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"Sui touchscreen del futuro si potrà percepire la superficie degli oggetti", al via studio a Lecce

(pixabay)
LECCE - Sui touchscreen del futuro si potranno non solo vedere gli oggetti, ma anche percepirli. E mentre diverse aziende lavorano ai prototipi, a studiare come migliorare le performance del “feedback tattile” dei dispositivi ci pensano i ricercatori. Tra questi anche Michele Scaraggi, ricercatore di Meccanica Applicata alle Macchine presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, che - assieme a colleghi fisici e ingegneri di università e centri di ricerca tedeschi e turchi - ha studiato un metodo accurato ed efficace per descrivere teoricamente l’“interazione multiscala” con il touchscreen.

«Fino al nostro studio, non era stato possibile calcolare le forze scambiate tra il dito e il display, neanche mediante l’utilizzo dei supercomputer più potenti», spiega Scaraggi, «Noi abbiamo invece sviluppato un modello a campo medio, poco oneroso dal punto di vista computazionale, con il quale abbiamo tracciato una design map per il miglioramento delle performance tattili. In dettaglio, abbiamo investigato sia teoricamente che sperimentalmente l’attrito del dito che scorre su un display. È l’attrito, infatti, il fenomeno fisico cruciale che determina, da parte dell’utente, la percezione tattile di un oggetto o di un’immagine ‘rugosa’ sulla superficie liscia del display. L’impressione tattile si realizza mediante il fenomeno dell’elettroadesione: se si applica una tensione elettrica variabile allo strato conduttivo del display si inducono, sulla superficie di visualizzazione e sul dito, cariche elettriche di segno opposto. È così che il display liscio attrae elettrostaticamente il dito rugoso, ne aumenta la superficie di contatto e, quindi, anche l’aderenza e l’attrito. Modulando elettrostaticamente l’attrito sulla superficie del touchscreen, le terminazioni nervose del senso del tatto catturano questo cambiamento e lo riportano al cervello, in termini di sensazione tattile».

Risultato: con i nuovi display tattili, gli utenti potranno trovare la posizione dei campi di input o delle app senza guardare, con vantaggi anche per gli ipovedenti. Applicazioni possibili pure nel commercio online, per “comunicare” la percezione della superficie di un prodotto.

Lo studio, pubblicato sulla rivista della “National Academy of Sciences” (USA), è stato condotto in collaborazione con il Peter Grunberg Institute del Forschungzentrum Juelich (Germania), con la Faculty of Engineering and Natural Sciences, Istanbul Bilgi University (Turchia), e il College of Engineering, Koc University (Turchia). Pubblicazione: M. Ayyildiz, M. Scaraggi, O. Sirind, C. Basdogan, e B.N.J. Persson, PNAS, Novembre 2018 DOI: 10.1073/pnas.1811750115

Astronomia: quali i fattori da considerare quando si acquista un telescopio?

(Pixabay)
Un numero sempre maggiore di persone si sta interessando all'astronomia, quella che si può definire con certezza, la più antica scienza che sia stata mai praticata dall'uomo. Sondare l’universo, con le sue infinite meraviglie che suscitano grandi emozioni, inizialmente era una pratica riguardante principalmente la divinazione, facente parte, solitamente di un contesto religioso più ampio. Ecco perché, astronomia e astrologia camminarono di pari passo per molti secoli, finché i progressi della prima non permisero di considerare l’astrologia come una mera superstizione basata su credenze sbagliate.

I primi osservatori sfruttavano semplicemente la propria vista, e prendevano in maniera certosina, appunti su tutti gli oggetti astronomici che avevano osservato.

L'inventore del telescopio, come lo conosciamo noi, è quel Galileo Galilei, che ha dato vita al metodo scientifico e che considerava il sole, e non la terra, come l’elemento centrale del nostro sistema.

Quando si sceglie di acquistare un telescopio, è abbastanza complicato riuscire ad orientarsi in un’offerta abbastanza vasta che può mettere in seria difficoltà chi non ha già un minimo di dimestichezza nel settore.

Quando si tratta di decidere per la prima volta, quale telescopio scegliere, quindi, si dovrebbero considerare alcuni fattori fondamentali, per evitare di rimanere delusi e scontenti, dopo aver speso male il proprio denaro per un prodotto ritenuto poi insoddisfacente.

Bisognerebbe acquistare un telescopio, in base a delle caratteristiche strutturali, che considerino chi riceverà il telescopio, dove verrà collocato e che tipo di qualità si desidera – a proposito, il comparatore di prezzi internazionale idealo ha pubblicato recentemente una guida all’acquisto tenendo conto di tutti questi criteri.


Ad esempio, se si risiede in una zona dove è presente un notevole inquinamento luminoso si dovrà considerare l’eventuale possibilità di un trasporto del telescopio in un altro luogo, quindi il peso dello strumento non dovrà essere eccessivo, altrimenti sarebbe difficile utilizzare lo stesso. Se si è ancora a livello amatoriale, magari, a una qualità troppo professionale, con una spesa eccessiva, si potrebbe decidere di prediligere un telescopio leggermente inferiore, ma dal prezzo giusto. Anche se va considerato che acquistare dei telescopi troppo economici è sconveniente, in quanto si potrebbe rischiare di trovarsi davanti a dei veri e propri giocattoli, da evitare assolutamente.
Esistono diversi tipi di telescopio, utilizzabili sia a livello amatoriale, che professionistico. Principalmente si devono considerare i telescopi ottici, ottimi per incominciare ad appassionarsi all’astronomia. I telescopi ottici possono essere di due tipi, rifrattori, costruiti con delle lenti, per sfruttare il fenomeno della rifrazione per focalizzare le immagini, e riflettori, che fanno uso di uno specchio per raccogliere e focalizzare la luce. I telescopi più utilizzati, specie a livello amatoriale, sono quelli rifrattori, acquistati da chi non ha la possibilità, o la voglia, di spendere cifre esagerate per quello che, magari, viene considerato soltanto un hobby. I telescopi riflettori, invece, sono tra i migliori come rapporto qualità/prezzo e spesso vengono acquistati da chi non vuole rinunciare ad una buona resa.

Si consideri comunque che, a volte, davanti a una mera curiosità, si tende a spendere denaro, salvo poi non riconoscere davvero se questa, sta per diventare una vera passione. E questo è dovuto dalla scarsa qualità del prodotto acquistato.

Nella cartina è possibile scoprire alcuni dei luoghi d’osservazione astronomica in Italia grazie ad un basso inquinamento luminoso: il Salento è uno di questi posti.


