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La domotica: il sistema per avere una casa più intelligente e sostenibile

Da tempo si parla di domotica, di smart home e di smart cities, eppure solo adesso questa tecnologia sta iniziando a concretizzarsi nella vita di tutti noi. Il 2019, infatti, sarà l’anno della gestione intelligente delle abitazioni e dell’affermazione dell’Internet of Things. Anche se in tanti non se ne rendono ancora conto, in realtà domotica e IoT sono già presenti nelle nostre case: alcuni dei dispositivi più di successo in questo campo sono già dei best sellers in Italia, mentre altri sono destinati a diventarlo molto presto. In fondo i vantaggi della domotica chiariscono il perché di questo successo: si parla di un sistema che migliora il comfort delle abitazioni, potenzia il fattore della sicurezza e abbatte gli sprechi energetici. 

Come funzionano le case intelligenti 

Il termine domotica deriva dal latino “domus” (casa) e dal suffisso greco “-tikos” (applicazione): anche se può apparire complesso e ricercato, in realtà il significato nascosto dal termine è tutt’altro che difficile da capire. La domotica, infatti, rappresenta l’applicazione delle scienze e delle tecnologie alla casa, con lo scopo di trasformarla in un ambiente intelligente e spesso automatizzato. Si parla di un sistema che funziona così: la casa viene accessoriata con una serie di dispositivi che possono connettersi a Internet, e che possono comunicare con una centralina (il vero cuore del sistema). Da un lato ciò permette di gestire gli apparecchi tecnologici connessi in base alle situazioni domestiche, dall’altro gli utenti possono comandarli a distanza. Un esempio di sistema di domotica per la casa è rappresentato da Live Protection, un set di dispositivi che possono essere gestiti in remoto direttamente dal proprio smartphone. Il futuro sarà tutto in mano a questi sistemi: già oggi la domotica è ben vista dagli italiani per via della sua capacità di garantire una certa sicurezza contro i furti (88%) e per gestire in maniera più efficiente la propria abitazione (73%). 
Domotica, sostenibilità e risparmio 

La domotica permette anche di risparmiare sui consumi di energia e, pertanto, è sempre più conveniente. Secondo le stime di settore, si parla di un risparmio sulle spese in bolletta che può arrivare fino al +30%, e che riguarda sia i consumi di energia elettrica che di gas. In che modo è possibile ottenere questi risultati? Ad esempio installando un termostato intelligente, che può essere gestito anche a distanza: ciò permette di accendere il riscaldamento a ridosso del nostro ritorno a casa. Gli esempi di domotica e risparmio energetico, comunque, si sprecano: basti pensare ai sistemi di illuminazione intelligenti, che accendono le luci solo quando rilevano la presenza degli abitanti. Questi sistemi provvedono anche allo spegnimento automatico delle luci, quando notano che in casa (o nella stanza) non si trova più nessuno. Senza dimenticare le lampadine smart che funzionano in maniera molto semplice poiché possono essere gestite agevolmente da smartphone in qualsiasi momento e luogo ci si trovi. Lo stesso discorso può essere applicato agli infissi e agli impianti audio: tutte queste innovazioni non solo facilitano la vita ma permettono anche di ridurre gli sprechi razionalizzando la propria gestione domestica. 

La domotica, dunque, permette di dotare la casa di un “cervello”, rendendola non solo più intelligente ma anche maggiormente sostenibile.

Startup, Francesco Rellini (Scooterino): "Italia ancora molto indietro, ma fiducioso per il futuro"


di FRANCESCO BRESCIA – "L’idea di creare Scooterino nasce nel 2013 durante una mia esperienza in Thailandia, a Bangkok, dove vivevo e lavoravo per la Camera di Commercio Italo-thailandese e dove ho scoperto il moto taxi, mezzi a due ruote utilizzati per il trasporto, e ho pensato che potesse essere una cosa molto utile anche da noi in Occidente, ma declinata in chiave ‘sharing economy’", ci spiega il co-founder e COO dell’app Scooterino, Francesco Rellini.

“Ho cominciato a lavorare alla realizzazione di questo progetto con una mia collega, poi abbiamo avuto un finanziamento da Tim Wcap e ho successivamente incontrato quello che sarebbe stato il mio socio americano, Oliver Page,e abbiamo ribrandizzato e lanciato il progetto Scooterino nel 2015.

"L’app", ci spiega Rellini, "è un incrocio tra Bla bla car e Uber e permette di prenotare un percorso da persone che vanno nella stessa direzione o richiedere un passaggio in tempo reale da scooteristi attivi in quel momento. E’ il modo più veloce di spostarsi in città. E’ attivo nella città di Roma dove finora abbiamo registrato circa 75000 richieste di passaggio, ma abbiamo cominciato a fare dei test anche in altre città".

Rellini ci racconta anche l’esperienza pugliese vissuta a DigithON nel 2016, la maratona delle idee digitali, ideata e organizzata dalla fondazione omonima presieduta da Francesco Boccia e che si svolge a Bisceglie ogni anno: “E’ stata una vetrina sicuramente interessante”. E aggiunge: “Abbiamo partecipato a numerosi eventi in tutta Italia. Non vedo grandi divergenze, grandi divari tra Nord, Centro e Sud Italia, forse al Sud ci sono più possibilità di raccogliere finanziamenti a fondo perduto”.

“Le difficoltà economiche sono un male comune a tutte le regioni per gli startupper italiani”, sottolinea Francesco Rellini, “perché nel nostro Paese non c’è ancora un ecosistema che porti a favorire con un supporto le startup. Non è difficile trovare i primi soldi per partire, ma poi, quando servono quelli per scalare davanti c’è un deserto. So che questo governo sta organizzando una serie di supporti al sistema del venture capital che, rispetto a Paesi come Spagna e Francia, è ancora molto indietro. Ma speriamo che negli anni a venire si muova qualcosa”.

Info su http://scooterino.it/ 

'Strategie Resilienti di contrasto al dissesto idrogeologico': convegno a Bari

di DONATO FORENZA - Presso il Politecnico di Bari, il recente Convegno sui temi “Strategie Resilienti di contrasto al dissesto idrogeologico” ha fornito contributi di peculiare rilevanza alla soluzione di complessi problemi connessi con la protezione del territorio. Ai lavori hanno contribuito Eugenio DI SCIASCIO, Rettore Poliba,  Antonio Felice URICCHIO, Rettore Uniba, Michele EMILIANO, Presidente Regione Puglia,  Antonio DECARO, Presidente ANCI,  Angelo PERRINI, Consiglio Naz. Ingegneri,  Salvatore VALLETTA, Presidente Ordine Geologi  Puglia,  Paolo MAFFIOLA, Presidente Ordine Architetti Provincia di Bari,  Roberto MASCIOPINTO, Presidente Ordine Ingegneri Provincia di Bari, Raffaele SANNICANDRO, Soggetto Attuatore Ufficio Commissario Straordinario delegato. L’evento, che è stato patrocinato dal Politecnico e dall'Università di Bari, si situa nello scenario dei rapporti del Poliba con la Regione Puglia e le istituzioni nazionali di salvaguardia del territorio e concerne opere di mitigazione del rischio idrogeologico,iniziative governative e regionali.

