“I familiari di Durante meritano giustizia e verità”

BARI. "Sono approfondite e complesse le indagini avviate dalla procura di Trani e dal pm Luigi Scimè su quanto accaduto in carcere a Trani e questo mi da fiducia, sono certo che le eventuali responsabilità per la morte di Gregorio Durante saranno accertate. Spero, per quanto poco sia, che questo possa servire a dare giustizia alla moglie di quell’uomo, ai suoi due bambini e a tutta la sua famiglia, cui sono vicino in questo terribile momento".
Così in una nota del consigliere Franco Pastore (Misto/Socialisti).

"Non capisco - aggiunge Pastore - di contro che senso abbia puntare ora il dito contro qualcuno, nello specifico contro il garante dei detenuti, come qualche collega ha fatto. Se la procura accerterà che l’uomo è morto per il regime carcerario, l’isolamento, incompatibili con le sue condizioni di salute, non vi sarebbe alcuna responsabilità diretta del garante. Questa è una vicenda drammatica, in cui qualcuno ha sbagliato nelle sue valutazioni, mediche o giudiziarie, ma per onestà intellettuale non è giusto volere trovare in una figura istituzionale un capro espiatorio. Ricordo inoltre che il carcere di Trani, se pure non sia il carcere ideale, non è neppure quello con le maggiori criticità nel panorama pugliese, è una realtà che conosco, di cui mi sono interessato. Qualcuno ha deciso che Durante non corresse pericolo a stare in carcere e che la sua scarcerazione non fosse urgente, ma tale prerogativa non è del garante o del direttore di un istituto penitenziario".

"Spero - conclude Pastore - che si faccia luce il prima possibile sull’accaduto, ho massima fiducia nel lavoro degli inquirenti. Voglio ancora concludere con un pensiero ai familiari di Gregorio Durante il cui primo diritto è avere giustizia e verità su quanto accaduto".

Intanto sono stati inviati ispettori dal ministero della Giustizia per alcune ore stamani nel carcere di Trani per verificare se siano state commesse irregolarita' in relazione al decesso. Gli ispettori erano stati inviati dal ministero dopo che la Procura della Repubblica di Trani aveva aperto un'inchiesta sulla morte del detenuto, basata su una denuncia per presunti maltrattamenti presentata dai famigliari di Durante.