Spazio: docente UniSalento nello staff di progetto del satellite ESEO

(ESA)
LECCE - C’è anche un docente dell’Università del Salento nel team che ha lavorato al micro-satellite didattico “ESEO” (European Student Earth Orbiter) dell’ESA - Agenzia Spaziale Europea (capo progetto l’ingegner Piero Galeone): si chiama Giulio Avanzini e insegna Meccanica del Volo nei corsi del settore aerospazio del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Sviluppato come uno degli “hands-on programme” dell’ESA Academy dell’ESA Education Office, ESEO è stato lanciato in orbita ieri sera, 3 dicembre 2018, alle ore 19.34 CET dalla Vandenberg Air Force Base in California (USA).

Si tratta appunto di un micro-satellite costruito a scopo didattico con il coinvolgimento di più di 600 studenti (nel corso dell’intero programma) provenienti da moltissime Università europee: un’occasione per lavorare su un vero progetto spaziale con strumenti scientifici e personale specializzato. Gli studenti di Università di Estonia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito sono stati protagonisti della fase finale del programma e del completamento dello sviluppo e testing del satellite. Per la realizzazione di ESEO, l’ESA ha collaborato con SITAEL spa, la più grande impresa a capitale privato italiano operante in ambito spaziale e leader mondiale nel settore dei piccoli satelliti.

Il professor Avanzini ha tenuto i corsi di Dinamica e Controllo di Assetto nelle tre edizioni del programma didattico di corsi formativi, e ha collaborato con i colleghi Fabrizio Giulietti e Paolo Tortora dell’Università di Bologna allo sviluppo delle leggi di controllo che permettono a ESEO di puntare i suoi sensori verso la Terra durante il volo nello spazio. «Una grande emozione ora e una bellissima esperienza allora, soprattutto grazie alla carica di entusiasmo degli studenti», commenta il docente UniSalento, «che hanno potuto confrontarsi con un ambiente in cui lavorano fianco e fianco partner istituzionali, di ricerca e industriali. I risultati del progetto saranno preziosi anche come contenuti per i nostri corsi di ingegneria, sperando che in un prossimo futuro, con la partnership di SITAEL, sia possibile cimentare anche i nostri studenti aerospaziali in sfide come quella di ESEO».

Giulio Avanzini è Ordinario di Meccanica del Volo e insegna all’Università del Salento “Flight Mechanics” (meccanica del volo), “Aircraft Design” (progetto di aeromobili) e “Atmospheric and Space Flight Dynamics” (dinamica del volo atmosferico e spaziale). Oltra alla collaborazione didattica nell’ambito del programma ESEO, ha insegnato Meccanica del Volo atmosferico e spaziale al Politecnico di Torino, all’Università “La Sapienza” di Roma, al Politecnico di Bari (sede di Taranto), alla University of Glasgow e alla University of Illinois at Urbana-Champaign.

Cina: stop agli esperimenti su bambini con dna modificato

Ha suscitato un ginepraio di polemiche l'esperimento dello scienziato cinese che ha portato alla nascita di due gemelle con Dna alterato. L'uomo in queste ore ha annunciato una sospensione degli esperimenti. "Devo presentare le mie scuse per la diffusione inaspettata dei risultati", ha affermato He Jiankui, alla platea di una conferenza a Hong Kong, sottolineando che "la sperimentazione clinica è stata messa in pausa a causa della situazione attuale".

Nel frattempo "un'altra potenziale gravidanza" realizzata con embrioni dai geni alterati è nella sua fase iniziale, ha detto He, citato da Bbc e Bloomberg.

He Jiankui si è scusato per la divulgazione della scoperta ma ha difeso il proprio progetto. Parlando allo Human Genome Editing Summit, la conferenza che si tiene a Hong Kong sulle alterazioni del Dna, lo scienziato ha rivelato che lo "studio è stato sottoposto a una rivista scientifica per la revisione".

Jiankui ha poi difeso la sua ricerca, di cui si è detto "fiero", e che ritiene possa proteggere le due bambin, dal contrarre il virus dell'Hiv, che provoca l'Aids. La metodologia ha attirato numerose critiche da parte degli stessi scienziati cinesi, 122 dei quali hanno denunciato la mossa di He come l'apertura di un "vaso di Pandora" da richiudere "prima che sia troppo tardi".

InSight atterra con successo su Marte

(Credits: Nasa)
PASADENA - InSight, il nuovo lander della Nasa, è atterrato con successo sul pianeta Marte. A renderlo noto la stessa agenzia spaziale che ha trasmesso in diretta le operazioni. Al centro di controllo della Nasa, a Pasadena, in California, è festa dopo il successo dell'ammartaggio della sonda. Applausi e abbracci si sono succeduti quando è arrivato il segnale dell'atterraggio. Ora si attende di ricezione che la sonda sia operativa.

La missione Insight è molto interessante e vicina agli obiettivi della missione europea ExoMars 2020", ha detto all'ANSA il commissario dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Piero Benvenuti. Il rover, ha aggiunto, "collocherà nel suolo marziano un sensore per i movimenti sismici che permetterà di capire meglio come funziona e come è fatto il sottosuolo di Marte".

Lo strumento Larri (Laser Retro-Reflector for InSight), è stato sviluppato da Infn e Asi per fornire la posizione precisa del rover. E' un localizzatore gemello di quello che era a bordo del lander Schiaparelli, purtroppo distrutto nell'impatto con il suolo marziano per un errore del software. E' italiano anche il radiotelescopio che dalla Terra catturerà i segnali dei due cubesat: tutte le informazioni dei due piccoli satelliti arriveranno al Sardinia Radio Telescope, "già entrato a pieno titolo nel deep space network", ha osservato Benvenuti riferendosi alla rete internazionale dei radiotelescopi di supporto alle missioni interplanetarie. Italiano, infine, il sensore stellare Star Tracker, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze) che ha guidato la sonda verso Marte, confrontando le immagini rilevate dal suo telescopio con una mappa di circa 3.000 stelle.

Eugenetica: scienziato cinese annuncia nascita gemelle con dna modificato

SHENZHEN - Un ricercatore cinese ha sostenuto di aver lavorato a un progetto che ha fatto nascere i primi bambini geneticamente modificati, due gemelle il cui Dna sarebbe stato alterato con una potente tecnica in grado di riscrivere la mappa genetica. A renderlo noto l'agenzia l'Associated Press. Se quanto descritto dallo scienziato corrispondesse al vero sarebbe una prima volta assoluta nelle scienze.

Lo scienziato, He Jiankui, di Shenzhen, ha dichiarato di aver alterato gli embrioni di sette coppie, che si stavano sottoponendo a cure per la fertilità, e una di queste gravidanze è andata in porto; ed ha aggiunto che il suo obiettivo non era prevenire o curare una malattia ereditaria, ma provare a dare all'embrione un tratto particolare che poche persone hanno, la possibilità di resistere alle infezioni da Hiv, il virus dell'Aids.