Nel mattino sono intervenuti: V. CORBELLI, Segretario Gen. Autorità Bacino distrettuale Appennino Meridionale, ‘‘Dalla pianificazione alla gestione del rischio idrogeologico’’; P. GALLOZZI, Responsabile Sez. Sviluppo e coord. Sistema ReNDiS ISPRA, ‘‘Il quadro informativo nazionale sulla difesa del suolo’’;  G. FORMISANO, Dirigente Sezione Difesa del suolo e rischio sismico Regione Puglia, ‘‘Programmazione 2014/2020 finalizzata al contrasto del rischio idrogeologico: l’esperienza del ReNDiS nel territorio pugliese’’; A. LERARIO, Dirigente Sezione Protezione Civile Regione Puglia, ‘‘Il ruolo della protezione civile per la mitigazione del rischio’’;  A. DORIA, Ufficio del Commissario Straordinario delegato, ‘‘Gli interventi strutturali per la mitigazione del rischio idrogeologico nel territorio pugliese’’;  D. SGARAMELLA, Ufficio Commissario Straordinario delegato, ‘‘Attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico: criticità e possibili sviluppi’’.

Nel  pomeriggio hanno relazionato: U. FRATINO, Docente Poliba, ‘‘Sulla valutazione della pericolosità da inondazione: l’importanza della analisi numerica nella progettazione degli interventi di mitigazione’’; G.MASTRONUZZI, Docente Uniba, ‘‘Pericolosità e vulnerabilità lungo la fascia costiera’’;  P. DELLINO, Docente Uniba, ‘‘Criticità delle piccole aste fluviali dell’Italia meridionale’’; L. CASCINI, Docente Unisal, ‘‘La mitigazione del rischio da frana in Italia: dalla prassi corrente ad una gestione sostenibile’’;  F. COTECCHIA, Docente Poliba, ‘‘L’importanza della diagnosi del meccanismo di frana per la selezione e progettazione degli interventi di mitigazione’’;  M. PARISE, Docente Uniba, ‘‘Indagini e monitoraggio per la riduzione del rischio da sprofondamento’’, P. LOLLINO, Ricercatore CNR IRPI, ‘‘Analisi della suscettibilità al collasso di falesie costiere in roccia e cavità sotterranee”.

Nel dibattito e nelle riflessioni conclusive afferenti alla situazione italiana, è stato ribadito che le strategie resilienti di contrasto al dissesto idrogeologico assumono un ruolo determinante e interdisciplinare. Occorre il trasferimento scientifico e tecnologico in contesti sostenibili istituzionali e produttivi, per l’area dell’ingegneria Civile ed Ambientale ed Edile, impegnata nella difesa del territorio e della pianificazione ecologica di centri abitati e territorio. E’ meritoria l’opera mirabile ed innovativa del Politecnico di Bari.  La valenza degli argomenti in esame ha evidenziato l’importanza dei temi. La manifestazione ha riscosso notevole successo. Hanno partecipato numerosissimi tecnici e ricercatori; il convegno è stato accreditato dagli Ordini professionali di Architetti, Geologi  e Ingegneri.

Imprese: Fabrizio Benvenuto alla guida di Iamcp Italia

ROMA - Iamcp Italia rinnova il direttivo e sceglie il nuovo presidente. Si tratta di Fabrizio Benvenuto, 43 anni, leccese, fondatore di Co.M.Media srl, società che opera da circa venti anni nei campi dell’innovazione, dell’informatica e della comunicazione. Del direttivo fanno parte anche Claudio Salano, ex presidente che ha lasciato il passo a Benvenuto, ceo di Overnet Solutions e nuovo vicepresidente, il rappresentante a Iamcp Emea Giorgio Genta (Ett Solutions), il tesoriere Maria Teresa Paroli (Hit), Alessandra Galdabini (Microsys), Massimo Mattana (Emm&mme Informatica), Guido Colombo (Orchestra), Salvatore Gargano (CEGECA), Fabio Cazzaniga (Braindata), Giulio Valeri (Software Solutions). Arietta Pinti (Nav-lab), con la sua grande esperienza, partecipa al direttivo come invitato permanente, mentre la figlia, Stella Tedoldi, si occuperà di Women Tecnology per Iamcp.

Nel corso della riunione d’insediamento, tra le altre cose, è stata avviata la costruzione dell’agenda 2019 di Iamcp, con la partecipazione dell’associazione alla fiera A&T - Automation & Testing (che si terrà a Torino dal 13 al 15 febbraio), e si è discusso della opportunità di creare un evento di respiro internazionale nell’ambito di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 sul tema delle nuove frontiere dello sviluppo software.

La International Association of Microsoft Channel Partners (Iamcp) riunisce società IT il cui business è centrato sull’offerta Microsoft. Fondata nel 1999, l’associazione (che non ha scopo di lucro) dà voce, all’interno del programma Microsoft, alla comunità dei partner internazionali e ne facilita la crescita e lo sviluppo. Le aziende trovano in Iamcp un alleato nella crescita, capace di dar loro voce nei programmi Microsoft e nella comunità IT, e un veicolo per lo sviluppo e la cooperazione tra soci. La mission è massimizzare le opportunità dei soci attraverso il network e, grazie allo sviluppo di importanti relazioni con gli uffici Microsoft nei diversi Paesi, facilitare preziose opportunità di internazionalizzazione e di collaborazione nel settore IT per plasmare il futuro del settore stesso.

“Iamcp - dice il presidente Fabrizio Benvenuto - è un alleato importante per le imprese operanti del settore dell’IT, anche grazie alla sua capacità di far dialogare, da un lato, piccole e grandi aziende innovative e, dall’altro, tutte le aziende con Microsoft, con l’obiettivo di far sviluppare il mercato dell’innovazione tecnologica. In questa direzione è cruciale proprio il ruolo del direttivo, che deve traghettare le opportunità del mondo dell’IT che nascono in aziende più piccole, che spesso sono fucine di idee straordinarie, sul “palcoscenico” più ampio delle realtà più strutturate, facendo in modo che tutti abbiano una possibilità di crescita. In tutto questo sappiamo di avere accanto Microsoft, che è il vero e proprio incubatore del processo.

