Il Papa nell'Urbi et Orbi: stop a violenze in Siria

CITTA' DEL VATICANO. "Custodite nel cuore l'irradiazione di pace e di gioia proveniente dalla Risurrezione di Cristo che da' forza e significato ad ogni attesa ed ogni progetto di bene". E' stato questo l'augurio che Benedetto XVI ha rivolto all'Italia prima della benedizione Urbi et Orbi. " "Buona Pasqua - ha detto - a voi, uomini e donne di Roma e d'Italia! Ricercate sempre il Cristo Risorto, la luce della Verita', che ha squarciato le tenebre della morte e ha recato nel mondo lo splendore di Dio". Nel messaggio di Pasqua letto dalla Loggia della basilica di San Pietro prima di impartire la benedizione Urbi et Orbi, il Papa ha affermato che "La speranza, in questo mondo, non puo' non fare i conti con la durezza del male. Non e' soltanto il muro della morte a ostacolarla, ma piu' ancora sono le punte accuminate dell'invidia e dell'orgoglio, della menzogna e della violenza". Gesu' Cristo, ha ricordato, fu "rifiutato dai capi del popolo, catturato, flagellato, condannato a morte e crocifisso" sotto gli occhi dei suoi discepoli e di Maria Maddalena, alla quale aveva rimesso i peccati. Poi l'appello per la pace in Africa, a partire dalla Nigeria, dove le chiese continuano a essere attaccate, anche oggi; e il Medio Oriente. A queste due immense e travagliate aree della terra, i cui paesi ha idealmente attraversato anche durante gli auguri pronunciati in 65 lingue, il papa ha rivolto con forza il suo pensiero in questa giornata di Pasqua. La parte più forte del suo messaggio Urbi et Orbi tradizionalmente pronunciato dopo la messa pasquale, è tutta raccolta in un pressante appello alla pace per queste nazioni. Ricordando che "la speranza, in questo mondo, non può non fare i conti con la durezza del male", fatta di "morte, invidia, orgoglio, menzogna, violenza". Un "intreccio mortale" che anche Cristo ha conosciuto, ma ha sconfitto. "Cristo è speranza e conforto" per chiunque subisce ingiustizie, in particolare "per le comunità cristiane che maggiormente sono provate a causa della fede da discriminazioni e persecuzioni", ha sottolineato il Papa. Oltre 100mila fedeli hanno partecipato alla celebrazione, riempiendo tutta piazza San Pietro, il piazzale antistante e parte di via della Conciliazione e al termine hanno salutato il Papa con un lungo applauso. Ad abbellire il sagrato e la piazza le decorazioni floreali preparate dai fioristi olandesi: oltre 42 mila fiori e piante tra lilium, rose, aster e rami di ciliegio giapponese.

(Foto: Ansa)