Greco: con le internalizzazioni, oltre mille lavoratori licenziati, costi Asl aumentati

BARI. «Le internalizzazioni si stanno rivelando un danno per i lavoratori e un costo maggiore per le Asl». Lo sostiene il coordinatore regionale della Puglia prima di tutto, Salvatore Greco.
«Nella prima tranche di internalizzazioni avviata dalla Asl di Bari, per esempio – spiega Greco – sono otto su 39 i lavoratori della cooperativa di facchinaggio licenziati e non assunti dalla Sanità service per mancanza del requisito dell'assunzione al 31 dicembre 2009: se il governo Vendola non avesse avviato queste improvvide procedure anche quegli otto magazzinieri avrebbero continuato a lavorare a tempo indeterminato, visto che superati i quattro mesi di lavoro la legge garantiva loro la assunzione anche nel caso in cui la loro cooperativa avesse perso l'appalto successivo». «Se questa proporzione tra assunti e licenziati verrà rispettata – aggiunge il consigliere regionale – saranno complessivamente oltre un migliaio i lavoratori che avranno perso il lavoro in tutta la Puglia alla fine dei processi di internalizzazione: un danno di proporzioni incalcolabili per le rispettive famiglie e più in generale per i livelli occupazionali nella regione».

«A ciò si deve aggiungere che questi primi provvedimenti hanno confermato quanto dalle file del centrodestra avevamo temuto – prosegue – e cioè il fatto che le internalizzazioni non avrebbero comportato un risparmio, ma anzi avrebbero costituito un ulteriore aggravio di spesa per le casse già esangui della sanità pugliese: è evidente infatti che i contratti di lavoro che stanno sottoscrivendo le Asl sono più onerosi di quelli in essere con le cooperative che avevano assicurato finora i servizi di ausiliariato, portierato e pulizia, non foss'altro che per il regime fiscale agevolato di cui godono appunto le cooperative. Come se questo non bastasse, va considerato poi che oltre al costo del personale, le cooperative sopportavano in proprio il costo di macchinari, divise, beni di consumo: ora saranno le società in house, ovvero le Asl, a doversene fare carico».

«Ci auguriamo di essere smentiti dai fatti – conclude Greco – ma la sensazione finora è di essere di fronte all'ennesimo provvedimento ideologico che traduce in un danno di proporzioni rilevanti per le casse regionali: ci aspettiamo che l'assessore alla Salute trovi modo e tempo di verificare e nel caso porre rimedio a questo ennesimo caso di malagestione nella sanità della Puglia».