Da parte mia - continua - devo ringraziare il direttivo per la fiducia, i cui componenti sono persone e professionisti che stimo moltissimo, per me modelli per esperienza e preparazione. Mi auguro infine che la presidenza di Iamcp Italia a un salentino possa aiutare il Sud, laboratorio di idee e di innovazione, a guadagnare la ribalta che merita”.

Sprint: a The Hub Bari la gara Hackathon per giovani talenti informatici

BARI - L’Hackathon su Industria 4.0 è in cerca di talenti informatici. La competizione, organizzata da Sprint, il primo programma di innovazione che persegue l'incubazione dei talenti, delle conoscenze e delle professionalità si rivolge a tutti coloro che hanno esperienza o che vorrebbero conoscere tutti i segreti dell’Internet of Things. L’evento ha l’obiettivo di creare una community tutta pugliese attiva sui temi del making e della progettazione in questo settore. Un’occasione imperdibile di crescita, condivisione e conoscenza per i partecipanti.

La gara si svolgerà il 25 gennaio nel coworking Hub, all’interno della Fiera del Levante. Il team vincitore otterrà un premio di 500 euro.

I partecipanti saranno divisi in piccoli gruppi di al massimo 4 persone e dovranno realizzare un prodotto informatico, un output, con la strumentazione elettronica fornita dall’organizzazione: schede Arduino e oltre mille tra sensori e attuatori. Ai team sarà distribuita una componentistica base, uguale per tutti e poi durante la competizione sarà possibile richiedere ulteriore strumentazione per personalizzare il proprio output.

I due settori per cui dovranno essere sviluppati gli output sono la logistica (gestione magazzino, packaging/palletting, ottimizzazione dei trasporti, antifurto trasporti, ottimizzazione percorsi indoor) e la gestione merci (ottimizzazione carico/scarico merci, deperimento merci trasportate, controllo in ingresso) one carico/scarico merci, deperimento merci trasportate, controllo in ingresso).

Durante la giornata i partecipanti saranno assistiti da tutor e mentor esperti, che terranno anche piccoli talk nel corso della competizione sul mondo dell’Internet of Things, dell’Open Innovation e dell’Industry 4.0. Si tratta di Stefano Franco, matematico con un master in General Management & International Stategies, Domenico Colucci co-fondatore e marketing leader di Nextome, Vito Pesola ingegnere meccanico e responsabile tecnico per impianti di illuminazione pubblica, Pierpaolo Basile ricercatore presso il Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Bari, Giovanni Marsella professore Associato nel settore FIS/04 all'Università del Salento.

Al termine della gara le squadre presenteranno il funzionamento dei prodotti realizzati. Poi i lavori saranno valutati da una giuria di esperti del settore.

Hackathon è solo una delle creazioni di Sprint, il primo progetto di formazione e incubazione di talenti del sud Italia, promosso da Impact Hub Bari insieme a Università degli Studi di Bari e Confindustria Bari-Bat, realizzato grazie al sostegno di Gruppo Megamark, Programma Sviluppo e Fondazione ITS Logistica Puglia con il Patrocinio del Comune di Bari.

Tra gli organizzatori di Hackathon anche Math2B, in collaborazione con Alumni Mathematica, GDG Bari, Apulia Makers 3D, Scuola Open Source. Partner dell’iniziativa anche Gruppo Megamark, Programma Sviluppo, ITS Logistica Puglia, Università degli Studi di Bari, Assoservice/Confindustria Ba-Bat.

Inaugurato il primo prototipo di telescopio 'Schwarzschild-Couder' per l’astronomia a raggi gamma


BARI – C’è anche il contributo scientifico dei docenti del Dipartimento Interateneo di Fisica Poliba-Uniba alla inaugurazione del primo prototipo di Telescopio “Schwarzschild-Couder” per l’astronomia a raggi gamma avvenuta ieri, in Arizona (USA), presso l’Osservatorio Whipple, di Amado a sud di Tucson.

Gli obiettivi principali del prototipo saranno quelli di dimostrare la qualità delle prestazione del sistema ottico di nuova generazione e contribuirà alla costituenda realizzazione della nuova potente rete di telescopi interconnessa “Cherenkov Telescope Array” (CTA).

L’obiettivo del progetto CTA sarà lo studio dell’universo alle alte energie, per mezzo della rivelazione dei fotoni gamma. Queste indagini consentiranno di indagare i fenomeni astrofisici più violenti che avvengono nel nostro universo, ma potrebbero anche portare a informazioni preziose su aspetti ancora poco noti o addirittura sconosciuti, come la natura della materia oscura, che costituisce la maggior parte della materia esistente nel cosmo.

L’Italia ha partecipato al progetto con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). “L’INFN ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo prototipo del telescopio medio di CTA – ha detto Nicola Giglietto, responsabile nazionale di CTA per l’INFN e professore del Politecnico di Bari presso il Dipartimento Interateneo di Fisica di Bari. “La progettazione della camera di questi telecopi – ha sottolineato - è stata coordinata da Francesco Giordano e Riccardo Paoletti, ricercatori INFN e professori rispettivamente presso le Università di Bari e Siena. Anche i sensori ottici e l’elettronica di lettura di sono stati realizzati in Italia. L’inaugurazione del nuovo telescopio – ha concluso Giglietto - è il risultato di una intensa collaborazione italo-americana che vede coinvolte diverse università americane, italiane e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”.

Il prototipo costituirà uno dei mattoncini della rete CTA, che sarà il principale osservatorio globale per l’astronomia nel prossimo decennio ed oltre.

Le caratteristiche innovative di questi telescopi permetteranno a CTA di migliorare drasticamente la qualità di immagini di grandi regioni di cielo e di migliorare la rivelazione di sorgenti astronomiche deboli.

CTA è un'iniziativa globale, che vede impegnati oltre 1.400 scienziati e ingegneri di 31 paesi nello sviluppo scientifico e tecnico dell'osservatorio di raggi gamma ad alta energia più grande e sensibile al mondo, con circa 120 telescopi, di tre dimensioni diverse, divisi tra due siti: uno nell’emisfero nord all’Osservatorio di Roque de los Muchachos, e l'altro nell'emisfero australe vicino al sito esistente dell'Osservatorio meridionale di Paranal, in Cile.

I telescopi, “Schwarzschild-Couder Telescope”, pSCT, sono telescopi di media grandezza e, a differenza dei classici telescopi per raggi gamma tradizionalmente costituiti da una singola superficie di specchi, sono costituiti da due superfici di specchi. La prima superficie è costituita da 48 specchietti asferici, mentre la seconda da 24.

