Bari-Lecce: un derby dai nervi tesi, il San Nicola a rischio guerriglia
di Nicola Zuccaro. Bari - Lecce ha confermato di essere quella gara dalla temperatura elevata non solo perchè è coincisa con una Domenica da trascorrere al mare, ma anche per la tensione che ha dominato prima, durante e dopo il derby di Puglia per antonomasia. Quando la gara ha da poco superato la prima mezz'ora di gioco della ripresa, dalla curva nord un tifoso barese ha lanciato dei petardi verso il terreno di gioco al punto da indurre l'arbitro, il sig. Morganti da Ascoli Piceno, a sospendere per 2' la gara. Una sospensione che ha rischiato di protrarsi sino a poter concludere anticipatamente l'incontro che, in virtù dei 45' di giuoco già disputati, avrebbe potuto assegnare a tavolino per 3-0 la vittoria al Lecce. Così fortunatamente non è stato grazie anche alle rassicurazioni espresse a Morganti da parte del segretario generale del Bari, Pietro D'Oronzo, entrato in campo per quest'opera di convicimento nei riguardi del Direttore di Gara. Non finiva quì.
Lungo l'ultimo quarto d'ora un corteo di tifosi si è diretto dalla curva nord verso la curva sud attraversando la tribuna est. Puntuale alla luce di questo insano gesto, inspiegabile agli occhi del pubblico presente nella dirimpettaia tribuna ovest, è stato la seguente domanda: dove erano le forze dell'ordine? Sarà stato un miracolo del vescovo di Myra a cui è intitolato lo stadio se la situazione non è degenerata in dei tafferugli che avrebbero potuto macchiare di sangue un derby mediocre per il gioco espresso sul rettangolo barese?
Il pianto di un bambino, presente in tribuna d'onore, ha preannunciato quel clima al limite della guerriglia che si è respirato all'uscita dello stadio. Agenti della polizia di Stato in assetto antisommossa hanno presidiato sin dall'alto delle garritte collocate in cima ai mezzi blindati l'ingresso riservato ai bus delle due squadre.
Questa lunga giornata carica di tensione, scandita dal sorvolo di un elicottero della polizia, si è conclusa intorno alle 18.20 circa, quando la situazione è tornata alla normalità. Resta comunque da domandare alle competenti autorità se il piano per l'ordine e per la sicurezza pubblica abbia funzionato a dovere.
Lungo l'ultimo quarto d'ora un corteo di tifosi si è diretto dalla curva nord verso la curva sud attraversando la tribuna est. Puntuale alla luce di questo insano gesto, inspiegabile agli occhi del pubblico presente nella dirimpettaia tribuna ovest, è stato la seguente domanda: dove erano le forze dell'ordine? Sarà stato un miracolo del vescovo di Myra a cui è intitolato lo stadio se la situazione non è degenerata in dei tafferugli che avrebbero potuto macchiare di sangue un derby mediocre per il gioco espresso sul rettangolo barese?
Il pianto di un bambino, presente in tribuna d'onore, ha preannunciato quel clima al limite della guerriglia che si è respirato all'uscita dello stadio. Agenti della polizia di Stato in assetto antisommossa hanno presidiato sin dall'alto delle garritte collocate in cima ai mezzi blindati l'ingresso riservato ai bus delle due squadre.
Questa lunga giornata carica di tensione, scandita dal sorvolo di un elicottero della polizia, si è conclusa intorno alle 18.20 circa, quando la situazione è tornata alla normalità. Resta comunque da domandare alle competenti autorità se il piano per l'ordine e per la sicurezza pubblica abbia funzionato a dovere.
