Recensione: The Black Swan (Il cigno nero)

di Giuseppe Defeudis. Il lago dei cigni di Čajkowskij è il contesto in cui si articola la storia di una legiadra e dolce ballerina (Natalie Portman – “Heat, la sfida”, “Zoolander”, “Brothers”) che, appena scelta come nuova etoile della rappresentazione, inizia un percorso psicofisico a dir poco eccezionale. Sua madre, Barbara Hershey ( “Un giorno di ordinaria follia”) , una sua collega (Mila Kunis, “Codice:Genesi”, “Notte folle a Manhattan”) e il suo maestro perfezionista Vincent Cassel (“Nemico
pubblico n.1”, “Ocean’s twelve”) sono le molle che faranno scattare, nella splendida danzatrice, azione e reazioni che, inevitabilmente, condizioneranno la sua storia e quella di chi la circonda. Natalie Portman è il vero motore di questo film che ha ricevuto tanti consensi ma poca attenzione da parte dell’Accademy. Il suo regista, Darren Arovofsky (“The wrestler”), è riuscito ad incantare, con un bel supporto dal reparto “effetti speciali”, il pubblico coinvolto da una valutazione introspettiva della protagonista non facilmente riscontrabile in altri lavori.
Voto7