Scienziato scopre regione nascosta del cervello umano

SYDNEY - Nucleo endorestiforme, così è stata chiamata la zona scoperta dal neuroscienziato George Paxinos e il suo team di ricercatori del Neuroscience Research Australia (NeuRA). Il Nucleo si trova all'interno (endo) del peduncolo cerebellare inferiore chiamato anche corpo restiforme. La regione si trova vicino alla giunzione cervello-midollo spinale. Quest'area è coinvolta nella ricezione delle informazioni sensoriali e motorie provenienti dai nostri corpi e serve per affinare la nostra postura, l’equilibrio e i movimenti. «Il peduncolo cerebellare inferiore è come un fiume che trasporta le informazioni dal midollo spinale e dal tronco encefalico al cervelletto» scrive Paxinos. «Il nucleo endorestiforme è un gruppo di neuroni ed è come un'isola in questo fiume» prosegue Paxinos.

La dott.ssa Lyndsey Collins-Praino neuroscienziata presso l’Università di Adelaide, che non fa parte del team coinvolto nello studio, ha dichiarato che la scoperta condotta dal gruppo di Paxinos rappresenta qualcosa di "intrigante. Paxinos ha confermato l'esistenza di questa struttura cerebrale mentre stava utilizzando una tecnica di colorazione del cervello relativamente nuova che ha sviluppato per rendere le immagini dei tessuti cerebrali più chiare da inserire nel nuovo Atlante anatomico del cervello su cui sta lavorando. Queste cellule bersaglio colorate con questa nuova tecnica, come ad esempio i neurotrasmettitori, forniscono una mappa dei tessuti cerebrali. Ciò contribuisce a differenziare i gruppi di neuroni per la loro funzione piuttosto che utilizzare il modo tradizionale di separazione per come appaiono le cellule, tecnica conosciuto come chemoarchitettura del cervello. Infatti, Paxinos aveva ricevuto indizi riguardanti l’esistenza del nucleo endorestiforme da decenni.

In una procedura chiamata cordotomia antero-laterale un intervento chirurgico per ottenere sollievo dal dolore in caso di mali incurabili effettuando il taglio delle vie spinali - Paxinos ed i suoi colleghi avevano notato che le fibre lunghe dalla colonna vertebrale sembravano finire intorno alla zona dove è stato trovato il nucleo endorestiforme. «È stato lì a fissarmi dalle cordotomie antero-laterali e anche dalle “macchie” chimiche che uso nel mio laboratorio» scrive Paxinos. La posizione di questo bit sfuggente del cervello ha portato Paxinos a sospettare che esso possa essere coinvolto nel controllo motorio fine, ciò è sostenuto anche dal fatto che questa struttura deve ancora essere identificata in altri animali, tra cui le marmosette o i macaco. Avendo ora potuto identificare la regione, Paxinos paragona la scoperta alla scoperta dell'esistenza di una nuova stella. Ciò che è così intrigante nella regione del cervello, afferma Paxinos, è che non è stato trovato negli studi su scimmie e altri animali:

"Questa regione potrebbe essere ciò che rende gli umani unici oltre alle dimensioni del cervello più grandi". la trasmissione dei movimenti sono a contatto diretto con i motoneuroni, stiamo parlando del 20% rispetto al 5% riscontrato in altri primati. Così, il nucleo endorestiforme potrebbe essere un'altra caratteristica unica nel nostro sistema nervoso, anche se è ancora troppo presto per dirlo con certezza. Paxinos ha pianificato di effettuare presto degli studi specifici sugli scimpanzé. Per scoprire a cosa possa servire il nucleo endorestiforme bisognerà attendere una risoluzione più elevata per l'imaging a risonanza magnetica. Confrontando i cervelli normali che sono stati presi in esame per essere inseriti nell'Atlante con quelli di persone che presentano anomalie conosciute i ricercatori potrebbero scoprire ulteriori indizi.

«La neuroanatomia è fondamentale in quanto serve come base sulla quale costruiamo la conoscenza di entrambe le funzioni normali e anormali, ma, in questo momento è semplicemente impossibile sapere quali implicazioni potrebbe avere questa scoperta per le malattie neurologiche o psichiatriche» scrive Collins-Praino. Paxinos, prevede di continuare a utilizzare questa nuova tecnica di colorazione per cercare a fondo ulteriori zone simili nel nostro cervello, così sarà possibile effettuare una comparazione tra diverse specie in modo da ottenere una maggiore comprensione su come funzionano. Questa scoperta deve ancora essere sottoposta a revisione paritaria (peer-review) ma i dettagli in merito alla nuova area del cervello possono essere trovati nell’ultimo Atlante di Paxinos intitolato Human Brainstem: Cytoarchitecture, Chemoarchitecture, Myeloarchitecture.

Negli ultimi 100 anni, una comprensione dettagliata dell'architettura del cervello e della connettività è stata al centro delle maggiori scoperte nel campo delle neuroscienze. Annunciati come gli atlanti cerebrali più accurati disponibili, le mappe create da Paxinos sono usate dai neuroscienziati per esplorare e identificare strutture cerebrali e potenziali trattamenti per disturbi e malattie del cervello. Sono anche usati come guida in neurochirurgia. Paxinos, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è l'autore degli articoli più citati pubblicati nel campo delle neuroscienze ed è anche l'autore di 52 libri che forniscono intricati atlanti cerebrali.

Samsung si scusa e risarcisce gli operai malati di tumore

(Pixabay)
ROMA - Samsung risarcisce gli operati malati di cancro. Nel corso di una conferenza stampa a Seul, il colosso sudcoreano china il capo e chiede scusa per la malattia e il decesso di alcuni lavoratori impiegati nella divisione Electronics, il più grande produttore di chip e display Lcd nel mondo in cui vengono usate grandi quantità di sostanze chimiche. Il presidente della divisione dispositivi Samsung, Kinam Kim, ha ammesso che la società non è riuscita a «gestire in modo adeguato le minacce per la salute» nelle sue linee di produzione di semiconduttori e display a cristalli liquidi. «Porgiamo le più sincere scuse ai nostri lavoratori che hanno sofferto per malattie e alle loro famiglie"», ha aggiunto.

Lo scandalo è emerso nel 2007 grazie a Hwang Sang-gi che ha rifiutato un accordo dopo che la figlia di 23 anni era morta di leucemia dopo aver lavorato in una fabbrica di Samsung. Con effetto domino, ex operai delle fabbriche di Suwon, a sud di Seoul, e le loro famiglie hanno denunciato una serie di forme di cancro legate alle condizioni di lavoro, come leucemia e tumore al cervello. Si è così costituito un comitato per inchiodare impresa e governo alla responsabilità sulla sicurezza nelle fabbriche di chip e display, è intervenuta l'Agenzia statale per il benessere del lavoro e anche un'inchiesta del Washington Post. Si è così arrivati all'accordo, tra Samsung e i rappresentanti dei lavoratori malati, per un risarcimento che ha posto fine allo stallo in atto tra le due parti da oltre un decennio. Le scuse della compagnia erano parte dell'intesa.