“Il primo del suo genere nella storia dei telescopi a raggi gamma, il design pSCT dovrebbe migliorare le prestazioni di CTA verso il limite teorico della tecnologia adoperata, grazie anche all’impiego di fotosensori innovativi made in italy”, aggiunge il prof. Francesco Giordano del Dipartimento Interateneo di Fisica, coordinatore nazionale della iniziativa pSCT.

L’osservatorio CTA studierà sorgenti di raggi gamma astrofisiche nell'intervallo di energia da 20 Giga-elettronVolt a 300 Tera-elettronVolt, con una sensibilità circa dieci volte maggiore rispetto a qualsiasi osservatorio mai costruito prima”.

Il risultato della costruzione di questo prototipo è solo l’ultimo in ordine di tempo dei successi che il gruppo di fisica astroparticellare della sezione dell’INFN di Bari e del Dipartimento Interateneo di Fisica può annoverare. Dipartimento che vanta una pluridecennale esperienza, con partecipazioni in collaborazioni internazionali coinvolte in esperimenti su missioni spaziali, voli su palloni sonda e in laboratori sotterranei.

"Puglia all’avanguardia per le nuove tecnologie dei motori aeronautici"

BARI - “Oggi ho partecipato, presso il Politecnico di Bari, al Convegno su “L’innovazione delle tecnologie per i motori aeronautici in Puglia”, organizzato in collaborazione con Avio Aero, impresa leader mondiale nel settore dei propulsori aeronautici civili. Così in una nota l’assessore regionale allo Sviluppo Economico  Mino Borraccino.

“Già in dicembre - prosegue - mi recai a Brindisi e visitai personalmente l’azienda, un fiore all’occhiello per la Puglia nei settori della progettazione, produzione e commercializzazione di componenti, moduli e motori per aeromobili.

“Sono stati affrontati i temi dell’innovazione in comparti hi–tech; del ruolo della Puglia nel mercato dell’aviazione; della ricerca e sviluppo di trasmissioni meccaniche per motori aeronautici; dello sviluppo di un sistema di controllo per motori aeronautici.

“Fra gli obiettivi di cui si è parlato, mi sembra doveroso sottolinearne due, che mi sembrano fondamentali: la riduzione  dei consumi (ai fini del contenimento dell’impatto ambientale e della riduzione dei costi di gestione operativa) e l’affidabilità dei motori, ai fini dell’innalzamento dei livelli della sicurezza dei passeggeri.
                                                                                         
“Gli investimenti da mettere in campo, con il sostegno fondamentale della Regione Puglia, riguardano la realizzazione di motori aeronautici con minori consumi, emissioni, costi, e maggiore affidabilità, come richiesto dagli operatori del trasporto aereo e dagli obiettivi della Comunità Europea.

“L’aspetto qualificante è che tali competenze richiedono uno sforzo specifico in tema di valorizzazione delle risorse umane. La maturazione di un know-how necessario agli obiettivi citati risulta determinante per conseguire successivi miglioramenti e innovazioni di prodotto, necessari per mantenere e incrementare la presenza nel mercato di riferimento per il quale si prevede un significativo sviluppo”, conclude Borraccino.

Bari, lunedì a Palazzo di Città la consegna di un riconoscimento al radiologo Vincenzo Genchi

BARI - Su iniziativa del presidente della commissione consiliare Cultura Giuseppe Cascella, lunedì 14 gennaio, alle ore 11, a Palazzo di Città, l’assessore alle Culture Silvio Maselli consegnerà una targa di riconoscimento al dottor Vincenzo Genchi, vincitore del premio annuale Pediatric Case of the Week 2018.

Il premio, bandito dal Medical Center della Virginia - Commonwealth University di Richmond, viene assegnato allo specialista che formula il maggior numero di diagnosi corrette sulla base di una certa quantità di casi da esaminare.

Avendo ottenuto anche quest’anno l’ambito riconoscimento, Vincenzo Genchi si conferma miglior radiologo al mondo anche per il 2018.

Alla cerimonia parteciperanno il consigliere incaricato per le politiche della salute ed efficientamento dei servizi sanitari, Renato Laforgia, Angelo Vacca, ordinario di Medicina interna dell’Università degli Studi di Bari, e Roberto Bellotti, ordinario di Fisica applicata all’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari.

Scienza: Grillo e Renzi firmano patto pro-vax

ROMA - "Oggi è successa una cosa molto importante: Beppe Grillo e Matteo Renzi hanno sottoscritto (insieme a molti altri), un patto a difesa della scienza. Perchè ci si può dividere su tutto, ma una base comune deve esserci. La scienza deve fare parte di questa base". A scriverlo su Facebook Roberto Burioni.

"Perchè non ascoltare la scienza - ha continuato l'accademico - significa non solo oscurantismo e superstizione, ma anche dolore, sofferenza e morte di esseri umani. Ha detto Albert Einstein che la "scienza, al confronto con la realtà, è primitiva e infantile. Eppure è la cosa più preziosa che abbiamo". Oggi sono molto contento, perchè due persone rivali e distanti sono d'accordo sul fatto che non possiamo permetterci di buttarla via".

Clienti Vodafone truffati via Whatsapp. "Non fornite alcun documento"

ROMA - Occhio all’ennesimo tentativo di truffa online di massa, o meglio, per gli utenti di una compagnia telefonica primaria come Vodafone. Infatti, come segnalato dalla Polizia Postale sulla pagina Facebook “Commissariato di Ps-online” e come ritiene opportuno rilanciare lo “Sportello dei Diritti”, bisogna stare molto accorti perché la frode è dietro l’angolo se non si sta accorti.

“Facciamo attenzione - comincia così il post della Polizia Postale - Diversi utenti che si sono rivolti al servizio assistenza dell’operatore Vodafone per segnalare guasti sulla rete fissa sono stati contattati su WhatsApp, da un fantomatico “reparto Tecnico” il quale, al fine di sollecitare l’intervento di personale tecnico, richiedeva con varie scuse, copia dei propri documenti di riconoscimento e, in alcuni casi, anche una copia di un secondo documento d’identità. Ricordiamo che gli operatori telefonici non richiedono mai copie di documenti per interventi di assistenza né tantomeno utilizzano whatsapp per comunicare con la propria clientela. In alcuni casi invece i truffatori informano gli utenti di inesistenti rincari della loro tariffa telefonica invitando gli stessi a passare ad altro operatore telefonico. Nel dubbio è opportuno sincerarsi attraverso il call center dedicato all’assistenza. Vodafone Italia anche a tutela della propria clientela ha sporto regolare denuncia all'Autorità giudiziaria”.

