La Cgil incalza Monti: tavolo unitario. Ma il Governo non ci sta

ROMA. La Cgil chiede al governo Monti un tavolo unitario per discutere di lavoro, pensioni e liberalizzazioni: no a incontri separati stile Sacconi dice la confederazione. Una richiesta di concertazione avanzata anche da Cisl e Uil.

Ma il governo non cambia linea: gli incontri sulla riforma del mercato del lavoro saranno con un sindacato alla volta e non con le parti sociali riunite, si apprende da fonti dell'esecutivo.

La Cgil in un post su Twitter avverte: "Monti non convochi i sindacati separatamente. Gli incontri separati stile Sacconi rendono solo tutto piu' complicato e piu' lungo".
Secondo l'organizzazione guidata da Susanna Camusso "serve un Piano del lavoro che tamponi la crisi, crei nuovi posti per giovani e donne, dia prospettiva e speranza al Paese". Il programma deve prevedere "assunzioni incentivate per giovani e donne con contratto di inserimento formativo sui progetti paese che riduca la precarieta'".

Ma al tavolo con il governo si dovra' parlare anche di liberalizzazioni, produttivita', contratti e pensioni. L'obiettivo, ha sottolineato il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, e' la crescita: "Le quattro Confederazioni, anche se con sfumature diverse, hanno come unico obiettivo la crescita per il bene del Paese e dei lavoratori, perche' questa e' l'unica soluzione, non la modifica dell'articolo 18, ne' il contratto unico o prevalente".

Sulla concertazione oggi e' intervenuto anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, che dalla Liguria ha ammonito: "La via del dialogo tra diversi soggetti e' molto importante" per prevenire le tensioni sociali "perche' parlarsi significa far emergere i problemi e cercare soluzioni possibili".