Lecce, la Chiesa Matrice Maria SS. Assunta di Uggiano Montefusco sarà consacrata
di Dany Martini. Arriva una bella notizia per la cittadina di Uggiano Montefusco. Don Salvatore Rubino, parroco della Chiesa Matrice Maria SS. Assunta ha annunciato la cosiddetta “Dedicazione della Chiesa”. Il rito di consacrazione avverrà lunedì 30 maggio alle ore 19 alla presenza di Vescovo di Oria, monsignor Vincenzo Pisanello.
Per quanto riguarda questa chiesa, 217 anni fa fu solo benedetta per facilitare il trasferimento delle funzioni religiose dalla piccola Cappella di San Nicola, dove erano state provvisoriamente svolte le funzione per tutto il tempo della costruzione della Chiesa Grande.
Impegno ed entusiasmo si sta manifestando nel coinvolgere l’intera comunità per un evento di tale importanza, avviando innanzitutto una raccolta di foto, video e testimonianze scritte di tutta la storia dell’edificio che ha ospitato preghiere e sacramenti degli uggianesi da due secoli fino ad oggi.
Per l'occasione abbiamo intervistato don Salvatore Rubino ponendogli alcune domande relative alla dedicazione di una chiesa:
D. La Chiesa Matrice Maria SS. Assunta è stata benedetta e non Dedicata. Le norme e la prassi della Chiesa prevede la Dedicazione dopo la Benedizione?
R. Terminata la costruzione di una chiesa o di un oratorio pubblico, prima che si possa celebrare la messa, si deve procedere alla cerimonia della benedizione. Questa funzione non è riservata al vescovo; ma un sacerdote non può compierla senza il permesso dell'Ordinario. La benedizione intende attirare la protezione divina sul luogo, affinché il culto possa essere dato a Dio senza i disturbi dell’avversario, e perché il Signore sia munifico verso coloro che in quel luogo pregano.
Quindi i sacramenti, le benedizioni, il culto svolto nella attuale costruzione sono sempre stati atti graditi a Dio e utili alla crescita della comunità dei fedeli. Un luogo benedetto, a rigore, potrebbe essere dedicato in seguito ad altro scopo. Questo succede abbastanza spesso quando si intende costruire una Chiesa in un nuovo quartiere. Per non lasciare i fedeli privi di luogo sacro, ci si serve
anzitutto di un capannone oppure si edifica un cripta. Prima di celebrarvi i sacramenti, questi locali vengono benedetti. Una volta costruita la Chiesa, capannone e cripta in genere vengono destinati ad altri usi parrocchiali.
D. Perché si dedica una Chiesa?
R. Quando invece si procede alla dedicazione si intende trasferire in maniera permanente una realtà dall’uso profano all’uso sacro, e cioè al culto di Dio. Ogni chiesa cattedrale o parrocchiale deve essere consacrata. Ma questa cerimonia è possibile solo quando la chiesa possiede un altare fisso e questa è la condizione che spesso fa ritardare assai il rito della consacrazione. Il segno di riconoscimento della avvenuta consacrazione è costituito dalle crocette in forma greca che vengono affisse sui muri in varie parti della Chiesa. In passato si richiedeva che almeno in alcuni punti la Chiesa fosse di pietra. La pietra infatti è resistente al tempo e permane nei secoli e meglio esprime il senso del trasferimento perpetuo all’uso sacro.
D. Dopo 217 anni in cui si è celebrato il culto non si può ritenere la Chiesa dedicata?
R. No. Una persona che vive, anche intensamente, gli insegnamenti del Vangelo non può ritenersi cristiano se non è battezzato. Così è per la chiesa.
D. Perché la Chiesa non è stata consacrata?
R. Per molti anni - durante la costruzione dell’attuale Chiesa - la Comunità è stata “costretta” a svolgere tutte le funzioni liturgiche presso la piccola Cappella di San Nicola. E’ facile immaginare che, terminata la costruzione, si è preferito subito trasferirsi presso la Chiesa più grande rimandando il Rito di Dedicazione.
