Piano anticrisi del Governo arriva alla Ue

ROMA. Oggi il responso dell'Europa sui piani con cui il governo italiano ritiene di poter rilanciare la crescita e lo sviluppo del Paese. Silvio Berlusconi vola a Bruxelles dopo l'accordo trovato ieri in extremis con la Lega in materia di pensioni, e con una voluminosa lettera di 14 pagine con cui intende spiegare che tanto e' stato fatto, e tanto si fara'. L'inizio del vertice e' previsto intorno alle 18, alle 20 o giu' di li' l'esito verra' annunciato. Qualche "ritocco" e' gia' stato previsto da Gianni Letta, ma e' Giorgio Napolitano che interviene da Bruges (dove si trova per un viaggio programmato da tempo). Non sono il messaggero di nessuno, spiega a ribadire che l'azione del governo e' altro rispetto alla sua, e non spetta a me l'esame di quella lettera.
Certo e' che "se l'Italia e' cosciente delle sfide che ha davanti deve essere capace di dare le risposte necessarie", perche' "si tratta di fare il suo proprio interesse nazionale e di dare il suo contributo nell'interesse europeo". E bisogna essere in grado di prendere decisioni impopolari.
A Roma intanto la tensione nella politica italiana non cala, anche se l'argomento del giorno non e' la tenuta del governo quanto uno scontro - anche fisico - tra ex alleati.
Ieri sera, mentre a "Ballaro'" il ministro Gelmini svelava i contenuti dell'intesa tra Bossi e Berlusconi, Gianfranco Fini attaccava il Carroccio ricordando che la consorte del suddetto Bossi gode di pensione di anzianita' dal 1992. Da quando cioe' non arrivava ancora ai quarant'anni. Stamane la cosa - poco gradita al Cerchio Magico e dintorni - e' sbarcata nell'Aula di Montecitorio. Si apre la seduta, e parte all'attacco il capogruppo leghista Marco Reguzzoni. "E' inopportuno che il presidente della Camera Gianfranco Fini faccia politica e partecipi alle trasmissioni tv, come e' avvenuto a Ballaro'", tuona mentre l'intero gruppo leghista invoca le dimissioni. Risponde Italo Bocchino a nome di Fli, ma ecco il contatto fisico tra Rainieri e Barbaro, appartenenti ai due opposti schieramenti. Ma Fli e in particolare Italo Bocchino, respinge ogni accusa. "Il presidente della Camera ha tutto il diritto, essendo anche un leader politico, di esprimersi", fa in tempo a dire Bocchino prima che Rosi Bindi interrompa la seduta.
Riprendono i lavori, e questa volta interviene personalmente Fini. Non rispondo nemmeno proprio per non essere accusato di partigianeria, dice in sostanza, ed aggiunge con fare ecumenico: "Ringrazio tutti". Fine della seduta.
Non finisce qui invece per Bossi. "A Fini dico di andare a quel paese", dice con aplomb prima di professare ottimismo sul vertice europeo.