai attraggono visitatori da tutto il mondo, si pensi ai cantieri per l’eliminazione dei passaggi a livello che sono effettivamente partiti o anche alla realizzazione di infrastrutture quali l’orto botanico o il piccolo campo sportivo Manzi-Chiapulin. Molto ancora si può fare come ho affermato nelle precedenti risposte e di certo un elemento di rottura con il passato deve essere la realizzazione di progetti con la più larga partecipazione possibile della cittadinanza che tramite assemblee e tramite il contributo delle moltissime associazioni presenti in città deve poter dare il proprio supporto alla costruzione di una Barletta migliore, più di quanto non sia stato fatto sino ad ora».

D: Signor Antonucci, quale la sua opinione in merito alle tante candidature alla carica di sindaco e i circa 700 candidati al consiglio comunale? A suo modo di vedere, così tante candidature sono sintomo di un bipolarismo ormai allo sfascio e che quindi sta smarrendo con il passare dei giorni la propria identità o siamo dinnanzi ad una sorta di politicanti allo sbaraglio in cerca di gloria?

R:« Le innumerevoli candidature a sindaco ed al consiglio comunale racchiudono entrambe le ipotesi da lei espresse nella domanda. Secondo me in Italia un vero bipolarismo non c’è mai stato. Il tentativo di Veltroni di realizzare un PD autosufficiente è venuto meno, non si può prescindere dalla Sinistra. Il bipolarismo può nascere solo se davvero si riuscirà ad unire tutte le anime della sinistra ed è quello che SEL vuole realizzare. D’altra parte però la compattezza della coalizione di centro-sinistra a Barletta per queste amministrative rappresenta un buon segnale, mentre visitando il sito della candidata del centro destra potrete scorgere ben 18 simboli! Beh credo non ci possa essere un messaggio più chiaro. Lei ipotizza anche la possibile presenza politicanti allo sbaraglio in cerca di gloria, beh sono parole abbastanza forti, ma non mi sento però di escludere tali presenze perché di sicuro nelle elezioni amministrative si manifesta anche la volontà di chiunque di esporsi per cercare di comprendere quale possa essere il proprio consenso anche se non supportato da idee politiche ben chiare, tutto questo porta ad un tale numero di candidati».

D: Dieci candidati sindaci, ma sarà ben più numeroso l’esercito degli aspiranti al consiglio comunale. Vota Adriano Antonucci perché?

R:« Vota Adriano Antonucci perché è giunta l’ora di voltare pagina, perché c’è bisogno di energie nuove, di idee chiare e di passione. C’è bisogno di realizzare un progetto che possa dirsi di Sinistra, laddove sinistra sta per attenzione al lavoro, al sociale, alla cultura, alla tolleranza ed alla solidarietà, all’ambiente ed al rispetto delle regole. Io credo di poter rappresentare tutto questo. Per una Barletta migliore vota Adriano Antonucci»

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