"Il nucleare? La barzelletta sconcia di Berlusconi"

BARI. "Chissà se anche i giudici della Corte di Cassazione rideranno all’ultima barzelletta di Berlusconi che questa volta ha esternato sul nucleare invece che su donne e sesso. In verità c’è ben poco da ridere davanti alla affermazione che la modifica della legge sul nucleare non dipende da un ripensamento finalizzato alla sicurezza, come accade in Germania, o alla necessità di valutare attentamente la catastrofe giapponese, ma solo dalla volontà di prendere in giro gli italiani cancellando il referendum grazie all’abrogazione temporanea della norma". Lo ha detto in una nota il presidente del gruppo Sel, Michele Losappio, in riferimento alle dichiarazioni del premier Berlusconi sulla inderogabilità del rilancio del nucleare in Italia.
"La parte più sconcia, tuttavia, - sottolinea Losappio - è quella che il Premier riserva solo ai suoi fedelissimi quando, sondaggi alla mano, racconta che solo così, puntando sul mancato quorum, può cavarsela nel referendum sulla giustizia e quindi per tale lungimirante obiettivo si può rinviare nucleare, acqua e quant’altro".
"Evidentemente - conclude Losappio - il sostenitore più convinto della sovranità popolare ha cambiato idea: meglio non votare, né per un nuovo parlamento e neanche per i referendum".