Un altro modo per appropriarsi delle identità altrui per poter tentare le più disparate ipotesi di truffa, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che ancora una volta ritiene opportuno diffondere questa nuova allerta per le possibili implicazioni per gli utenti della rete. Attenzione dunque, perché la truffa online è sempre dietro l’angolo.

"Sui touchscreen del futuro si potrà percepire la superficie degli oggetti", al via studio a Lecce

(pixabay)
LECCE - Sui touchscreen del futuro si potranno non solo vedere gli oggetti, ma anche percepirli. E mentre diverse aziende lavorano ai prototipi, a studiare come migliorare le performance del “feedback tattile” dei dispositivi ci pensano i ricercatori. Tra questi anche Michele Scaraggi, ricercatore di Meccanica Applicata alle Macchine presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, che - assieme a colleghi fisici e ingegneri di università e centri di ricerca tedeschi e turchi - ha studiato un metodo accurato ed efficace per descrivere teoricamente l’“interazione multiscala” con il touchscreen.

«Fino al nostro studio, non era stato possibile calcolare le forze scambiate tra il dito e il display, neanche mediante l’utilizzo dei supercomputer più potenti», spiega Scaraggi, «Noi abbiamo invece sviluppato un modello a campo medio, poco oneroso dal punto di vista computazionale, con il quale abbiamo tracciato una design map per il miglioramento delle performance tattili. In dettaglio, abbiamo investigato sia teoricamente che sperimentalmente l’attrito del dito che scorre su un display. È l’attrito, infatti, il fenomeno fisico cruciale che determina, da parte dell’utente, la percezione tattile di un oggetto o di un’immagine ‘rugosa’ sulla superficie liscia del display. L’impressione tattile si realizza mediante il fenomeno dell’elettroadesione: se si applica una tensione elettrica variabile allo strato conduttivo del display si inducono, sulla superficie di visualizzazione e sul dito, cariche elettriche di segno opposto. È così che il display liscio attrae elettrostaticamente il dito rugoso, ne aumenta la superficie di contatto e, quindi, anche l’aderenza e l’attrito. Modulando elettrostaticamente l’attrito sulla superficie del touchscreen, le terminazioni nervose del senso del tatto catturano questo cambiamento e lo riportano al cervello, in termini di sensazione tattile».

Risultato: con i nuovi display tattili, gli utenti potranno trovare la posizione dei campi di input o delle app senza guardare, con vantaggi anche per gli ipovedenti. Applicazioni possibili pure nel commercio online, per “comunicare” la percezione della superficie di un prodotto.

Lo studio, pubblicato sulla rivista della “National Academy of Sciences” (USA), è stato condotto in collaborazione con il Peter Grunberg Institute del Forschungzentrum Juelich (Germania), con la Faculty of Engineering and Natural Sciences, Istanbul Bilgi University (Turchia), e il College of Engineering, Koc University (Turchia). Pubblicazione: M. Ayyildiz, M. Scaraggi, O. Sirind, C. Basdogan, e B.N.J. Persson, PNAS, Novembre 2018 DOI: 10.1073/pnas.1811750115

Astronomia: quali i fattori da considerare quando si acquista un telescopio?

(Pixabay)
Un numero sempre maggiore di persone si sta interessando all'astronomia, quella che si può definire con certezza, la più antica scienza che sia stata mai praticata dall'uomo. Sondare l’universo, con le sue infinite meraviglie che suscitano grandi emozioni, inizialmente era una pratica riguardante principalmente la divinazione, facente parte, solitamente di un contesto religioso più ampio. Ecco perché, astronomia e astrologia camminarono di pari passo per molti secoli, finché i progressi della prima non permisero di considerare l’astrologia come una mera superstizione basata su credenze sbagliate.

I primi osservatori sfruttavano semplicemente la propria vista, e prendevano in maniera certosina, appunti su tutti gli oggetti astronomici che avevano osservato.

L'inventore del telescopio, come lo conosciamo noi, è quel Galileo Galilei, che ha dato vita al metodo scientifico e che considerava il sole, e non la terra, come l’elemento centrale del nostro sistema.

Quando si sceglie di acquistare un telescopio, è abbastanza complicato riuscire ad orientarsi in un’offerta abbastanza vasta che può mettere in seria difficoltà chi non ha già un minimo di dimestichezza nel settore.

Quando si tratta di decidere per la prima volta, quale telescopio scegliere, quindi, si dovrebbero considerare alcuni fattori fondamentali, per evitare di rimanere delusi e scontenti, dopo aver speso male il proprio denaro per un prodotto ritenuto poi insoddisfacente.

Bisognerebbe acquistare un telescopio, in base a delle caratteristiche strutturali, che considerino chi riceverà il telescopio, dove verrà collocato e che tipo di qualità si desidera – a proposito, il comparatore di prezzi internazionale idealo ha pubblicato recentemente una guida all’acquisto tenendo conto di tutti questi criteri.


Ad esempio, se si risiede in una zona dove è presente un notevole inquinamento luminoso si dovrà considerare l’eventuale possibilità di un trasporto del telescopio in un altro luogo, quindi il peso dello strumento non dovrà essere eccessivo, altrimenti sarebbe difficile utilizzare lo stesso. Se si è ancora a livello amatoriale, magari, a una qualità troppo professionale, con una spesa eccessiva, si potrebbe decidere di prediligere un telescopio leggermente inferiore, ma dal prezzo giusto. Anche se va considerato che acquistare dei telescopi troppo economici è sconveniente, in quanto si potrebbe rischiare di trovarsi davanti a dei veri e propri giocattoli, da evitare assolutamente.
Esistono diversi tipi di telescopio, utilizzabili sia a livello amatoriale, che professionistico. Principalmente si devono considerare i telescopi ottici, ottimi per incominciare ad appassionarsi all’astronomia. I telescopi ottici possono essere di due tipi, rifrattori, costruiti con delle lenti, per sfruttare il fenomeno della rifrazione per focalizzare le immagini, e riflettori, che fanno uso di uno specchio per raccogliere e focalizzare la luce. I telescopi più utilizzati, specie a livello amatoriale, sono quelli rifrattori, acquistati da chi non ha la possibilità, o la voglia, di spendere cifre esagerate per quello che, magari, viene considerato soltanto un hobby. I telescopi riflettori, invece, sono tra i migliori come rapporto qualità/prezzo e spesso vengono acquistati da chi non vuole rinunciare ad una buona resa.

Si consideri comunque che, a volte, davanti a una mera curiosità, si tende a spendere denaro, salvo poi non riconoscere davvero se questa, sta per diventare una vera passione. E questo è dovuto dalla scarsa qualità del prodotto acquistato.

