Sindacati: dieci giorni di presidi e proteste per la manovra Monti

ROMA. Si concludono oggi i dieci giorni di presidio permanente davanti a Montecitorio di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati avevano organizzato la protesta per far sentire la loro voce contro la manovra del governo Monti che ieri ha ricevuto la fiducia in Senato. Per domani, invece, e' prevista la conferenza stampa di fine anno dei segretari geneali dei tre sindacalisti Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

''Il 24 saremo in piazza - aveva detto la leader della Cgil - non per rovinare il Natale a qualcuno ma perche' sappiamo che per i lavoratori colpiti dalla manovra non sara' una festa serena''. Sempre a Piazza Montecitorio, sara' allestito l' 'Albero del Lavoro' per ''chiedere un cambio delle strategie e per ridare un futuro al Paese''.

La manovra e', secondo il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, ''iniqua e recessiva'' e soprattutto ''e' stato un grande errore decidere di procedere senza concertazione ne' discussione con il sindacato''.

I sindacati chiedono al presidente del Consiglio, Mario Monti, ''un Patto sociale in cui siano chiari gli obiettivi che si devono raggiungere in un quadro di responsabilita' condivise da tutti i soggetti, proprio per rendere tutto piu' trasparente''.

Nel mese di dicembre, per protestare contro la manovra 'Salva Italia', i sindacati avevano proclamato uno sciopero generale unitario dei lavoratori, il 12 dicembre dei settori privati e il 19 dicembre del pubblico impiego.

Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo modifiche sulle pensioni gia' nel decreto milleproroghe. ''Non si e' tenuto conto - ha spiegato Camusso - dei lavoratori precoci, si sono stabiliti salti di 6 anni, rinvii di 10. Si poteva costruire un meccanismo sulla volontarieta', invece si e' voluto un sistema rigido, senza tener conto di lavori e fatiche diverse''.

L'unita' sindacale mancava da diverso tempo; a riavvicinare Cgil, Cisl e Uil sono state le proteste contro il decreto 'Salva Italia' ma ''distanze ce ne sono - ha dichiarato il segretario generale Cgil, Susanna Camusso - basti pensare ad alcune grandi vicende contrattuali. Ma c'e' un percorso unitario che e' utile coltivare e che, su lavoro e crescita, dira' delle cose''. Sull'ipotesi di un ritorno della concertazione Camusso spiega che ''se per concertazione si intende la riproposizione del '91-'92, non e' possibile, sono cambiate troppe cose''.

A scatenare le proteste dei sindacati sono state anche le dichiarazioni del ministro del Welfare, Elsa Fornero, riguardo l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che, per il ministro non rappresenterebbe piu' ''un totem''. Il successivo passo indietro fatto da Fornero ha segnato, per la leader della Cgil, Susanna Camusso, l'archiviazione di quel capitolo.