Il colosso tecnologico compenserà varie malattie dei dipendenti che hanno lavorato presso le sue fabbriche di chip e Lcd dal 1984, compresi 150 milioni di won (132mila dollari) per leucemia. La compensazione copre anche gli aborti e le malattie congenite dei figli dei lavoratori, come il cancro dei bambini. Dal 2008, spiega l'Associated Press, decine di lavoratori hanno chiesto al governo la compensazione per la sicurezza sul lavoro. Pochi hanno vinto un risarcimento, soprattutto dopo anni di battaglie in tribunale. La metà delle richieste rimanenti è stata respinta e metà rimane sotto esame. Le famiglie delle vittime spesso hanno esaurito i loro risparmi e venduto le loro case per pagare le fatture dell'ospedale. Alcuni lavoratori finiscono inabili e incapaci di lavorare.

«Nessuna scusa sarebbe sufficiente se si considera l'inganno e l'umiliazione che abbiamo vissuto negli ultimi 11 anni, il dolore della sofferenza derivante dalle malattie professionali, il dolore di perdere i propri cari - ha detto Hwang, rappresentante dei familiari - Ma prendo le scuse di oggi come una promessa di Samsung Electronics per migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro». Uno scandalo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, emerso più di 10 anni fa, 320 persone ammalate, di queste 118 sono morte con inevitabili sofferenze e contraccolpi familiari. Una storia tristemente comune a quelle di altre realtà nel mondo.

Puglia: progettata imbarcazione equipaggiata con droni per garantire la sicurezza delle coste

LECCE - Si chiama “Marin” ed è il progetto sperimentale sviluppato da Seastema SpA (gruppo Fincantieri) con l’ausilio di RINA Consulting e dell’azienda salentina Co.M.Media, con la consulenza di Unisalento e dello spin-off Apphia. Rientrante nell’ambito dei Contratti di Programma della Regione Puglia e recentemente presentato nell’ambito del congresso Sea Drone Tech Summit 2018 tenutosi nei giorni scorsi a Gallipoli, il progetto è finalizzato a compiere missioni di controllo ambientale in mare e garantire la sicurezza delle coste, attraverso l’utilizzo di veicoli senza equipaggio.

“Marin”, utilizzando un sistema di monitoraggio ambientale in mare basato su veicoli unmanned (meglio conosciuti come droni), sarà testato nelle attività di monitoraggio delle coste pugliesi. Il sistema includerà un’imbarcazione senza equipaggio, lunga circa 20 metri, che servirà come piattaforma di appoggio per uno o più droni aerei e un eventuale drone subacqueo, oltre ad una stazione terrestre destinata alle attività di comando e controllo a distanza (controllo da remoto).

Obiettivo del progetto è quello ridurre i costi e i tempi delle missioni di pattugliamento in aree marine molto estese attraverso l’intervento di sistemi senza equipaggio, controllati a distanza da stazioni di supporto. Le attività saranno gestite grazie all’ausilio di un sistema di supporto alle decisioni progettato e sviluppato ad hoc per raccogliere, organizzare e interpretare le informazioni in modo “intelligente”, aiutando chi opera a distanza a prendere decisioni, combinando, di conseguenza, le valutazioni umane con le informazioni elaborate dal sistema.

I droni saranno inviati verso l’obiettivo individuato per raccogliere informazioni, minimizzando i tempi d’intervento e i rischi per gli operatori. I droni, operanti nel rispetto delle regole di navigabilità nautica e aeronautica, agiranno in maniera coordinata e saranno gestiti attraverso una piattaforma innovativa, abilitata all’interoperabilità, alla supervisione e al controllo a distanza, sfruttando il supporto di tecnologie di rilevazione passiva di nuova concezione. Tali tecnologie consentiranno di estendere al massimo la portata dell’intervento, anche in aree marine lontane dalla costa.

Xylella, prima scoperta in Olanda: è emergenza europea

ROMA - La Xylella si sta diffondendo in tutta Europa, in particolare in Francia, Spagna e Germania e non è più certo un problema solo italiano e tanto meno della Puglia. Ora il batterio è stato per la prima volta individuato in territorio olandese, dove è stato accertato un focolaio in un giardino di un edificio a a Noordwijkerhout, un comune situato nella provincia dell'Olanda Meridionale. Lo rendono noto fonti ufficiali dell'Autorità olandese per la sicurezza alimentare (NVWA), citata da diversi media transalpini. Il portavoce ha riferito che la pianta, una Coffea, che presentava sintomi come l'ingiallimento deciduo e perdita di foglie, è stata immediatamente distrutta in conformità con i regolamenti dell'UE. Non sono previste misure aggiuntive da parte della NVWA. 

Il batterio e' stato individuato grazie ai controlli rinforzati messi in atto da qualche settimana, su una pianta di Coffea. Inoltre non è stata imposta una zona cuscinetto. Il clima olandese è considerato tradizionalmente troppo freddo per ospitare i batteri, che è probabilmente il motivo per cui non è stato trovato fino ad ora. La Xylella non è solo un problema pugliese e nemmeno nazionale, ma un problema, a tutti gli effetti, europeo, perché è arrivata in Corsica e Costa Azzurra, in Germania,nelle isole Baleari in Spagna, un'altra nella zona di Alicante, un'altra in Andalusia, in Belgio ed ora in Olanda.

La presenza del batterio killer xylella fastidiosa anche nei Paesi Bassi, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dimostra quello che abbiamo sempre detto: l’emergenza xylella e’ di carattere sovranazionale e la risposta si deve generare da pareri unitari. E' inoltre una dimostrazione che tutti dobbiamo sentirci impegnati a combattere questa particolarissima problematica, nessuno escluso, dell’emergenza fitosanitaria che sta minacciando gli ulivi salentini.

Texas, entrambe le partner portano il feto in grembo fecondato artificialmente

DALLAS - Nel Centro per la medicina riproduttiva di Dallas, in Texas, una nuova tecnica di fecondazione in vitro ha permesso a due donne, partner in una coppia dello stesso sesso, di portare in grembo il loro futuro bimbo. Sia pure per breve tempo, e ovviamente in momenti diversi. Le due donne, Ashleigh e Bliss Coulter hanno chiamato il loro piccolo 'il bimbo miracoloso': "Il modo in cui nostro figlio è venuto al mondo è proprio speciale", ha detto alle tv Usa Ashleigh.

Nella tecnica, chiamata 'Effortless IVF' (Fecondazione in vitro senza sforzo', ndr), le uova di Bliss sono state fecondate dal seme di un donatore. Poi, invece di essere inseriti in un incubatore, come accade normalmente nella fecondazione in vitro, ovuli e spermatozoi sono stati trasferiti in un dispositivo e impiantato nell'utero di Bliss per alcuni giorni, e poi rimosso. A quel punto uno degli embrioni portati in grembo da Bliss è stato impianto nell'utero di Ashley, che ha condotto il resto della gravidanza sino al parto.

