A Lecce la Biennale dello Spazio Pubblico

LECCE. Il modello-Lecce sbarca con successo alla prima edizione della Biennale dello Spazio Pubblico, promossa dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, svoltasi a Roma dal 12 al 14 maggio scorsi. L’assessorato all’Urbanistica del Comune ha offerto il proprio significativo contributo illustrando il percorso amministrativo che ha accompagnato il Recupero Ambientale dell’Aera Urbana ex cave di Marco Vito: area a verde attrezzato “primo stralcio della rete ecologica relativa al quartiere Leuca” e del progetto “BHC –Building Healthy Communities – Costruzione di Comunità Salutari”.
Due progetti portati ad esempio come rigenerazione delle periferie urbane. Un tasto sul quale da tempo sta battendo con forza l’Amministrazione Comunale per sviluppare aree degradate , ridare loro una nuova connotazione urbanistica e, soprattutto, un nuovo respiro sociale. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita degli abitanti “aprendo” i quartieri degradati al resto della città e alla promozione della coesione sociale.
I processi di riqualificazione degli spazi pubblici, influendo sulla qualità della vita degli abitanti, sul loro senso di appartenenza ai luoghi e di sicurezza, possono, infatti, costituire un fattore decisivo nella riduzione delle disparità tra quartieri ricchi e poveri, contribuendo a promuovere la coesione sociale. In questo senso i progetti presentati dagli architetti del Comune di Lecce (Benedetta Marangio, Emanuela Marulli e Tiziana Marra (in rappresentanza dell’architetto Luigi Maniglio) hanno colto nel segno ricevendo apprezzamenti da colleghi e addetti ai lavori che hanno preso parte alla Biennale, un evento che non è isolato e che va ben al di là dell’aspetto squisitamente culturale per porsi come punto di riferimento e confronto tra le forze sociali e produttive di una città
Ma vediamo in dettaglio qual è il percorso che ha caratterizzato i progetti del Comune di Lecce presentati dalla delegazione di professionisti leccesi.


Rigenerazione urbana quartiere Leuca.

L’ Amministrazione Comunale di Lecce ha deciso nel 2008 di sottoporre ad un programma di “rigenerazione urbana”, l’ambito territoriale del “Quartiere Leuca”, che sulla base di consultazione pubblica si configura come la parte di città più fortemente degradata. Inoltre risulta rispondente alle finalità e contenuti della strategia definita dalla legge Regionale 21/2008.
Il “Quartiere Leuca” è ubicato nella zona periferica di Lecce a ridosso della linea ferroviaria. Il programma di rigenerazione ha avuto come esito progettuale quello di collegare il parco lungo la via Corvaglia detto “Tafuro” e le cave esistenti tra Via dei Ferrari e Via San Cesario. I lavori sono partiti con l’evento partecipativo denominato “ Scusi per via Leuca?”.
Il laboratorio si è basato sul coinvolgimento degli abitanti con l’obiettivo di creare una rete capace di determinare delle trasformazioni non solo culturali ma al tempo stesso anche dello spazio vissuto. La strategia di coinvolgimento adottata ha puntato sull’azione delle associazioni culturali e ha stimolato i partecipanti a formare gruppi di lavoro, infatti sia le associazioni che il gruppo dei consulenti tecnici (i cosiddetti Lua) hanno invitato gli abitanti del quartiere al “Planning for real”. Ovvero un mezzo concreto attraverso il quale gli attori del processo hanno potuto esprimere esigenze e proposte avendo a disposizione un plastico dell’area d’intervento. Ogni persona è chiamata a posizionare delle carte progetto direttamente sul plastico in corrispondenza del luogo dove intende realizzare l’intervento, esprimendosi sulle cose più importanti da realizzare. I cartoncini vengono poi raccolti ed elaborati mediante una sintesi che migliora ed arricchisce il progetto. Dalla raccolta di questi dati sono state individuate delle aree con maggiore concentrazione di bisogni ed esigenze che diventeranno luoghi privilegiati d’intervento.
L’altro aspetto su cui si concentra la rigenerazione la possibilità riguarda la possibilità di ricostruire una rete ecologica che coinvolga un’ ampia area della città. Dalla strada statale 16 Lecce-Maglie arriva alla zona delle Cave di Marco Vito e finisce verso il centro storico nei pressi del monumento ai Caduti, presso Porta San Biagio.
Vengono individuate tutte le strade che potrebbero assumere una diversa identità fisica attraverso l’inserimento di piante autoctone e ripensamento del fondo stradale e delle attrezzature disseminate lungo il percorso.
Ad esempio uno slargo senza forma (Via Puccini) viene rivisto e progettato come piazza e le cava, già in parte rinaturalizzate, diventano un complesso sistema ambientale che potrebbe costituire un grande parco della città e diventare ricucitura fra centro e nuove espansioni.

