"Recuperiamo l'importante opificio di Pulsano"

di Dario Durante. «Siamo disposti ad offrire a titolo gratuito all'amministrazione comunale un piano di fattibilità per il recupero dell'importante opificio di Pulsano». É questa la proposta lanciata nel corso della terza edizione del “Premio Mulino Scoppetta” dai docenti universitari Antonio Monte e Renato Covino, massimi rappresentanti dell'Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI).
Di più: il professore Fontana, vincitore del premio, si è impegnato a celebrare nel prossimo anno nella piccola cittadina ionica il decennale del prestigioso “Master Class in Archeologia Industriale”, richiamando l'attenzione di esperti provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero sul monumento tutelato dal Mibac con l'istituzione anche di un concorso di idee e proposte progettuali per il futuro utilizzo del bene culturale.
Ma il sindaco Giuseppe Ecclesia ha frenato gli entusiasmi: nel suo intervento, infatti, «non ha aggiunto nulla di nuovo a quanto più volte dichiarato riguardo all'acquisizione al patrimonio comunale della struttura» afferma il presidente dell'associazione “La 'Ngegna” Luigi Marinò «dichiarando che, pur riconoscendo l'importanza sul piano storico-culturale, le sue priorità sono il completamento del restauro del castello e della chiesa conventuale».
Il primo cittadino, dunque, è apparso piuttosto preoccupato in merito al grave stato di conservazione dell'immobile ottocentesco (a rischio crollo, soprattutto della torre di pulitura, per le continue infiltrazioni meteoriche) e vorrebbe maggiori assicurazioni sia circa l'effettiva compravendita – già comunque discussa con l'attuale proprietà – sia sui corposi stanziamenti regionali occorenti per il restuaro.
«Il sindaco, consapevole dell'importanza del mulino e del suo progressivo disfacimento con conseguenti rischi connessi, non può attendere un altro anno per una risposta circa i finanziamenti regionali» fanno sapere da “La 'Ngegna”, ma «insieme ai due consiglieri provinciali pulsanesi Laterza e Borraccino si può recare in Regione per perorare la giusta causa in difesa del nostro monumento archeo-industriale».
D'altronde, conclude Marinò, «se accadesse qualcosa di grave alla struttura muraria del mulino, le responsabilità delle conseguenze sulle persone e le cose circostanti ricadrebbero comunque sull'Amministrazione comunale, al di là della proprietà».