Nella cartina è possibile scoprire alcuni dei luoghi d’osservazione astronomica in Italia grazie ad un basso inquinamento luminoso: il Salento è uno di questi posti.


Spazio: docente UniSalento nello staff di progetto del satellite ESEO

(ESA)
LECCE - C’è anche un docente dell’Università del Salento nel team che ha lavorato al micro-satellite didattico “ESEO” (European Student Earth Orbiter) dell’ESA - Agenzia Spaziale Europea (capo progetto l’ingegner Piero Galeone): si chiama Giulio Avanzini e insegna Meccanica del Volo nei corsi del settore aerospazio del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Sviluppato come uno degli “hands-on programme” dell’ESA Academy dell’ESA Education Office, ESEO è stato lanciato in orbita ieri sera, 3 dicembre 2018, alle ore 19.34 CET dalla Vandenberg Air Force Base in California (USA).

Si tratta appunto di un micro-satellite costruito a scopo didattico con il coinvolgimento di più di 600 studenti (nel corso dell’intero programma) provenienti da moltissime Università europee: un’occasione per lavorare su un vero progetto spaziale con strumenti scientifici e personale specializzato. Gli studenti di Università di Estonia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito sono stati protagonisti della fase finale del programma e del completamento dello sviluppo e testing del satellite. Per la realizzazione di ESEO, l’ESA ha collaborato con SITAEL spa, la più grande impresa a capitale privato italiano operante in ambito spaziale e leader mondiale nel settore dei piccoli satelliti.

Il professor Avanzini ha tenuto i corsi di Dinamica e Controllo di Assetto nelle tre edizioni del programma didattico di corsi formativi, e ha collaborato con i colleghi Fabrizio Giulietti e Paolo Tortora dell’Università di Bologna allo sviluppo delle leggi di controllo che permettono a ESEO di puntare i suoi sensori verso la Terra durante il volo nello spazio. «Una grande emozione ora e una bellissima esperienza allora, soprattutto grazie alla carica di entusiasmo degli studenti», commenta il docente UniSalento, «che hanno potuto confrontarsi con un ambiente in cui lavorano fianco e fianco partner istituzionali, di ricerca e industriali. I risultati del progetto saranno preziosi anche come contenuti per i nostri corsi di ingegneria, sperando che in un prossimo futuro, con la partnership di SITAEL, sia possibile cimentare anche i nostri studenti aerospaziali in sfide come quella di ESEO».

Giulio Avanzini è Ordinario di Meccanica del Volo e insegna all’Università del Salento “Flight Mechanics” (meccanica del volo), “Aircraft Design” (progetto di aeromobili) e “Atmospheric and Space Flight Dynamics” (dinamica del volo atmosferico e spaziale). Oltra alla collaborazione didattica nell’ambito del programma ESEO, ha insegnato Meccanica del Volo atmosferico e spaziale al Politecnico di Torino, all’Università “La Sapienza” di Roma, al Politecnico di Bari (sede di Taranto), alla University of Glasgow e alla University of Illinois at Urbana-Champaign.

Cina: stop agli esperimenti su bambini con dna modificato

Ha suscitato un ginepraio di polemiche l'esperimento dello scienziato cinese che ha portato alla nascita di due gemelle con Dna alterato. L'uomo in queste ore ha annunciato una sospensione degli esperimenti. "Devo presentare le mie scuse per la diffusione inaspettata dei risultati", ha affermato He Jiankui, alla platea di una conferenza a Hong Kong, sottolineando che "la sperimentazione clinica è stata messa in pausa a causa della situazione attuale".

Nel frattempo "un'altra potenziale gravidanza" realizzata con embrioni dai geni alterati è nella sua fase iniziale, ha detto He, citato da Bbc e Bloomberg.

He Jiankui si è scusato per la divulgazione della scoperta ma ha difeso il proprio progetto. Parlando allo Human Genome Editing Summit, la conferenza che si tiene a Hong Kong sulle alterazioni del Dna, lo scienziato ha rivelato che lo "studio è stato sottoposto a una rivista scientifica per la revisione".

Jiankui ha poi difeso la sua ricerca, di cui si è detto "fiero", e che ritiene possa proteggere le due bambin, dal contrarre il virus dell'Hiv, che provoca l'Aids. La metodologia ha attirato numerose critiche da parte degli stessi scienziati cinesi, 122 dei quali hanno denunciato la mossa di He come l'apertura di un "vaso di Pandora" da richiudere "prima che sia troppo tardi".

InSight atterra con successo su Marte

(Credits: Nasa)
PASADENA - InSight, il nuovo lander della Nasa, è atterrato con successo sul pianeta Marte. A renderlo noto la stessa agenzia spaziale che ha trasmesso in diretta le operazioni. Al centro di controllo della Nasa, a Pasadena, in California, è festa dopo il successo dell'ammartaggio della sonda. Applausi e abbracci si sono succeduti quando è arrivato il segnale dell'atterraggio. Ora si attende di ricezione che la sonda sia operativa.

La missione Insight è molto interessante e vicina agli obiettivi della missione europea ExoMars 2020", ha detto all'ANSA il commissario dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Piero Benvenuti. Il rover, ha aggiunto, "collocherà nel suolo marziano un sensore per i movimenti sismici che permetterà di capire meglio come funziona e come è fatto il sottosuolo di Marte".

Lo strumento Larri (Laser Retro-Reflector for InSight), è stato sviluppato da Infn e Asi per fornire la posizione precisa del rover. E' un localizzatore gemello di quello che era a bordo del lander Schiaparelli, purtroppo distrutto nell'impatto con il suolo marziano per un errore del software. E' italiano anche il radiotelescopio che dalla Terra catturerà i segnali dei due cubesat: tutte le informazioni dei due piccoli satelliti arriveranno al Sardinia Radio Telescope, "già entrato a pieno titolo nel deep space network", ha osservato Benvenuti riferendosi alla rete internazionale dei radiotelescopi di supporto alle missioni interplanetarie. Italiano, infine, il sensore stellare Star Tracker, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze) che ha guidato la sonda verso Marte, confrontando le immagini rilevate dal suo telescopio con una mappa di circa 3.000 stelle.

Eugenetica: scienziato cinese annuncia nascita gemelle con dna modificato

SHENZHEN - Un ricercatore cinese ha sostenuto di aver lavorato a un progetto che ha fatto nascere i primi bambini geneticamente modificati, due gemelle il cui Dna sarebbe stato alterato con una potente tecnica in grado di riscrivere la mappa genetica. A renderlo noto l'agenzia l'Associated Press. Se quanto descritto dallo scienziato corrispondesse al vero sarebbe una prima volta assoluta nelle scienze.