«È un metodo rivoluzionario, più naturale e meno costoso della fecondazione artificiale», sostiene il fondatore della clinica Kevin Doody. Nel suo centro già 200 coppie hanno usato la procedura 'Effortless IVF', ma questa volta è la prima per una coppia dello stesso sesso. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” si tratta, ovviamente, di un caso estremo, che però mette in luce la paradossalità della vicenda. In Italia le tecniche della fecondazione eterologa, la maternità surrogata, il congelamento e la diagnosi genetica preimpianto sono vietate.

Si esaurisce il carburante: addio alla cacciatrice di asteroidi Dawn

Dawn, la nave spaziale della NASA lanciata 11 anni fa che ha studiato due dei più grandi oggetti nella fascia degli asteroidi, ha concluso la sua missione dopo aver esaurito il carburante. Lo hanno reso noto i funzionari giovedì.

Gli scienziati hanno saputo da circa un mese che Dawn era essenzialmente senza idrazina, il carburante che manteneva le antenne della nave spaziale orientate verso la Terra e che aiutava a rivolgere i suoi pannelli solari verso il Sole per ricaricarsi.

Quando l'astronave non ha portato a termine le comunicazioni programmate con Deep Space Network della NASA mercoledì e giovedì, l'agenzia spaziale l'ha formalmente dichiarata morta.

"Le richieste che abbiamo lanciato su Dawn sono state tremende, ma ha sempre incontrato la sfida. È difficile dire addio a questa incredibile astronave, ma è ora", ha detto il direttore della missione e ingegnere capo Marc Rayman al Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Intercettazioni: al via Master a Bari

BARI - L'utilizzo delle intercettazioni a scopo investigativo rappresenta una delle tecniche di ricerca della prova più importanti e diffuse tra gli esperti del settore. Sempre più crescente è il numero di consulenze o perizie di trascrizione, comparazione fonica, identificazione del parlatore per mezzo di una registrazione sonora, e la quantità di sentenze basate sui risultati ottenuti dalle intercettazioni e dalle perizie foniche.

Attualmente, la legislazione presenta un vuoto rispetto al ruolo del trascrittore e del perito fonico, che in pratica non sono contemplati. Un gap aggravato dall’assenza di percorsi formativi per coloro che si trovano a operare nel settore, come, per esempio, gli organi di polizia giudiziaria.

L'incontro intende mettere sotto i riflettori lo scenario attuale sulla mancanza di un ordinamento che regoli la figura professionale del perito fonico forense e, allo stesso tempo, illustrare, la I edizione del Master, che nasce per rispondere all'esigenza sempre maggiore di un percorso di alta formazione come trascrittore forense, esperto in analisi, editing e miglioramento del segnale intercettato, identificazione del parlatore per scopi forensi.

All'incontro intervengono:

Michele Palumbo, Comandante Corpo Polizia locale di Bari
Francesco Crocitto, Generale di Brigata dell'Aeronautica Militare Italiana in Riserva
Antonio Maria La Scala, Avvocato penalista e docente LUM Libera Università Mediterranea Jean Monnet
Luciano Romito, direttore del Laboratorio di Fonetica dell’Università della Calabria e del Laboratorio di Fonetica Forense dell'Universidad National de Rosario (Argentina) - in conference call (da confermare).

"Alle millennials consiglio la ricerca". Parla la scienziata Lucia Votano


di FRANCESCO GRECO - Fisico, dirigente di ricerca associata all'Istituto Nazionale di Ricerca Nucleare, la scienziata di origine calabrese (Villa San Govanni, RC) Lucia Votano ha svolto la sua attività fra il CERN, i Laboratori Nazionali di Frascati e del Gran Sasso e DESY (Amburgo).

E' stata la prima donna a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, il più grande laboratorio sotterraneo del mondo dove avvengono esperimenti "di frontiera" sui neutrini e la materia oscura.
 
E' tra i protagonisti della scoperta, in modo diretto, delle oscillazioni dei neutrini con l'esperimento OPERA.

Partecipa al Progetto JUNO in fase di realizzazione nella Cina meridionale.

E' stata insignita dal Presidente della Repubblica dell'onorificenza di Commendatore per meriti scientifici.
 
Nel 2015 ha pubblicato per Carocci "Il fantasma dell'universo (Che cos'è il neutrino") e nel 2017 per Di Renzo "La via della seta" (La fisica da Enrico Fermi alla Cina).
 
Insomma, un'eccellenza italiana, una di quelle donne con la "d" maiuscola, che ci  fanno onore nel mondo in un momento storico in cui abbiamo ben poco di cui vantarci. L'abbiamo incontrata. 

DOMANDA: Da quando lei iniziò la sua appassionata attività di ricerca a oggi, ci sono stati dei progressi? 
RISPOSTA: "I progressi della Fisica delle particelle elementari, dell’Astrofisica e della Cosmologia a partire dagli anni '70 fino a oggi sono stati enormi, entusiasmanti, ed è impossibile citarli tutti in breve tempo.
Sono stata fortunata a vivere la mia vita professionale proprio in questi anni.
Basti solo pensare che a partire dagli anni ’70 del secolo scorso le tante e nuove particelle scoperte sono state ricondotte entro un unico schema, oggi noto come il Modello Standard delle particelle elementari e delle interazioni fondamentali (MS), che ci permette di inquadrare in un unico principio di simmetria, con l’esclusione della forza gravitazionale, tutte le particelle elementari e le forze, ossia le interazioni che avvengono tra esse.
Il Modello Standard incorpora e si basa sulla meccanica quantistica e la relatività ristretta di Einstein.
Possiamo pensare, con un’immagine ardita, che la realtà fisica sia come un enorme Lego, fatto di pezzi infinitesimali che si compongono e si scompongono in continuazione interagendo tra loro.
Il Modello Standard ci dice che i mattoni fondamentali sono 12 e che si dividono in due grandi gruppi: nel primo i 6 quark, che sono sempre legati tra loro a formare altre particelle; nel secondo i leptoni – che possono muoversi in maniera indipendente e tra i quali troviamo il ben noto elettrone – e poi il muone e il tau e i 3 neutrini, che sono la loro controparte, cioè il neutrino elettronico, il neutrino muonico e il neutrino del tau".

D. In fatto di risorse destinate alla ricerca, si lotta sempre con le cifre, eppure in alcuni campi (nanotecnologie, per esempio), l'Italia si è data un suo protagonismo...
R. "Non conosco nello specifico l'ammontare dei finanziamenti nel campo delle Nanotecnologie, ed è vero che alcuni settori possono soffrire un po’ meno di altri.
Rimane il fatto che l’Italia con il suo 1,2% di investimenti, in rapporto al PIL, in Ricerca e Sviluppo, è il fanalino di coda in Europa e in generale rispetto ai Paesi OCSE".

