Pet tac: Pagliaro, situazione paradossale
LECCE. Il Laboratorio privato Calabrese ha lavorato per circa un anno come struttura sanitaria privata accreditata presso la Regione Puglia effettuando anche prestazioni extra con lo strumento della Pet Tac, regolarmente pagate dagli uffici regionali.
La Regione Puglia decise tuttavia di bloccare tutto il percorso, sia relativo all’accreditamento e sia relativo alla fissazione dei tetti di spesa fino a quando – è notizia di questi giorni – c’è stato il via libera per l’accreditamento delle prestazioni. Ma sin qui è stata una vittoria di Pirro perché non sono stati ancora individuati i tetti di spesa.
Stante questa situazione, a dir poco paradossale, non si capisce perché non si attivi a Lecce la Pet Tac al Laboratorio Calabrese, unica struttura in provincia di Lecce a possedere questa fondamentale apparecchiatura utilizzata, in particolare, dai malati di tumore.
A chiederlo ai vertici della Asl, l'assessore alla sanità del Comune di Lecce Alfredo Pagliaro che descrive una situazione stucchevole e anacronistica. “L’Azienda Sanitaria leccese – spiega Pagliaro - invia a proprie spese la Pet Tac (questo mese sono 4 extra tetto di spesa) nei centri di Brindisi e San Giovanni Rotondo e non le attiva, invece nelle strutture sanitarie leccesi”. “E' mai possibile - si chiede Pagliaro - che la Pet Tac dello studio Calabrese pur essendo a 500 metri dalle strutture ospedaliere non debba essere utilizzata in attesa che vengano definiti i tetti di spesa dalla Regione Puglia?”.
Il dottor Giuseppe Calabrese, titolare del Laboratorio, ha denunciato questa situazione al Tribunale per i diritti del malato. La struttura sanitaria privata si è resa disponibile addirittura a mettere a disposizione un'autoambulanza per prelevare i pazienti dalle strutture ospedaliere pur di “liberarli” dall'ennesimo viaggio con destinazione Brindisi o San Giovanni Rotondo.
“In tal modo - spiega Pagliaro - si otterrebbe un notevole vantaggio in termini di tempi di percorrenza e di costi e si accorcerebbero peraltro i tempi per effettuare una diagnosi.
Per queste ragioni, l’assessore Pagliaro ha scritto oggi una lettera ai vertici sanitari della Asl “per conoscere con esattezza le motivazioni per le quali i pazienti vengono ‘inviati’ in 2 strutture fuori provincia e se, i costi a carico della Asl sono inferiori rispetto a quelli che dovrebbero essere pagati allo studio Calabrese, uno studio oltretutto super attrezzato e accreditato alla Pet Tac”.
“Ci auguriamo – conclude Pagliaro – che si tratti solo di un semplice disguido e che si possa porre rimedio immediatamente a questa iniqua situazione per venire incontro alle esigenze di numerosissimi ammalati di cancro”.
La Regione Puglia decise tuttavia di bloccare tutto il percorso, sia relativo all’accreditamento e sia relativo alla fissazione dei tetti di spesa fino a quando – è notizia di questi giorni – c’è stato il via libera per l’accreditamento delle prestazioni. Ma sin qui è stata una vittoria di Pirro perché non sono stati ancora individuati i tetti di spesa.
Stante questa situazione, a dir poco paradossale, non si capisce perché non si attivi a Lecce la Pet Tac al Laboratorio Calabrese, unica struttura in provincia di Lecce a possedere questa fondamentale apparecchiatura utilizzata, in particolare, dai malati di tumore.
A chiederlo ai vertici della Asl, l'assessore alla sanità del Comune di Lecce Alfredo Pagliaro che descrive una situazione stucchevole e anacronistica. “L’Azienda Sanitaria leccese – spiega Pagliaro - invia a proprie spese la Pet Tac (questo mese sono 4 extra tetto di spesa) nei centri di Brindisi e San Giovanni Rotondo e non le attiva, invece nelle strutture sanitarie leccesi”. “E' mai possibile - si chiede Pagliaro - che la Pet Tac dello studio Calabrese pur essendo a 500 metri dalle strutture ospedaliere non debba essere utilizzata in attesa che vengano definiti i tetti di spesa dalla Regione Puglia?”.
Il dottor Giuseppe Calabrese, titolare del Laboratorio, ha denunciato questa situazione al Tribunale per i diritti del malato. La struttura sanitaria privata si è resa disponibile addirittura a mettere a disposizione un'autoambulanza per prelevare i pazienti dalle strutture ospedaliere pur di “liberarli” dall'ennesimo viaggio con destinazione Brindisi o San Giovanni Rotondo.
“In tal modo - spiega Pagliaro - si otterrebbe un notevole vantaggio in termini di tempi di percorrenza e di costi e si accorcerebbero peraltro i tempi per effettuare una diagnosi.
Per queste ragioni, l’assessore Pagliaro ha scritto oggi una lettera ai vertici sanitari della Asl “per conoscere con esattezza le motivazioni per le quali i pazienti vengono ‘inviati’ in 2 strutture fuori provincia e se, i costi a carico della Asl sono inferiori rispetto a quelli che dovrebbero essere pagati allo studio Calabrese, uno studio oltretutto super attrezzato e accreditato alla Pet Tac”.
“Ci auguriamo – conclude Pagliaro – che si tratti solo di un semplice disguido e che si possa porre rimedio immediatamente a questa iniqua situazione per venire incontro alle esigenze di numerosissimi ammalati di cancro”.