Lo scienziato, He Jiankui, di Shenzhen, ha dichiarato di aver alterato gli embrioni di sette coppie, che si stavano sottoponendo a cure per la fertilità, e una di queste gravidanze è andata in porto; ed ha aggiunto che il suo obiettivo non era prevenire o curare una malattia ereditaria, ma provare a dare all'embrione un tratto particolare che poche persone hanno, la possibilità di resistere alle infezioni da Hiv, il virus dell'Aids.

Scienziato scopre regione nascosta del cervello umano

SYDNEY - Nucleo endorestiforme, così è stata chiamata la zona scoperta dal neuroscienziato George Paxinos e il suo team di ricercatori del Neuroscience Research Australia (NeuRA). Il Nucleo si trova all'interno (endo) del peduncolo cerebellare inferiore chiamato anche corpo restiforme. La regione si trova vicino alla giunzione cervello-midollo spinale. Quest'area è coinvolta nella ricezione delle informazioni sensoriali e motorie provenienti dai nostri corpi e serve per affinare la nostra postura, l’equilibrio e i movimenti. «Il peduncolo cerebellare inferiore è come un fiume che trasporta le informazioni dal midollo spinale e dal tronco encefalico al cervelletto» scrive Paxinos. «Il nucleo endorestiforme è un gruppo di neuroni ed è come un'isola in questo fiume» prosegue Paxinos.

La dott.ssa Lyndsey Collins-Praino neuroscienziata presso l’Università di Adelaide, che non fa parte del team coinvolto nello studio, ha dichiarato che la scoperta condotta dal gruppo di Paxinos rappresenta qualcosa di "intrigante. Paxinos ha confermato l'esistenza di questa struttura cerebrale mentre stava utilizzando una tecnica di colorazione del cervello relativamente nuova che ha sviluppato per rendere le immagini dei tessuti cerebrali più chiare da inserire nel nuovo Atlante anatomico del cervello su cui sta lavorando. Queste cellule bersaglio colorate con questa nuova tecnica, come ad esempio i neurotrasmettitori, forniscono una mappa dei tessuti cerebrali. Ciò contribuisce a differenziare i gruppi di neuroni per la loro funzione piuttosto che utilizzare il modo tradizionale di separazione per come appaiono le cellule, tecnica conosciuto come chemoarchitettura del cervello. Infatti, Paxinos aveva ricevuto indizi riguardanti l’esistenza del nucleo endorestiforme da decenni.

In una procedura chiamata cordotomia antero-laterale un intervento chirurgico per ottenere sollievo dal dolore in caso di mali incurabili effettuando il taglio delle vie spinali - Paxinos ed i suoi colleghi avevano notato che le fibre lunghe dalla colonna vertebrale sembravano finire intorno alla zona dove è stato trovato il nucleo endorestiforme. «È stato lì a fissarmi dalle cordotomie antero-laterali e anche dalle “macchie” chimiche che uso nel mio laboratorio» scrive Paxinos. La posizione di questo bit sfuggente del cervello ha portato Paxinos a sospettare che esso possa essere coinvolto nel controllo motorio fine, ciò è sostenuto anche dal fatto che questa struttura deve ancora essere identificata in altri animali, tra cui le marmosette o i macaco. Avendo ora potuto identificare la regione, Paxinos paragona la scoperta alla scoperta dell'esistenza di una nuova stella. Ciò che è così intrigante nella regione del cervello, afferma Paxinos, è che non è stato trovato negli studi su scimmie e altri animali:

"Questa regione potrebbe essere ciò che rende gli umani unici oltre alle dimensioni del cervello più grandi". la trasmissione dei movimenti sono a contatto diretto con i motoneuroni, stiamo parlando del 20% rispetto al 5% riscontrato in altri primati. Così, il nucleo endorestiforme potrebbe essere un'altra caratteristica unica nel nostro sistema nervoso, anche se è ancora troppo presto per dirlo con certezza. Paxinos ha pianificato di effettuare presto degli studi specifici sugli scimpanzé. Per scoprire a cosa possa servire il nucleo endorestiforme bisognerà attendere una risoluzione più elevata per l'imaging a risonanza magnetica. Confrontando i cervelli normali che sono stati presi in esame per essere inseriti nell'Atlante con quelli di persone che presentano anomalie conosciute i ricercatori potrebbero scoprire ulteriori indizi.

«La neuroanatomia è fondamentale in quanto serve come base sulla quale costruiamo la conoscenza di entrambe le funzioni normali e anormali, ma, in questo momento è semplicemente impossibile sapere quali implicazioni potrebbe avere questa scoperta per le malattie neurologiche o psichiatriche» scrive Collins-Praino. Paxinos, prevede di continuare a utilizzare questa nuova tecnica di colorazione per cercare a fondo ulteriori zone simili nel nostro cervello, così sarà possibile effettuare una comparazione tra diverse specie in modo da ottenere una maggiore comprensione su come funzionano. Questa scoperta deve ancora essere sottoposta a revisione paritaria (peer-review) ma i dettagli in merito alla nuova area del cervello possono essere trovati nell’ultimo Atlante di Paxinos intitolato Human Brainstem: Cytoarchitecture, Chemoarchitecture, Myeloarchitecture.

Negli ultimi 100 anni, una comprensione dettagliata dell'architettura del cervello e della connettività è stata al centro delle maggiori scoperte nel campo delle neuroscienze. Annunciati come gli atlanti cerebrali più accurati disponibili, le mappe create da Paxinos sono usate dai neuroscienziati per esplorare e identificare strutture cerebrali e potenziali trattamenti per disturbi e malattie del cervello. Sono anche usati come guida in neurochirurgia. Paxinos, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è l'autore degli articoli più citati pubblicati nel campo delle neuroscienze ed è anche l'autore di 52 libri che forniscono intricati atlanti cerebrali.

Samsung si scusa e risarcisce gli operai malati di tumore

(Pixabay)
ROMA - Samsung risarcisce gli operati malati di cancro. Nel corso di una conferenza stampa a Seul, il colosso sudcoreano china il capo e chiede scusa per la malattia e il decesso di alcuni lavoratori impiegati nella divisione Electronics, il più grande produttore di chip e display Lcd nel mondo in cui vengono usate grandi quantità di sostanze chimiche. Il presidente della divisione dispositivi Samsung, Kinam Kim, ha ammesso che la società non è riuscita a «gestire in modo adeguato le minacce per la salute» nelle sue linee di produzione di semiconduttori e display a cristalli liquidi. «Porgiamo le più sincere scuse ai nostri lavoratori che hanno sofferto per malattie e alle loro famiglie"», ha aggiunto.

