Fornero sull'art.18: non sia tabù
Il ministro non parla di abolizione dell'art. 18 che impedisce i licenziamenti senza giusta causa nelle imprese con piu' di quindici dipendenti, ma non esclude correzioni sugli effetti di quella norma.
Una di queste potrebbe regolare in ''maniera diversa le cause di lavoro per ridurre le incertezze di cui soffrono le imprese, a partire dai costi molto gravosi dovuti al ritardo con cui arrivano le sentenze di reintegro''. Quindi, tempi piu' certi per sapere chi ha ragione nel contenzioso tra lavoratori e imprese in caso di utilizzo dell'articolo 18.
Fornero chiarisce che la riforma del lavoro va inserita ''in un quadro di politica economica piu' ampio''. Per questo, non esclude interventi di politica fiscale come ''un cambiamento del mix di tassazione tra capitale e imprese'', anche se ''per detassare bisogna ridurre ancora la spesa pubblica''.
Quest'ultimo obiettivo, data la crisi economica, non puo' pero' essere raggiunto in tempi brevi.
Per quanto riguarda i contratti, il ministro conferma che il governo intende disincentivare un eccesso di flessibilita' che finisce per alimentare il precariato. Da qui lo studio di misure che puntino a rendere ''la stabilizzazione dei posti di lavoro appetibile per i datori di lavoro''.
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