Donne protagoniste “in silenzio”: presentato a Bari il premio "Le Giardiniere”
BARI. Raccontare un’altra storia, quella di donne finora invisibili che pure hanno lottato e si sono sacrificate e collegarla alle vicende di donne pugliesi di oggi che hanno “costruito qualcosa di significativo”. È l’obiettivo del Premio “Le Giardiniere”, un’iniziativa presentata dal presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, dalla presidente della Commissione regionale pari opportunità della Magda Terrevoli e dal dirigente del Servizio Comunicazione Istituzionale della Regione Eugenio Iorio.
Le Giardiniere erano la componente femminile del movimento carbonaro: le affiliate si chiamavano così perché si riunivano all’aperto, nei giardini. Il premio evoca il loro impegno e lo collega a quello delle pugliesi contemporanee.
Duecento anni fa come oggi. Nel Risorgimento come nel 2011. Nell’Italia preunitaria come nella Puglia a cavallo del terzo millennio, le donne sono state protagoniste delle lotte per obiettivi straordinari: unificare il Paese, cambiare la società. Ed ora si battono per una parità di genere che “tarda ad affermarsi”, ha riconosciuto Introna.
Il presidente del Consiglio regionale ha sottolineato il motivo ispiratore dell’iniziativa, riassunto nello slogan: “c’è una Puglia di donne capaci di generare nel silenzio grandi cambiamenti”.
Quella del contributo storico femminile ignorato è storia ricorrente. Ed è sconosciuta, perché “la storia la scrivono gli uomini”. “Restituiamo quanto è stato tolto in questi due secoli alle alfiere del Risorgimento e dell’emancipazione e rivalutiamo il sommerso di tutte le donne che si sono spese e si spendono per fare crescere questa regione”, ha osservato ancora Introna, che ha fatto chiarezza sulle quote rosa, ricordando che nella revisione dello Statuto regionale, già avviata per ridurre a 60 i componenti del Consiglio, ci sarà da adeguare la legge elettorale, prevedendo tra l’altro norme in grado di favorire una maggiore presenza femminile, sul modello ad esempio della doppia preferenza in Campania, una delle quali riservata a candidate.
Magda Terrevoli ha chiesto la collaborazione della stampa per divulgare l’invito a far pervenire tante storie di donne, anche non famose - “meglio se non lo sono” - che hanno inciso, hanno fatto avanzare al società. “Vogliamo riportare alla luce storie dimenticate”, ha detto Terrevoli, ricordando la vicenda della piccola Eleonora, la bimba di Enziteto lasciata morire d’inedia nel 2000 perché “portava sfortuna”.
“È aperto a tutte le pugliesi, capaci di imporre cambiamenti in tutti i settori, anche non lavorativi”, ha aggiunto Eugenio Iorio, precisando che basta inviare una biografia della candidata con l’indicazione dell’impegno significativo assicurato. Si tratta di “far affiorare una serie di casi che possano rappresentare un racconto”, ha notato.
Il riconoscimento, che nasce significativamente nel 150° anniversario dell’Unità, verrà assegnato il 10 dicembre, data della Dichiarazione universali dei diritti delle donne e degli uomini, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948.
Informazioni sul premio Le Giardiniere sono sul portale www.regione.puiglia.it e possono essere chieste alla Commissione pari opportunità o al Servizio Comunicazione Istituzionale della Regione. (
Le Giardiniere erano la componente femminile del movimento carbonaro: le affiliate si chiamavano così perché si riunivano all’aperto, nei giardini. Il premio evoca il loro impegno e lo collega a quello delle pugliesi contemporanee.
Duecento anni fa come oggi. Nel Risorgimento come nel 2011. Nell’Italia preunitaria come nella Puglia a cavallo del terzo millennio, le donne sono state protagoniste delle lotte per obiettivi straordinari: unificare il Paese, cambiare la società. Ed ora si battono per una parità di genere che “tarda ad affermarsi”, ha riconosciuto Introna.
Il presidente del Consiglio regionale ha sottolineato il motivo ispiratore dell’iniziativa, riassunto nello slogan: “c’è una Puglia di donne capaci di generare nel silenzio grandi cambiamenti”.
Quella del contributo storico femminile ignorato è storia ricorrente. Ed è sconosciuta, perché “la storia la scrivono gli uomini”. “Restituiamo quanto è stato tolto in questi due secoli alle alfiere del Risorgimento e dell’emancipazione e rivalutiamo il sommerso di tutte le donne che si sono spese e si spendono per fare crescere questa regione”, ha osservato ancora Introna, che ha fatto chiarezza sulle quote rosa, ricordando che nella revisione dello Statuto regionale, già avviata per ridurre a 60 i componenti del Consiglio, ci sarà da adeguare la legge elettorale, prevedendo tra l’altro norme in grado di favorire una maggiore presenza femminile, sul modello ad esempio della doppia preferenza in Campania, una delle quali riservata a candidate.
Magda Terrevoli ha chiesto la collaborazione della stampa per divulgare l’invito a far pervenire tante storie di donne, anche non famose - “meglio se non lo sono” - che hanno inciso, hanno fatto avanzare al società. “Vogliamo riportare alla luce storie dimenticate”, ha detto Terrevoli, ricordando la vicenda della piccola Eleonora, la bimba di Enziteto lasciata morire d’inedia nel 2000 perché “portava sfortuna”.
“È aperto a tutte le pugliesi, capaci di imporre cambiamenti in tutti i settori, anche non lavorativi”, ha aggiunto Eugenio Iorio, precisando che basta inviare una biografia della candidata con l’indicazione dell’impegno significativo assicurato. Si tratta di “far affiorare una serie di casi che possano rappresentare un racconto”, ha notato.
Il riconoscimento, che nasce significativamente nel 150° anniversario dell’Unità, verrà assegnato il 10 dicembre, data della Dichiarazione universali dei diritti delle donne e degli uomini, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948.
Informazioni sul premio Le Giardiniere sono sul portale www.regione.puiglia.it e possono essere chieste alla Commissione pari opportunità o al Servizio Comunicazione Istituzionale della Regione. (