Progetto BHC (Building Healthy Communities)

Le rete Building Healthy Communities (BHC) è costituita da un partenariato di 10 città provenienti da sette Stati membri dell'UE che hanno lavorato insieme al fine di capitalizzare le conoscenze e le pratiche urbane sui fattori che influenzano la salute e per creare opportunità per le città di formare e attuare le politiche per la salute dei loro cittadini.
Il principale risultato del progetto BHC sarà lo sviluppo di 10 Action Plan locali (LAP), quali proposte progettuali concrete per possibili finanziamenti derivanti da Fesr, Fse o altre fonti nazionali o europee. Il progetto utilizza un approccio partecipativo e “bottom up” (proveniente dal basso), attraverso il coinvolgimento attivo di un Gruppo di Supporto Locale che riunisce gli stakeholders locali per l’elaborazione del Piano di Azione Locale.
Una delle problematiche affrontate all’interno del piano di azione della città di Lecce è quella relativa alla localizzazione dei tralicci di alta tensione. Questi di fatto risultavano, sulla base del tessuto edificato all’epoca del loro impianto, tutti ubicati all’esterno del centro abitato (attuale periferia) e pertanto non creavano alcun problema di interferenza sulla vivibilità delle zone né, tanto meno, alcuna conseguenza e ricaduta sulla salute dei residenti. A distanza di alcuni decenni la situazione si è totalmente modificata grazie allo sviluppo delle aree residenziali (e non) dell’intera città che ha determinato, in attuazione delle previsioni dello Strumento Urbanistico Generale, una crescita del tessuto edificato che è andato ad inglobare le aree interessate dalle servitù di tali tralicci di alta tensione.
La situazione sulla quale l’amministrazione si trova a confrontarsi è quella di rispondere con adeguati provvedimenti di tutela della salute dei cittadini mediante l’eliminazione degli elementi tecnologici che creano dannosi campi elettromagnetici; obiettivo questo che può essere raggiunto mediante l’interramento delle stesse linee di media e alta tensione attraverso un progetto, appunto, da predisporre in collaborazione con gli Enti gestori e con le altre Istituzioni operanti sul territorio.
Le aree individuate per la sperimentazione di nuove pratiche urbane connesse alla rigenerazione urbana e al decoro sono: il centro storico, dove alcuni interventi sono stati compiuti - e il comparto 45. Gli obiettivi da raggiungere sono principalmente: ridurre il campo elettromagnetico legato all'inquinamento elettromagnetico, particolarmente elevata nella zona target 45dove è presente una sub stazione ENEL; ragioni estetiche rafforzate dalla degradazione elevata di alcuni edifici del centro storico; rigenerazione e miglioramento del city out look; primo step per una pianificazione futura nella zona 45 ed altri quartieri periferici; miglioramento della qualità della vita nella zona target/sviluppo sostenibile
I piani di azione a Lecce prevedono le seguenti azioni: circa 3584m di cavi già interrati; circa 2079m sono stati pianificati (comunque altri 12400m necessitano di essere interrati per completare l’intervento nel centro storico); eliminazione della sub-stazione ENEL,della linea in ingresso adalta tensione (150000V) e di diverse linee a media tensione (20000V); pianificazione della gestione delle linee interrate tramite sistemi remoti; sistemi hardware/software per il controllo remoto e per l’acquisizione dei dati; management e monitoraggio; ottimizzazione del consumo di energia; archiviazione dei dati storici e report e, infine, gestione delle emergenze,del rischio elettrico e dei guasti.