La scommessa di Vincenzo Di Pierro: qualità e tipicità necessarie per vincere

di Francesco Brescia. Il consigliere provinciale e comunale Pdl Vincenzo Di Pierro, già assessore alle politiche agroalimentari, turistiche e ambientali nella prima Amministrazione targata Francesco Spina, commenta le mosse vincenti inanellate dal suo assessorato senza celare disappunto per la continuità negata ad alcuni appuntamenti che hanno rappresentato un ottimo espediente di promozione del territorio.

Consigliere Di Pierro, partiamo da un dato: ha già espresso, qualche mese fa, un lieve mal di pancia per l'assenza di un assessorato all'agricoltura e al turismo in questa seconda Amministrazione Spina?
«Semplicemente non me la spiego. Voglio augurarmi, così come in realtà lo stesso sindaco ha detto, si tratti solo di un vuoto temporaneo. Se dovesse optare per il conferimento della delega, mi preme sottolineare che una delega non è un assessorato, non ha la stessa autorità istituzionale che ha un organo come un assessorato. I tecnici del settore devono avere un interlocutore istituzionalmente riconosciuto oltre competente in materia. Bisceglie, città a forte vocazione turistica e con un background economico basato prevalentemente sull'agricoltura, non può permettersi di non avere gli assessorati all'agricoltura e al turismo».

Veniamo ad alcune iniziative da Lei ideate e che, a detta di partecipanti e organizzatori, hanno riscosso consensi e ottime riuscite: “Oliamoci Bene” e “Una ciliegia tira l'altra” che fine hanno fatto?
«Purtroppo la nostra città è legata più agli uomini, agli ideatori degli eventi che all'evento stesso, ai suoi contenuti, alle sue finalità. Non dare continuità a due appuntamenti come “Oliamoci Bene e “Una ciliegia tira l'altra” è stata una colpevole mancanza. Entrambi gli eventi avevano mostrato, nel corso delle varie edizioni, un forte appeal turistico, una straordinaria capacità di fusione tra turismo, attività produttive, prodotti tipici del territorio, paesaggio. Le idee camminano sulle gambe degli uomini che le sanno fare camminare...».

Ecco, proprio di tipicità del territorio volevo parlare: a Suo avviso, non crede che alcuni degli appuntamenti (spesso improvvisati) inseriti nella programmazione estiva non abbiano affatto avuto questo criterio come fulcro imprescindibile per attirare turisti?
«Io posso parlare delle iniziative che, con l'ausilio, la costanza e la professionalità di numerose associazioni cittadine, sono riuscito a presentare alla città. Voglio citarle una per una. In primis la grande partecipazione e il grande successo di “Città Aperte”, il programma estivo di visite guidate e aperture straordinarie di siti di rilevanza storico-culturale della città coordinato da Regione Puglia, APT di Bari e Agenzia Puglia Imperiale e realizzato con Pro Loco, CEA ZonaEffe, Museo Diocesano, Culinary Dolmen Team e così via: un programma basato tutto sulle peculiarità artistiche del territorio e che ha visto la partecipazione di biscegliesi e visitatori provenienti da tutta la Puglia. Vado avanti con la stupenda iniziativa, forse la più bella di tutta l’estate a detta della gente, del 3 agosto “Bisceglie in Tavola” rientrante in Città Aperte 2011” che ha ben saputo legare enogastronomia tipica, professionalità locali, scenario suggestivo e larga partecipazione. Tra l'altro, in seguito a quell'evento, numerosi chef della Culinary Dolmen Team hanno raggiunto traguardi ambitissimi: Mario Musci campione mondiale al concorso internazionale “Chicco d'Oro” e ospite fisso nella trasmissione “Cose dell'Altro Geo” su RaiTre, Giovanni Lorusso testimonial della cucina pugliese nel mondo e così via. Cito anche le Fiere Campestri di Zappino che hanno visto il coinvolgimento di tantissime associazioni locali e che hanno promosso i casali del territorio rurale, la devozione, il folklore, la gastronomia biscegliese. Potrei continuare, la serie è lunga».

E non si riesce affatto a dare continuità a questi appuntamenti?
«Ad alcuni si. Basti pensare che i lavori, in termini di coordinamento e di iter burocratici, per “Città Aperte 2011” ha continuato a seguirli il sottoscritto nonostante non fossi più assessore al ramo, ma avendo avviato io il tutto non mi pareva delicato lasciare le cose incompiute. Stessa cosa per “Bisceglie in Tavola” che nasce da un'idea che da tempo avevo, poi meglio definita con Pro Loco e Culinary Team Dolmen. Sto già lavorando con la collaborazione di alcune associazioni per dare seguito proprio a “Bisceglie in Tavola”, magari organizzando una versione invernale dell'appuntamento».

Dunque gli ingredienti per contraddistinguerci dagli altri e per conseguire risultati appaganti quali sono?
«Semplice: qualità delle proposte, siano esse sagre o altro (unite a professionalità locali, conoscenza del prodotto, incisiva e preventiva diffusione mediatica) e tipicità che sul serio ci differenzino dagli altri: dobbiamo promuovere i nostri prodotti, non prodotti che di autoctono hanno poco. A vincere sono qualità e tipicità. E dagli appuntamenti organizzati in passato, che hanno generato consenso e grande affluenza, emerge che forse un pò di ragione ce l'avevo».