Lecce, scende a 20 anni il diritto di superficie delle spiagge: preoccupazione tra ambientalisti e gestori

di Dany Martini. Comincia il caldo quasi estivo e nei lidi leccesi già si cominciano a vedere i primi bagnanti ed i primi topless. Ma, in questi giorni di sole, vi è stato anche un decreto legge, da parte del Consiglio dei Ministri, che sta facendo molto discutere: si tratta di quello relativo alle spiagge che in sostanza introduce un diritto di superficie per 90 anni sul terreno (o gli immobili) invece dell'attuale meccanismo di concessione: Recentemente, con l’approvazione del Presidente della Repubblica, il diritto, da 90, è sceso a 20 anni.
Questo cambiamento, a detta del governo, aumenterà l'efficienza del sistema turistico italiano, riqualificando e rilanciando l'offerta e garantendo un programmazione economica degli investimenti da parte delle imprese.
Parlando del diritto di superficie, questo viene mantenuto previo il pagamento di un corrispettivo annuo determinato dall'Agenzia del Demanio sulla base dei valori di mercato. Inoltre, prosegue il decreto, nel caso in cui sarà un'impresa ad acquisire il diritto, questa dovrà aderire a nuovi studi di settore appositamente elaborati dalla Agenzia delle entrate e risultare regolarmente adempiente agli obblighi contributivi.
Questo nuovo decreto legge suscita però molta preoccupazione tra i gestori dei lidi di balneazione e soprattutto tra gli ambientalisti. Le spiagge saranno gestite si dai privati per 20 anni ma ,in ogni caso, dovrà essere assicurato il rispetto dell’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia, anche a fini di balneazione.
Sulla concessione delle spiagge ai privati, l’Europa ha recentemente avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per violazione della direttiva Bolkenstein sulla liberalizzazione dei servizi: la contestazione riguarda la durata di sei anni della concessione rinnovabile automaticamente. Con le norme del decreto, che prevedono il ricorso alle gare, si vuole dare una risposta all’obiezione europea.