D. Si può fermare al fuga dei cervelli o bisogna rassegnarsi, anche perché il fenomeno è antico, storico? 
R. "La scienza è universale, parla una lingua comune e non è quindi strano, anzi è auspicabile che i cervelli si possano muovere liberamente in tutto il mondo.
Il problema tutto italiano è che il movimento dei cervelli è unidirezionale; per ogni italiano che, terminati gli studi o ancora prima, va a lavorare in altri paesi Europei o in America o in Asia, non abbiamo in ingresso un equivalente cervello di altra nazionalità che venga nel nostro Paese attratto da prospettive favorevoli di lavoro e di ricerca".

D. Pare di intuire che la Cina è la frontiera della ricerca dei prossimi anni: è solo un fatto di investimenti? 
R. "Sono andata in Cina per la prima volta nel 1990 per offrire agli scienziati dell’Accademia della Scienza di Pechino l’opportunità di venire a lavorare in Europa per un anno, utilizzando delle borse di studio simili come importo a quelle che davamo ai nostri giovani laureati.
Ci sono tornata qualche anno fa all’inizio della formazione della collaborazione JUNO e ho trovato un Paese completamente trasformato non solo nell’aspetto esteriore delle grandi città.
La Cina è passata in poco più di 20 anni da una posizione marginale in Fisica, come in altri settori, a essere un colosso della ricerca mondiale.
Basti pensare che questo esperimento gigante JUNO, di terza generazione nel campo dello studio dei neutrini, ha un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari, ed è finanziato quasi interamente dalla Cina.
Siamo noi europei e di altri Paesi del mondo che, percorrendo una rinnovata via della seta, ci rechiamo in Cina per svolgere attività di ricerca all’avanguardia.
Il miracolo è stato reso possibile da investimenti massicci nell’istruzione, nella formazione di un numero crescente di laureati e in ricerca scientifica.
Non è quindi un caso che nello stesso arco di tempo la Cina abbia assunto un ruolo sempre più rilevante nel panorama economico e politico mondiale".

D. Come sta andando JUNO? 
R. "Siamo ancora in fase di costruzione dell’apparato sperimentale e del laboratorio sotterraneo che lo ospiterà nella Cina meridionale.
L’inizio delle attività sperimentali e di presa dati è atteso per il 2021".

D. E' la materia oscura la sfida dei prossimi anni?
R. "Una delle sfide per il futuro è capire la natura della materia oscura dell’Universo, cinque volte più numerosa di tutte le stelle e le galassie dell’Universo".

D. Cosa pensa delle dichiarazioni maschiliste di un giovane prof. del CERN? Nel suo libro "La via della seta" lei afferma di non aver avuto ostacoli di natura sessista...
R. "Penso che il collega abbia scambiato la causa con l’effetto. Non esistono prove scientifiche di una minore propensione delle donne verso la Matematica e la Fisica.
Bisogna sempre ricordare che fino all’inizio del secolo scorso le donne non potevano neanche iscriversi all’Università, Cito solo Lise Meitner, nome notissimo agli addetti ai lavori, e mancato premio Nobel per la fissione nucleare.
Lise, nata a Vienna nel 1876, poté iscriversi alla facoltà di Scienze solo nel 1899 e trasferitasi a Berlino, fu costretta per molti anni a lavorare quasi furtivamente nello scantinato dell’Istituto di Chimica, disagiato e senza bagno.
Solo nel 1922 ottenne il posto di Privatdozent per insegnare Fisica, la prima donna in un’Università della Prussia.
Eppure i suoi lavori sulla radioattività sono stati fondamentali per la scoperta della fissione nucleare per cui il suo collega di una vita Otto Hahn ottenne il premio Nobel.
Lei, proposta più di dieci volte, non lo vinse mai.
Oggi la situazione è ovviamente diversa, tuttavia, ancora non c’è equilibrio di genere ai livelli apicali della carriera scientifica.
I meccanismi sono molto più subdoli, inconsci e infine la donna paga ancora un suo maggiore impegno in famiglia".

D. Consiglierebbe la Fisica e la ricerca a una millennials d'oggi? 
R. "Si, certamente, anche se non sarà sempre facile conciliare un mestiere così impegnativo con la vita affettiva e familiare. Tuttavia, la mia generazione ha dimostrato come sia possibile, anche tra tanti ostacoli.
Inoltre il mestiere di ricercatore è divertente e può regalare molte soddisfazioni. Non dimentichiamo che la ricerca scientifica è la risposta all’insaziabile desiderio dell’uomo di conoscere ciò che lo circonda, sulla Terra e nell’Universo.
Inoltre ha assunto un sempre maggiore ruolo sociale. Viviamo oggi in piena società della Conoscenza e la ricerca è diventata uno dei motori principali delle dinamiche di sviluppo economico e sociale di un Paese.
Per cercare di tenere il passo ai nuovi grandi protagonisti dell’economia e della politica mondiale, occorre dunque puntare sullo sviluppo della Conoscenza, intesa come insieme di istruzione, ricerca e cultura".

Via all'intesa tra Its Cuccovillo e Datalogic: la meccatronica porta la Puglia nel mondo


BARI - "È un bellissimo progetto, probabilmente unico in Italia. L'Its Cuccovillo è ormai una eccellenza nazionale, in grado di garantire occupazione a quasi tutti i suoi studenti. La Regione sta investendo tantissimo sugli Its, con i fondi europei. Credo che anche i governi nazionali debbano investire molto di più su questi percorsi che sono straordinari, e che in altri paesi, come in Germania, sono diventati parte essenziale del sistema didattico. Dobbiamo fare in modo che aumentino i corsi e dunque le opportunità di futuro per i nostri ragazzi".
Così l'assessore regionale alla Formazione Sebastiano Leo, partecipando alla firma dell'accordo di programma tra l’Its meccatronico “A. Cuccovillo” di Bari e il gruppo bolognese Datalogic, che occupa circa 3000 addetti nelle 30 sedi distribuite in tutto il mondo.

Il protocollo, sottoscritto nella sede della Città Metropolitana di Bari, prevede l'avvio di un percorso di formazione innovativo anche a livello nazionale, per circa trenta neodiplomati pugliesi che hanno aderito al bando del "Cuccovillo".

"E' un piacere collaborare con un'azienda così grande, che ha creduto in noi - ha spiegato Lucia Scattarelli, presidente dellITS “A.Cuccovillo” - Ai nostri ragazzi offriamo un'opportunità straordinaria: potranno formarsi direttamente in una delle aziende italiane più dinamiche e innovative, leader mondiale nei sistemi elettronici di controllo, misurazione e sicurezza. Sia a Bari, utilizzando laboratori modernissimi, sia a Bologna, dove sono previsti sei mesi di stage gratuiti. Inoltre, i più meritevoli completeranno la loro formazione a Pasadena in California".

