Manovra: Berlusconi a Strasburgo per 'rassicurare' l'Ue


ROMA. Oggi la manovra approda nell'Aula della Camera, dove il voto finale e' previsto per mercoledi' o giovedi'. Silvio Berlusconi ne difende i contenuti in un messaggio che appare sul sito dei Promotori della liberta', dove difende l'azione del governo perche' ''la manovra e' la piu' equa possibile sia pure con il necessario rigore e ha salvato l'Italia''.
''La manovra - aggiunge - ha posto le premesse perche' l'Italia raggiunga il pareggio di bilancio entro il 2013.
Soltanto ai contribuenti piu' facoltosi, con redditi dai 300 mila euro in su, e' stato chiesto un onere del 3%. Ma questa e' l'unica eccezione al principio che ho sempre rispettato di non mettere le mani nelle tasche degli italiani''. Occorre riequilibrare pero', sottolinea il presidente del Consiglio, ''le infinite falsita' che vengono scritte in questi giorni anche su di me come persona''. Berlusconi si riferisce alle inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto, ultima quella contro i faccendieri Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola in cui appare ''parte lesa''. Il premier, nello stesso messaggio, spiega che martedi' non incontrera' i magistrati napoletani come precedentemente annunciato a causa di alcuni appuntamenti concomitanti con i vertici delle istituzioni europee. Palazzo Chigi contattera' la Procura di Napoli per fissare un nuovo appuntamento.
Berlusconi sara' infatti domani a Strasburgo per incontrare Jose' Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, e Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo. In calendario potrebbe esserci pure un incontro con il polacco Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo.
L'obiettivo del viaggio a Strasburgo, secondo Berlusconi, e' quello di rassicurare le istituzioni europee sulla situazione dell'economia italiana e sui contenuti della manovra gia' votata dal Senato e da oggi in discussione alla Camera. La decisione e' stata presa dopo le dimissioni dal comitato esecutivo e dal consiglio direttivo della Banca centrale europea del tedesco Jurgen Stark, polemico per il sostegno offerto alle economie di Grecia e Italia.