Lo scandalo è emerso nel 2007 grazie a Hwang Sang-gi che ha rifiutato un accordo dopo che la figlia di 23 anni era morta di leucemia dopo aver lavorato in una fabbrica di Samsung. Con effetto domino, ex operai delle fabbriche di Suwon, a sud di Seoul, e le loro famiglie hanno denunciato una serie di forme di cancro legate alle condizioni di lavoro, come leucemia e tumore al cervello. Si è così costituito un comitato per inchiodare impresa e governo alla responsabilità sulla sicurezza nelle fabbriche di chip e display, è intervenuta l'Agenzia statale per il benessere del lavoro e anche un'inchiesta del Washington Post. Si è così arrivati all'accordo, tra Samsung e i rappresentanti dei lavoratori malati, per un risarcimento che ha posto fine allo stallo in atto tra le due parti da oltre un decennio. Le scuse della compagnia erano parte dell'intesa.

Il colosso tecnologico compenserà varie malattie dei dipendenti che hanno lavorato presso le sue fabbriche di chip e Lcd dal 1984, compresi 150 milioni di won (132mila dollari) per leucemia. La compensazione copre anche gli aborti e le malattie congenite dei figli dei lavoratori, come il cancro dei bambini. Dal 2008, spiega l'Associated Press, decine di lavoratori hanno chiesto al governo la compensazione per la sicurezza sul lavoro. Pochi hanno vinto un risarcimento, soprattutto dopo anni di battaglie in tribunale. La metà delle richieste rimanenti è stata respinta e metà rimane sotto esame. Le famiglie delle vittime spesso hanno esaurito i loro risparmi e venduto le loro case per pagare le fatture dell'ospedale. Alcuni lavoratori finiscono inabili e incapaci di lavorare.

«Nessuna scusa sarebbe sufficiente se si considera l'inganno e l'umiliazione che abbiamo vissuto negli ultimi 11 anni, il dolore della sofferenza derivante dalle malattie professionali, il dolore di perdere i propri cari - ha detto Hwang, rappresentante dei familiari - Ma prendo le scuse di oggi come una promessa di Samsung Electronics per migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro». Uno scandalo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, emerso più di 10 anni fa, 320 persone ammalate, di queste 118 sono morte con inevitabili sofferenze e contraccolpi familiari. Una storia tristemente comune a quelle di altre realtà nel mondo.

Puglia: progettata imbarcazione equipaggiata con droni per garantire la sicurezza delle coste

LECCE - Si chiama “Marin” ed è il progetto sperimentale sviluppato da Seastema SpA (gruppo Fincantieri) con l’ausilio di RINA Consulting e dell’azienda salentina Co.M.Media, con la consulenza di Unisalento e dello spin-off Apphia. Rientrante nell’ambito dei Contratti di Programma della Regione Puglia e recentemente presentato nell’ambito del congresso Sea Drone Tech Summit 2018 tenutosi nei giorni scorsi a Gallipoli, il progetto è finalizzato a compiere missioni di controllo ambientale in mare e garantire la sicurezza delle coste, attraverso l’utilizzo di veicoli senza equipaggio.

“Marin”, utilizzando un sistema di monitoraggio ambientale in mare basato su veicoli unmanned (meglio conosciuti come droni), sarà testato nelle attività di monitoraggio delle coste pugliesi. Il sistema includerà un’imbarcazione senza equipaggio, lunga circa 20 metri, che servirà come piattaforma di appoggio per uno o più droni aerei e un eventuale drone subacqueo, oltre ad una stazione terrestre destinata alle attività di comando e controllo a distanza (controllo da remoto).

Obiettivo del progetto è quello ridurre i costi e i tempi delle missioni di pattugliamento in aree marine molto estese attraverso l’intervento di sistemi senza equipaggio, controllati a distanza da stazioni di supporto. Le attività saranno gestite grazie all’ausilio di un sistema di supporto alle decisioni progettato e sviluppato ad hoc per raccogliere, organizzare e interpretare le informazioni in modo “intelligente”, aiutando chi opera a distanza a prendere decisioni, combinando, di conseguenza, le valutazioni umane con le informazioni elaborate dal sistema.

I droni saranno inviati verso l’obiettivo individuato per raccogliere informazioni, minimizzando i tempi d’intervento e i rischi per gli operatori. I droni, operanti nel rispetto delle regole di navigabilità nautica e aeronautica, agiranno in maniera coordinata e saranno gestiti attraverso una piattaforma innovativa, abilitata all’interoperabilità, alla supervisione e al controllo a distanza, sfruttando il supporto di tecnologie di rilevazione passiva di nuova concezione. Tali tecnologie consentiranno di estendere al massimo la portata dell’intervento, anche in aree marine lontane dalla costa.

Xylella, prima scoperta in Olanda: è emergenza europea

ROMA - La Xylella si sta diffondendo in tutta Europa, in particolare in Francia, Spagna e Germania e non è più certo un problema solo italiano e tanto meno della Puglia. Ora il batterio è stato per la prima volta individuato in territorio olandese, dove è stato accertato un focolaio in un giardino di un edificio a a Noordwijkerhout, un comune situato nella provincia dell'Olanda Meridionale. Lo rendono noto fonti ufficiali dell'Autorità olandese per la sicurezza alimentare (NVWA), citata da diversi media transalpini. Il portavoce ha riferito che la pianta, una Coffea, che presentava sintomi come l'ingiallimento deciduo e perdita di foglie, è stata immediatamente distrutta in conformità con i regolamenti dell'UE. Non sono previste misure aggiuntive da parte della NVWA. 

Il batterio e' stato individuato grazie ai controlli rinforzati messi in atto da qualche settimana, su una pianta di Coffea. Inoltre non è stata imposta una zona cuscinetto. Il clima olandese è considerato tradizionalmente troppo freddo per ospitare i batteri, che è probabilmente il motivo per cui non è stato trovato fino ad ora. La Xylella non è solo un problema pugliese e nemmeno nazionale, ma un problema, a tutti gli effetti, europeo, perché è arrivata in Corsica e Costa Azzurra, in Germania,nelle isole Baleari in Spagna, un'altra nella zona di Alicante, un'altra in Andalusia, in Belgio ed ora in Olanda.

La presenza del batterio killer xylella fastidiosa anche nei Paesi Bassi, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dimostra quello che abbiamo sempre detto: l’emergenza xylella e’ di carattere sovranazionale e la risposta si deve generare da pareri unitari. E' inoltre una dimostrazione che tutti dobbiamo sentirci impegnati a combattere questa particolarissima problematica, nessuno escluso, dell’emergenza fitosanitaria che sta minacciando gli ulivi salentini.

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