Morta dopo un intervento di chirurgia fetale al Di Venere: aperta un’inchiesta sulla scomparsa di Graziella Nannavecchia
BARI - La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sulla morte di Graziella Nannavecchia, la donna incinta di due gemelli deceduta ad aprile dopo un intervento di chirurgia fetale eseguito all’Ospedale Di Venere. La tragedia ha coinvolto anche i due bambini, che non sono sopravvissuti all’operazione.
Il compagno della donna, Fabrizio Gentile, assistito dall’avvocata Maria Antonietta Spalluti, ha presentato una denuncia dettagliata alla Procura chiedendo di chiarire le cause del decesso e ricostruire ogni fase della vicenda.
Il fascicolo aperto dalla magistratura ipotizza il reato di omicidio colposo in ambito sanitario. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Sul corpo dei gemellini è già stata effettuata l’autopsia, mentre per la donna non è stato ancora disposto l’esame autoptico.
La denuncia presentata dal compagno, composta da circa novanta pagine, ripercorre il percorso sanitario della donna: dal ricovero all’intervento, fino al progressivo peggioramento delle condizioni di salute e alla morte avvenuta il giorno di Pasquetta.
L’obiettivo degli accertamenti sarà stabilire se vi siano state eventuali responsabilità nella gestione clinica del caso e comprendere le cause che hanno portato al tragico epilogo.
«In pochi istanti ho perso tutto», aveva dichiarato Gentile dopo la morte della compagna e dei figli. Ora la famiglia attende gli sviluppi dell’inchiesta per ottenere risposte su una vicenda che ha lasciato un profondo dolore.