Particolarmente soddisfatto Andrea Franco, Senior Vice President e Chief Human Resources Officer di Datalogic: "Datalogic sta potenziando la sua struttura di ricerca e sviluppo in Italia e all'estero, quindi abbiamo scelto questa collaborazione con l'Its Cuccovillo per creare nuove professionalità ad alta specializzazione da impiegare successivamente in tutte le nostre sedi, in Italia e all'estero".

"L'offerta formativa dell'ITS Cuccovillo - ha aggiunto Vito Lacoppola, delegato a Programmazione della rete scolastica del territorio metropolitano di Bari - si arricchisce di un nuovo corso di alta formazione che consentirà ulteriori opportunità occupazionali ai nostri ragazzi. Rinnovo l'impegno della Città metropolitana di Bari, competente in materia di edilizia scolastica degli istituti superiori, a garantire strutture logistiche sempre più adeguate alle esigenze formative e didattiche del Cuccovillo, nella sede di Via Divisione Acqui a Bari, con la dotazione di nuove aule e laboratori".

Per Laura Ruggiero, vicepresidente Confindustria Bari-Bat, si tratta di "un'occasione incredibile per i nostri ragazzi, anche dal punto di vista occupazionale, perchè c'è una carenza anche a livello nazionale di questi profili innovativi ad alta specializzazione".

Meccatronica, Its Cuccovillo e Datalogic: nuove opportunità per i giovani pugliesi

BARI - Una nuova opportunità di lavoro per trenta neodiplomati pugliesi, che potranno formarsi direttamente in una delle aziende italiane più dinamiche e innovative, leader mondiale nei sistemi elettronici di controllo, misurazione e sicurezza.

È il risultato di un accordo di partenariato raggiunto tra l’Its “A. Cuccovillo” di Bari e il gruppo bolognese Datalogic, che occupa circa 3000 addetti nelle 30 sedi distribuite in tutto il mondo.

Le novità di questo accordo che prevede importanti sbocchi occupazionali, saranno presentate in una conferenza stampa, in programma il 10 ottobre 2018 alle 10.30 nella Sala Giunta della Città Metropolitana di Bari.

Oltre a Andrea Franco, Senior Vice President e Chief Human Resources Officer di Datalogic e a Lucia Scattarelli, presidente dellITS “A.Cuccovillo”, che sigleranno il protocollo d’intesa, saranno presenti anche l’assessore regionale alla Formazione Sebastiano Leo, il sindaco della Città Metropolitana di Bari, Antonio De Caro e il Presidente di Confindustria Bari-Bat, Domenico De Bartolomeo.

"La tua carta è stata bloccata su richiesta della Polizia Postale!", ma è un tentativo di truffa


LECCE - Noi dello “Sportello dei Diritti” lo ripetiamo da tempo e senza tregua perchè ormai hacker e truffatori telematici le tentano tutte per provare a sottrarre credenziali e dati personali: mai credere a messaggi sms o di posta elettronica che arrivano sui nostri dispositivi e che non utilizzano i canali normalmente adoperati dai nostri istituti di credito o Poste Italiane anche quando appaiono del tutto simili a comunicazioni "istituzionali".

Le modalità, infatti, sono sempre pressochè le stesse, anche se cambiano i contenuti: destare preoccupazione e invitare l'utente a controllare la situazione del proprio conto o della propria carta di pagamento o di credito per poter accedere abusivamente alle sue posizioni contabili. Il titolare ci casca ed inserisce o scrive i dati richiesti ed il gioco è fatto: carta o conto o tutt'e due sono svuotati o comunque si rimane vittima di uno o più prelievi prima di accorgercene e poter segnalare l'accaduto. Tra i tanti tentativi di frode vi è quello dell'sms del tipo:

"La tua carta è stata BLOCCATA su richiesta della POLIZIA POSTALE!... avviso_urgente@poste.it (informabancoposta@sobol.com)". Nulla di più falso e di più subdolo! S'ingenera preoccupazione nel titolare della carta, in questo caso la Postepay di Poste Italiane, che sarebbe stata bloccata addirittura dalla Polizia Postale. Ovviamente come sottolineato anche da un post pubblicato pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia": "La PoliziaPostale non svolge questo tipo di attività e tanto meno in queste modalità. Diffidate da questi messaggi". Il fatto è che nonostante la miriade di comunicazioni che invitano all'attenzione gli utenti, ancora troppa gente cade nella rete degli hacker, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”.

Gli utenti devono sempre ricordare che bisogna accedere solo dalle aree ufficiali dei siti bancari ed inserire le proprie credenziali solo negli spazi dedicati, per evitare che vengano sottratte con la conseguente possibilità di un accesso abusivo e l’utilizzo improprio del proprio conto corrente o della propria carta di credito o Postepay. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

Lecce, ai bambini ricoverati un corso gratuito di progettazione web

TRICASE (LE) - Mercoledì 10 ottobre, grazie ad un progetto di “ALR - Associazione Lorenzo Risolo”, il giovane sviluppatore web Michael Candido terrà un mini corso molto speciale ad alcuni piccoli utenti altrettanto speciali.

Michael è co-founder della startup “Smart Siti”, si è diplomato presso l’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce e utilizzerà le competenze acquisite a scuola per tenere un corso introduttivo sull’uso del linguaggio HTML, un linguaggio utilizzato per progettare semplici pagine web.. La vera notizia però è che il corso, totalmente gratuito per gli utenti, è rivolto ai bambini e ai ragazzi ricoverati presso i reparti di Pediatria, Oncologia ed Ematologia dell'Ospedale “G. Panico” di Tricase (Le).

Il mini corso ha per titolo “Impariamo a divertirci con l’HTML”, è promosso da ALR, l’associazione di Trepuzzi (Le) intitolata a Lorenzo Risolo, ed è finanziato da Techsoup Italia. Il progetto salentino è infatti uno dei vincitori del bando nazionale “Meet and Code”. Sarà un evento divertente e stimolante, utile anche a far sentire i ragazzi in un posto diverso, seppure per qualche ora.

«Il nostro progetto ha un obiettivo molto semplice – raccontano i promotori – ossia quello di offrire ai bambini e ai ragazzi ricoverati presso i reparti di pediatria, oncologia ed ematologia dell'Ospedale di Tricase la possibilità di imparare con facilità (e divertendosi) le basi del linguaggio HTML e, allo stesso tempo, possibilmente contribuire ad alleggerire e rendere meno triste la loro permanenza. Attraverso l'uso di uno degli strumenti più vicini ai giovani, e cioè il PC, vogliamo offrire un semplice corso incentrato sul linguaggio HTML per trasmettere ai ragazzi dell'ospedale i concetti e le competenze base del codice, utili per creare qualcosa di concreto (e divertente) come una pagina sul web e/o per fondare le basi per un possibile futuro approfondimento del linguaggio. Siamo convinti che questo genere di intervento possa seriamente contribuire a realizzare qualcosa di costruttivo e utile, facendo concentrare le ragazze ed i ragazzi in un ambito sicuramente interessante e stimolante, e facendoli divertire nell’imparare a realizzare le prime pagine web. Il tutto in una modalità totalmente serena e rilassata».

