Pensioni: la maggioranza trova la quadra

ROMA. Dopo una serie ininterrotta di riunioni a Palazzo Grazioli, la maggioranza ha raggiunto in tarda sera un accordo sui contenuti della lettera da inviare questa mattina all'Unione europea in vista della riunione del Consiglio europeo che si terra' alle 18, prima di quella dei paesi dell'Eurogruppo.

La lettera, che e' stata inviata anche al presidente Giorgio Napolitano, e' composta da 15 pagine e fissa gli impegni del governo italiano sui temi dello sviluppo e della riduzione del debito. Sul problema pensioni l'intesa tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi prevede l'innalzamento graduale dell'eta' pensionabile a 67 anni senza pero' toccare le pensioni maturate per anzianita' come richiesto dalla Lega.

Nella lettera, secondo quanto anticipato ieri sera da Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica istruzione, nella trasmissione televisiva ''Ballaro''', sarebbe contenuto anche l'impegno a equiparare l'eta' pensionabile delle donne del settore privato a quelle del settore pubblico.

Berlusconi illustrera' inoltre all'Unione europea tutti i provvedimenti adottati dal governo con le manovre finanziarie fatte fin qui per far fronte all'obiettivo della riduzione del debito. Per quanto riguarda il futuro, l'esecutivo annuncia il varo di grandi opere, un piano articolato di liberalizzazioni e di lotta all'evasione fiscale oltre che una nuova riforma delle pensioni in ottemperanza alle indicazioni europee.

Si attende questa sera il giudizio dei paesi dell'Eurogruppo sul piano annunciato dall'Italia. L'Unione europea avrebbe tuttavia preferito che Berlusconi giungesse all'appuntamento di oggi con provvedimenti gia' approvati dal Consiglio dei ministri e non con una dichiarazione d'intenti. Proprio per via di questa situazione di inadempienza, nel pomeriggio di ieri e' a lungo circolata l'ipotesi che Berlusconi non si sarebbe recato a Bruxelles limitandosi all'invio di un documento programmatico. Una ipotesi quest'ultima che non sarebbe stata gradita dal capo dello Stato.

Il presidente Napolitano ha poi diffuso una nota che ha contribuito a sbloccare la situazione: ''Inopportune e sgradevoli espressioni pubbliche, a margine di incontri istituzionali tra i capi di governo, di scarsa fiducia negli impegni assunti dall'Italia, non possono farci perdere di vista la sostanza delle questioni e delle sfide che abbiamo davanti''.

Conclude il presidente della Repubblica riferendosi all'atteggiamento di Francia e Germania: ''Nessuno minaccia l'indipendenza del nostro paese o e' in grado di avanzare pretese da commissario. Ma da sessant'anni abbiamo scelto - traendone grandissimi benefici - di accettare limitazioni alla nostra sovranita', in condizioni di parita' con gli altri Stati''.

Sulle pensioni la Lega aveva puntato i piedi per l'intera giornata. L'accordo e' stato raggiunto solo in un vertice notturno a cui per il Carroccio, oltre a Bossi, hanno partecipato il ministro Roberto Calderoli, i capigruppo di Camera e Senato Marco Reguzzoni e Federico Bricolo, il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota. Per il governo, oltre a Berlusconi, erano presenti Paolo Romani, ministro per lo Sviluppo economico, Renato Brunetta, ministro della la Funzione pubblica, Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, e il sottosegretario Gianni Letta.

Nella trasmissione televisiva ''Porta a Porta'', era stato Angelino Alfano, segretario del Pdl, ad annunciare la fumata bianca: ''L'unita' tra Pdl e Lega si e' raggiunta sulla decisione di rispondere puntualmente all'Europa sulle cose che si sono fatte e che intendiamo fare. Anche oggi si e' dimostrato che tiene un rapporto tra due partiti che hanno fin qui assicurato stabilita' e riforme al paese''.

Anche una dichiarazione di Bossi ha annunciato la schiarita: ''Sono sempre stato contrario a far pagare dieci volte chi ha gia' pagato. Sulle pensioni il governo ancora rischia, ma alla fine una strada l'abbiamo individuata Ora bisogna vedere cosa dice l'Europa. Ma le pensioni di anzianita' non si toccano''.

Secondo alcune indiscrezioni che ricostruiscono il vertice di maggioranza rivelatosi decisivo, Bossi avrebbe avuto la rassicurazione da parte di Berlusconi che elezioni anticipate si terrebbero la prossima primavera. In questo caso, si voterebbe con l'attuale sistema elettorale anche per evitare il referendum che ne chiede la modifica.