“Nella finanziaria nessuna norma anti-Puglia”

BARI. “Fare chiarezza e fornire un’informazione corretta”. Va al sodo il capogruppo del Pdl, Rocco Palese per spiegare le finalità della conferenza stampa indetta dai partiti di centro destra in Consiglio regionale (presenti al tavolo il coordinatore e consigliere regionale de ‘La Puglia prima di Tutto’ Salvatore Greco, il capogruppo de ‘I Pugliesi’ Davide Bellomo, ed il capogruppo vicario del Pdl, Massimo Cassano).
“Non è giusto che Vendola in ogni occasione ribalti sul governo nazionale responsabilità che invece risiedono nello stallo dell’azione del governo che presiede. Nella Finanziaria – sostiene Palese replicando così alle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione – non vi è alcuna norma ‘anti-Puglia’. Ristabiliamo la verità, prosegue il capogruppo del Pdl, partendo dalla sentenza con la quale la Corte costituzionale dichiara illegittime le stabilizzazioni del personale sanitario (la nr. 42 del 2011), verdetto scaturito a seguito di un ricorso intentato da alcuni medici al TAR Puglia che sulla vicenda specifica chiese il pronunciamento della Suprema Corte. Dove è – si chiede Palese – l’acrimonia del governo nazionale verso quello di Vendola dal momento che il comma della Finanziaria ha un impatto generale su tutte le Regioni: in sei mesi sono oltre una ventina le sentenze della Corte Costituzionale su provvedimenti inerenti stabilizzazioni e internalizzazioni di personale, tutti illegittimi. Invece, cosa ha fatto la Regione in questo tempo se non tergiversare e ricorrere a espedienti di cui abbiamo sempre contestato l’illegittimità?”.
Palese mette sul tavolo quelle che potrebbero essere le prove: i piani di rientro sanitari sottoscritti tra Governo e Regioni. “Una sola Regione, la Puglia, è a guida centro-sinistra, le altre, Piemonte, Lazio, Calabria, Molise, Abruzzo e Campania, sono governate dal centro-destra”.
Per il capogruppo del Pdl, Roma ha sempre seguito la politica della mano tesa verso la Puglia: “Nel 2010 la Puglia è stata la regione che ha splafonato più di ogni altra nella spesa farmaceutica. Eppure, nella Finanziaria è stata inserito un comma che consente proprio alla Puglia di ottenere il 35% delle somme eccedenti (circa 70/80 milioni di euro), destinate a integrare il fondo sanitario assegnatole.
Quello che Vendola oggi accusa, è lo stesso Governo che nel 2008 ha impedito la restituzione di 150 milioni di euro in fondi comunitari non impegnati, è lo stesso che ha allentato i parametri del patto di stabilità consentendo una spesa suppletiva di 180 milioni di euro, è lo stesso che derogò a debiti per oltre 600 ml di euro contratti dalla Puglia. Se si eccettua i criteri previsti dal nuovo patto di stabilità, la struttura della Finanziaria nazionale è favorevole alla Puglia; non si può affermare il contrario, anche in considerazione del fatto che parliamo dello stesso governo che ha impedito il commissariamento della sanità regionale e con esso l’introduzione di tasse aggiuntive a quelle previste da Vendola”.
Sul blocco del turn-over ed il reclutamento del personale sanitario, in conclusione, Palese sollecita il governo regionale ad adottare quanto prevede la legge nr 12 del 2010. “Vendola chiede il varo di misure che ha già. Perché non è stata attivata nessuna procedura di mobilità interna nonostante siano stati chiusi 18 ospedali? Il presidente può farlo, mi chiedo solo perché non si sia fatto ancora ricorso a questo comma. Ecco allora il timore che gli obiettivi previsti dal piano di rientro non siano stati ancora messi a fuoco e che si sia lontani dal rispetto degli obblighi finanziari che fanno ad esso da cornice”.
Un ultimo passaggio è dedicato ai direttori generali di recente nomina, definiti “generali privi di armi e munizioni perché il modello sanitario di cui la Puglia si è dotato non li prevede. Aumentano tasse, ma diminuiscono servizi, peggiora il livello medio si assistenza sanitaria, aumenta, invece, la voce relativa alle spese assicurative: 40 milioni di euro in più di polizze a tutela dei rischi sanitari”.