D. Ci sono altre chiese antiche consacrate dopo molti anni?
R. La Chiesa di S. Petronio di Bologna (la sesta Chiesa più grande d’Europa) fu consacrata nel 1954 dal Card. Lercaro. La sua costruzione ebbe inizio nel XII secolo.
Per quanto riguarda questa chiesa, 217 anni fa fu solo benedetta per facilitare il trasferimento delle funzioni religiose dalla piccola Cappella di San Nicola, dove erano state provvisoriamente svolte le funzione per tutto il tempo della costruzione della Chiesa Grande.
Impegno ed entusiasmo si sta manifestando nel coinvolgere l’intera comunità per un evento di tale importanza, avviando innanzitutto una raccolta di foto, video e testimonianze scritte di tutta la storia dell’edificio che ha ospitato preghiere e sacramenti degli uggianesi da due secoli fino ad oggi.
Per l'occasione abbiamo intervistato don Salvatore Rubino ponendogli alcune domande relative alla dedicazione di una chiesa:
D. La Chiesa Matrice Maria SS. Assunta è stata benedetta e non Dedicata. Le norme e la prassi della Chiesa prevede la Dedicazione dopo la Benedizione?
R. Terminata la costruzione di una chiesa o di un oratorio pubblico, prima che si possa celebrare la messa, si deve procedere alla cerimonia della benedizione. Questa funzione non è riservata al vescovo; ma un sacerdote non può compierla senza il permesso dell'Ordinario. La benedizione intende attirare la protezione divina sul luogo, affinché il culto possa essere dato a Dio senza i disturbi dell’avversario, e perché il Signore sia munifico verso coloro che in quel luogo pregano.
Quindi i sacramenti, le benedizioni, il culto svolto nella attuale costruzione sono sempre stati atti graditi a Dio e utili alla crescita della comunità dei fedeli. Un luogo benedetto, a rigore, potrebbe essere dedicato in seguito ad altro scopo. Questo succede abbastanza spesso quando si intende costruire una Chiesa in un nuovo quartiere. Per non lasciare i fedeli privi di luogo sacro, ci si serve
anzitutto di un capannone oppure si edifica un cripta. Prima di celebrarvi i sacramenti, questi locali vengono benedetti. Una volta costruita la Chiesa, capannone e cripta in genere vengono destinati ad altri usi parrocchiali.
D. Perché si dedica una Chiesa?
R. Quando invece si procede alla dedicazione si intende trasferire in maniera permanente una realtà dall’uso profano all’uso sacro, e cioè al culto di Dio. Ogni chiesa cattedrale o parrocchiale deve essere consacrata. Ma questa cerimonia è possibile solo quando la chiesa possiede un altare fisso e questa è la condizione che spesso fa ritardare assai il rito della consacrazione. Il segno di riconoscimento della avvenuta consacrazione è costituito dalle crocette in forma greca che vengono affisse sui muri in varie parti della Chiesa. In passato si richiedeva che almeno in alcuni punti la Chiesa fosse di pietra. La pietra infatti è resistente al tempo e permane nei secoli e meglio esprime il senso del trasferimento perpetuo all’uso sacro.
D. Dopo 217 anni in cui si è celebrato il culto non si può ritenere la Chiesa dedicata?
R. No. Una persona che vive, anche intensamente, gli insegnamenti del Vangelo non può ritenersi cristiano se non è battezzato. Così è per la chiesa.
D. Perché la Chiesa non è stata consacrata?
R. Per molti anni - durante la costruzione dell’attuale Chiesa - la Comunità è stata “costretta” a svolgere tutte le funzioni liturgiche presso la piccola Cappella di San Nicola. E’ facile immaginare che, terminata la costruzione, si è preferito subito trasferirsi presso la Chiesa più grande rimandando il Rito di Dedicazione.
D. Ci sono altre chiese antiche consacrate dopo molti anni?
R. La Chiesa di S. Petronio di Bologna (la sesta Chiesa più grande d’Europa) fu consacrata nel 1954 dal Card. Lercaro. La sua costruzione ebbe inizio nel XII secolo.