La Casta si difende: costi della politica troppo alti? Non è vero
ROMA. I costi della politica vanno ridotti, ma non si cerchi delegittimare il Parlamento. E' questa in sintesi, nel pieno della bufera sugli ancor parziali risultati della commissione Giovannini, la replica del 'Palazzo' alle polemiche divampate in questi giorni sui quotidiani.Perche', ha spiegato l'ex sottosegretario Francesco Giro, "non siamo abusivi ne' bersagli da circo". "La relazione presentata dal presidente dell'Istat, se da un lato ci sollecita a fissare criteri non piu' derogabili di maggiore trasparenza ed equita', dall'altro dimostra in maniera inequivocabile l'infondatezza della campagna denigratoria mossa da almeno un anno ai danni dei parlamentari italiani", ha sottolineato Fabrizio Cicchitto.
"Tra riduzione dei parlamentari e demagogia anticasta, i poteri forti vogliono ridurre il Parlamento al peso che oggi hanno i consigli comunali", ha ammonito Gianfranco Rotondi. Sulla stessa linea Gaetano Quagliariello. "Quel che il rapporto dimostra essere non piu' tollerabile e' che si alimenti la campagna contro i costi della democrazia", ha detto, "a meno che non si voglia delegare stabilmente il governo del Paese a una casta di ottimati".
Intanto, Enrico Giovannini, presidente dell'Istat e capo della Commissione incaricata di valutare la questione legata agli stipendi dei politici, e' tornato a sottolineare le difficolta' incontrare dalla commissione.
"La legge di luglio prevedeva per la Commissione una prima scadenza per il 31 dicembre con la possibilita' di fornire dati provvisori da confermare entro marzo. Per questo la Commissione ha fatto presente la difficolta' del proprio compito" ha sottolineato a Tgcom24. "La Commissione ha solo fatto notare che i tempi erano stretti perche' non doveva guardare solo ai parlamentari ma anche a tutta una serie di enti e dirigenti dei ministeri di prima fascia. E' uno studio complesso che non poteva essere concluso entro il 31 dicembre del 2011. Noi ci siamo limitati solo a far presente questo".
Ma Di Pietro, che ha sposato in pieno col suo partito la causa, non s'arrende. "L'Idv - sostiene il leader - "continuera' la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l'abbattimento dei costi della casta".
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