"Il Cie barese è da chiudere"

BARI. ''Il Tribunale civile di Bari ordini l'immediata chiusura del Centro di identificazione e di espulsione (Cie) del capoluogo pugliese, per accertata violazione dei diritti dell'uomo''.
E' quanto chiede l'associazione di giuristi democratici 'Class action procedimentale' che ha ''citato in giudizio, sostituendosi al Comune e alla Provincia di Bari con un'azione popolare, la presidenza del consiglio dei ministri, il ministro dell'Interno e il prefetto perche' rispondano di quella che noi riteniamo essere la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo''. FRATOIANNI: CONDIVIDIAMO CLASS ACTION - ''Condividiamo e sosteniamo la Class Action portata avanti dall'associazione giuristi democratici per la chiusura del Centro identificazione ed espulsione di Bari Palese. In occasione del precedente atto di citazione nel maggio dello scorso anno ci siamo costituiti e lo faremo anche oggi''. Lo assicura in una nota l'assessore alla Cittadinanza sociale e politiche di inclusione dei migranti della Regione Puglia, Nicola Fratoianni, a proposito dei risultati, presentati oggi dall'associazione Class Action Procedimentale, delle perizie disposte dal Tribunale di Bari e dell'atto di citazione in cui si chiede l'immediata chiusura del Cie di Bari per violazione dei diritti umani. ''Per noi i Cie - aggiunge - rappresentano una ferita aperta per la democrazia del nostro paese. Come giustamente viene ribadito nell'iniziativa dell'associazione giuristi democratici queste strutture sono delle vere e proprie carceri con l'aggravante che al loro interno non sono garantiti nemmeno i diritti e le garanzie previste dall'ordinamento carcerario. Pensare che sia ammissibile privare della propria liberta' persone che non hanno commesso alcun reato solo perche' prive di documenti e quindi in quanto vittime di una condizione non scelta - sostiene Fratoianni - e' per noi inaccettabile''.