Un asteroide avrebbe potuto colpire la Terra

di Elena De Nora. Nella notte del 14 giugno un asteroide del diametro di 500 metri si è avvicinato alla Terra. In realtà era stato avvistato già fra il 10 e l’11 giugno in un osservatorio australiano, ma il tempo a disposizione non è stato sufficiente a poter prevedere la sua traiettoria. Chiamato 2012 LZ 1, questo corpo celeste si muoveva parallelamente al nostro pianeta ad una distanza di 5,3 Km., quasi 15 volte la distanza Terra – Luna.

Si pensa che la scomparsa dei dinosauri sia avvenuta circa 65 milioni di anni fa a causa dell’impatto di un asteroide molto più grande di 2012 KZ 1 (circa 10 Km. di diametro) con la Terra. Perciò gli scienziati hanno messo a punto un progetto che permetta di tenere sotto controllo tutti i corpi che potrebbero avere la Terra nelle vicinanze del loro cammino.

Ma pensiamo a quanto affascinante è il lavoro di tali studiosi, continuamente a contatto con un mondo misterioso come quello del cielo e delle stelle, misterioso e nello stesso tempo rassicurante. Gli antichi consideravano il loro riferimento le stelle fisse. La visione del cielo ci dà la sensazione di quanto siamo piccoli rispetto all’immensità dell’Universo, ma nello stesso tempo ci avvicina al trascendente.

Uno dei primi scienziati rapito da queste osservazioni fu senza dubbio Galileo Galilei, fisico di grandi doti ed ingegno, pietra miliare della ricerca. Le idee di Galileo sconvolsero il pensiero dominante della sua epoca, aristotelico-tolemaico, che vedeva la Terra al centro dell’Universo.

Le sue scoperte lo obbligavano ad abbracciare l’idea di Copernico che poneva il Sole al centro dell’Universo. Ma ciò portò ad una “tragica incomprensione” tra Galileo e la Chiesa ed il grande scienziato, inquisito e condannato, trascorse, quasi cieco, i suoi ultimi anni agli “arresti domiciliari”.

Il 25 aprile dall’ Osservatorio Nazionale del Gran Sasso è stato trasmesso in TV uno spettacolo molto interessante, che narrava la storia di Galileo con grande vivacità. Consiglio vivamente, se ve ne fosse l’occasione, di assistere al monologo di Marco Paolini intitolato ITIS GALILEO. Vi sono riferimenti ad altri grandi uomini del tempo di Galileo e riflessioni molto argute.

Ciò che abbiamo appreso è che il grande scienziato, quasi costretto a rinnegare la sua teoria, negli ultimi anni (quasi 80) si è preoccupato di tramandarci il suo straordinario Metodo Sperimentale, la base fondamentale per tutte le scienze. Nonostante la cecità e l’impossibilità di pubblicare i suoi scritti, è riuscito a far uscire dalla sua dimora, attraverso persone fidate, ciò che riteneva importante per il progresso dell’umanità.

Perciò oggi possiamo guardare a Galileo come un grande esempio di uomo, oltre che di scienziato, che ha voluto lottare per quello in cui credeva. Anche noi, oggi, in un momento così difficile per la nostra nazione e per il mondo, dobbiamo trovare la forza di combattere e trasmettere la nostra cultura alle generazioni future.