"Total Metal Festival": non ci sarà un' edizione 2011
di Michele Tedesco - BARI. Quella di quest’ anno sarebbe stata la nona edizione per il “Total Metal Festival”, fiore all’ occhiello degli eventi targati Vivo Management, nonchè manifestazione dall’ indiscutibile fama e popolarità, che negli anni l’ hanno portata a assurgere, a pieno diritto, al titolo di appuntamento irrinunciabile per gli amanti del rock “a tinte forti”. Una pausa che, contrariamente a quanto risulterebbe ovvio pensare, non rappresenta la calata del sipario su una rassegna che ha visto crescere i suoi numeri in maniera esponenziale, sin dalla prima edizione, nel non molto lontano 2002, ma che supplisce a una carenza nell’ individuazione di una band “di livello”, atta a rivestire il ruolo di head-liner, in una manifestazione di riscontro internazionale. Piuttosto che dar vita a un’ edizione che sarebbe potuta risultare una forzatura, Luigi Pisanello, organizzatore del festival, ha preferito non deludere le aspettative dei tanti aficionados che, ogni anno, si sono dati appuntamento sotto quel palco e e si sono resi diretti fautori del crescendo del Total Metal, scandito dall’ alternarsi su quel palco di band quali: White Skull, Primal Fear, Deicide, Rage, Fintroll e Malvolent Creation, oltre agli innumerevoli gruppi che hanno avuto la grande opportunità di poter suonare gomito a gomito, in una terra in cui fino a una decina di anni fa tutto questo poteva essere considerato una fantasticheria bella e buona, con questi grandi dell’ heavy metal. Anche in questo risiede la straordinarietà di un evento come il “Total Metal Festival” e di quanto da lui è stato derivato: il “Welcome To The Pit Open Air Festival”, che si è tenuto a luglio, e la seconda edizione del granitico “Pissed To Death Extreme Metal Festival”, che porterà a Bari, accanto sempre a interessanti realtà di casa nostra, i Vomitory e Prostitute Disfigurement. Non un addio, ma un semplice arrivederci all’ anno prossimo, per il decennale del TMF, su cui graverà anche l’ onere di dover lenire il “disagio” arrecato da questa “pausa forzata”.