L’obiettivo primario di “Meet and Code” è quello di preparare i bambini e i ragazzi ad affrontare il mondo digitalizzato del futuro, finanzia eventi digitali e di coding di qualsiasi genere da svolgersi nel corso della Code Week europea in programma dal 6 al 21 Ottobre 2018. Da workshop di IT a corsi di robotica, fino ad eventi su tematiche attuali come l'Intelligenza Artificiale o l'Industria 4.0.

I fisici leccesi alla ricerca del fotone oscuro

LECCE - È stato costruito a Lecce, dalla collaborazione scientifica tra ricercatori, tecnici e dottorandi del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento e della locale sezione dell’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il “cuore” dell’esperimento “PADME” (Positron Annihilation into Dark Matter Experiment), che studierà le interazioni prodotte da positroni accelerati all’energia di 550 MeV dall’acceleratore lineare (LINAC) dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla ricerca della materia oscura. L’esperimento è stato inaugurato oggi, giovedì 4 ottobre 2018, con una cerimonia per festeggiare il passaggio dalla fase di test (commissioning) a quella di presa dati, e resterà in funzione per alcuni mesi, fino alla conclusione della prima fase di presa dati (Run 1). L’esperimento potrebbe svelare per la prima volta l’esistenza di una “nuova forza” a cui sarebbe associata una particella chiamata fotone oscuro, grazie a un apparato di misura piccolo, ma estremamente preciso, in grado di osservare la produzione del fotone oscuro in collisioni di antielettroni con gli elettroni del bersaglio.

Nei laboratori leccesi di UniSalento e INFN è stato costruito un innovativo rivelatore in diamante sintetico con lettura a strip che funge da “bersaglio attivo” dell’esperimento, fornendo una misura in tempo reale del profilo e dell’intensità del fascio. Questo dispositivo, il cui cuore è uno strato di diamante di grande area (2cm x 2cm) e piccolo spessore (100μm) prodotto dal partner industriale Applied Diamond (USA), è nato dalla cooperazione del gruppo di ricerca in Fisica sperimentale delle particelle (in particolare il Laboratorio di Rivelatori a stato solido) con il gruppo di ricerca in Fisica dello stato solido e radiazioni (LaserNanoLab). Questa collaborazione ha, inoltre, consentito di sviluppare una nuova tecnica per la realizzazione degli elettrodi basata sull’irraggiamento con luce laser della superficie del diamante per produrre strisce di grafite conduttive.

L’ipotesi teorica che PADME si propone di testare si è affermata nella comunità scientifica negli anni recenti in conseguenza della mancanza di indicazioni, dagli esperimenti condotti finora, sui possibili costituenti di questa forma di materia che chiamiamo oscura, che popola in maniera preponderante il nostro universo, ma di cui abbiamo solo evidenze gravitazionali. Anche gli esperimenti a LHC (al CERN di Ginevra), che hanno scoperto il bosone di Higgs, non hanno ancora individuato nessun segnale dell’esistenza di particelle di materia oscura nell’intervallo di massa che va delle centinaia di GeV fino al TeV. Ciò rafforza le motivazioni di esperimenti come PADME, che sono sensibili a bassi valori della massa di particelle correlate al problema della materia oscura.

Numerosi i ricercatori che da Lecce hanno contribuito e/o partecipano tutt’oggi all’esperimento PADME nelle varie attività di costruzione, caratterizzazione, integrazione meccanica ed elettronica, test, simulazione e analisi: Roberto Assiro, Gabriele Chiodini (referente del gruppo PADME locale nella collaborazione), Pietro Creti, Giuseppe Fiore, Angelo Innocente, Alessandro Miccoli (INFN), Anna Paola Caricato, Massimo Corrado, Francisco Gontad, Maurizio Martino, Carlo Pinto, Viviana Scherini, Stefania Spagnolo (INFN e Dipartimento di Matematica e Fisica UniSalento), Giuseppe Maruccio, Anna Grazia Monteduro (Dipartimento di Matematica e Fisica UniSalento e CNR-Nanotec). A questo nucleo si aggiunge il fondamentale contributo di energia, lavoro, competenza ed entusiasmo di giovani ricercatori, studenti di PhD e laureandi: Emanuele Alemanno, Emanuela Cianci, Mary De Feudis, Isabella Oceano, Federica Oliva (INFN e Dipartimento di Matematica e Fisica). Inoltre, tra gli ispiratori del concetto su cui si basa PADME, il Direttore della sezione INFN di Lecce, Fabio Bossi, all’epoca spokesperson dell’esperimento KLOE a LNF, che ha prodotto una delle prime campagne di ricerca del fotone oscuro.

«Questo importante contributo dei fisici leccesi all’esperimento PADME è reso possibile dalla presenza a Lecce di una Sezione dell’INFN e dalla stretta collaborazione, intensificata in questi ultimi anni, fra fisici provenienti da diversi settori», sottolinea il professor Giovanni Mancarella, Direttore del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento, «Inoltre i servizi di supporto alla ricerca dell’Università e dell’INFN (calcolo, elettronica, meccanica e, non ultimo, amministrazione) hanno svolto e svolgeranno un ruolo fondamentale per il conseguimento dei risultati finali. Realizzazioni così significative sono possibili solo quando competenze diverse cooperano per la realizzazione di un obiettivo comune. Molti dei ricercatori che collaborano all’esperimento sono precari, giovani e meno giovani: è auspicio di tutti che il mondo della ricerca, e la nostra università in particolare, abbia risorse sufficienti per offrire opportunità a questi giovani ricercatori, che oggi contribuiscono a importanti imprese scientifiche internazionali».

Cancro: Nobel per la Medicina a Allison-Honjo

ROMA - E' andato all'immunologo Usa James P. Allison e al giapponese Tasuku Honjo il premio Nobel per la Medicina. A valerli il prestigioso premio la scoperta della terapia del cancro per inibizione della regolazione immunonegativa.

I due studiosi "hanno capito che si puo' stimolare il sistema immunitario per attaccare le cellule tumorali, un meccanismo di terapia assolutamente nuovo nella lotta ad un tipo di malattia che uccide ogni anno milioni di persone e che costituisce una delle più gravi minacce alla salute dell'umanità", si legge nelle motivazioni dell'Accademia.

Le terapie dei due studiosi hanno rivelato una sorprendente efficacia nella lotta al cancro.

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