“Indi Cinema”: quando l’ unione fa la forza che cambia tutto, anche sul set


di Michele Tedesco.
Il cinema è fatto di attori, registi, tecnici, pellicole e statuette, ma anche, e soprattutto, di budget, che quasi sempre divengono il discriminante per la buona o la pessima riuscita di un progetto cinematografico. In Italia, attualmente il “sistema” spegne qualsiasi speranza di ogni filmaker, che spesso si trova a dover scegliere se aspettare a braccia conserte, confidando in una eventuale manna dal cielo, o lanciarsi in improbabili imprese. Il 5 maggio scorso qualcosa però si è mosso in tale prospettiva. Attori, registi, produttori, sceneggiatori, tecnici, raggruppati sotto quelle che erano le sigle di AGPC, ANAC, Artisti 7607, Artisti Indipendenti 2010, Consequenze Network, FIDAC, PMI Cinema, Articolo21, ARCI/UCCA, Federconsumatori , SNCCI, hanno dato vita alla Federazione “INDI CInema”. Il progetto, ideato dal giovane filmaker Roberto De Feo, ha come obbiettivo quello di realizzare un circuito produttivo e distributivo multipiattaforma di cinema indipendente, attraverso quella che, gli stessi ideatori, chiamano “rete della creatività”. L’ innovazione sarà innanzitutto nella prospettiva della trasparenza finanziaria, l’innovazione linguistica e tecnologica, la riconquista di un pubblico, non più passivo fruitore, ma spettatore consapevole della propria partecipazione a un dialogo attivo di rinnovamento culturale. Per quanto riguarda l’ ambito produttivo, viene proposto un modello a pianificazione triennale, che prevede la produzione di almeno 45 film e 24 documentari, per ciascun anno solare. I film dovranno essere realizzati ad un costo industriale massimo di 600.000 euro definibili “a micro budget”. I documentari ad un costo massimo di 125.000 euro, per quella che si prospetta come una dimensione finanziaria realistica in funzione degli attuali assetti e congiunture. Aumentare i livelli quantitativi della produzione, assicurare un sostanziale aumento dell’occupazione che riguarda tutto il processo produttivo, offrire una più ampia possibilità d’accesso per la creatività nelle sue varie forme, garantire una maggiore valorizzazione della formazione, sono le innovazioni necessarie per il processo produttivo. L’investimento privato avverrà nel momento in cui produttori, artisti, autori e professionisti dovranno ritrovarsi a collaborare per a realizzazione del film nella totale condivisione del progetto. L’investimento pubblico deve rivestire un ruolo centrale nel sostegno e nel compito di selezione. La doppia finalità, culturale e industriale, comporta il coinvolgimento dei due ministeri di riferimento: il MIBAC e il MISE con l’istituzione di appositi Fondi Speciali che non siano limitati solo alle opere prime e seconde. Per tutto questo però si richiede il superamento delle norme imposte dal Reference System.